Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore – Il 26 aprile all’Università di Sassari

Risultati immagini per Giornata mondiale del libro e del diritto d'autore 2017L’Università degli Studi di Sassari, l’Unione Italiana Ciechi e ipovedenti e l’Istituto per la Ricerca la Formazione e la Riabilitazione per la Sardegna Onlus (I.Ri.Fo.R.) saranno mercoledì 26 aprile nell’aula magna dell’Ateneo sassarese dalle 10.00 in occasione della “Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore”. La ricorrenza cade ogni anno il 23 aprile, data scelta dalla Conferenza Generale dell’Unesco poiché è il giorno in cui sono morti, nel 1616, tre importanti scrittori: lo spagnolo Miguel De Cervantes, William Shakespeare e il peruviano Inca Garcilaso De La Vega.

L’evento si svolgerà il 26 per favorire l’afflusso degli studenti, ai quali è indirizzato in modo particolare il messaggio di acquisizione della lettura differente – ma al contempo equivalente – al sistema ordinario di lettura e scrittura.

La manifestazione non avrà solo l’intento promuovere il piacere della lettura, ma vuole contestualmente riscoprire la figura di Louis Braille, non vedente dall’età di tre anni, inventore dell’omonimo alfabeto, che ha dedicato la sua vita allo studio di un metodo di lettura e scrittura che desse ai non vedenti pari dignità di accesso alla cultura.

Durante la giornata, organizzata con il patrocinio e il contributo dell’Università di Sassari, il patrocinio della Regione Sardegna, del Ministero dell’Istruzione e della Ricerca – Ufficio scolastico della Sardegna e del Comune di Sassari, interverrà Raimondo Piras, Presidente del Consiglio Regionale della Sardegna dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti e dell’I.Ri.Fo.R. Sardegna. Per l’Ateneo di Sassari prenderà la parola il professor Stefano Sotgiu, delegato del Rettore per la disabilità e i disturbi dell’apprendimento. Spazio anche alla musica con gli intermezzi del chitarrista Giacomo Deiana.

Pubblicato in Università | Contrassegnato | Lascia un commento

I cittadini europei e le minacce pandemiche: i risultati di una consultazione popolare finanziata dall’Unione Europea

Il progetto ASSET ha coinvolto cittadini di otto paesi europei su temi relativi alla gestione della minaccia rappresentata da epidemie e pandemie Si tratta della prima consultazione popolare su questo argomento svoltasi contemporaneamente in otto paesi europei, Italia inclusa

HomeIl progetto ASSET, Action plan in Science in Society in Epidemics and Total pandemics, finanziato dall’Unione Europea, presenterà il 26 aprile al Parlamento Europeo un rapporto che include i risultati delle consultazioni di cittadini che ha organizzato in otto paesi. Scopo di queste consultazioni era il coinvolgimento dei cittadini stessi nella risposta alle crisi causate dall’emergere di epidemie e pandemie. Oltre all’Italia, gli altri paesi coinvolti sono Bulgaria, Danimarca, Francia, Irlanda, Romania, Norvegia e Svizzera.

I risultati delle consultazioni contengono una serie di  raccomandazioni, basate sugli spunti ricevuti dai 400 partecipanti, indirizzate a politici e decisori europei. Alcune di queste raccomandazioni riguardano una comunicazione del rischio più chiara e trasparente, che consenta di ristabilire un certo livello di fiducia verso le istituzioni sanitarie. Altre riguardano la necessità di far prevalere gli interessi di salute pubblica sulla libertà individuale in situazioni di emergenza. Alle istituzioni sanitarie pubbliche viene inoltre richiesto di investire di più nella raccolta di suggerimenti  e contributi da parte dei cittadini sulla gestione della risposta a epidemie e pandemie.

La sicurezza pubblica è essenziale nel caso di minacce infettive. Dalle consultazioni è emerso che più dell’82% dei partecipanti ritiene che i servizi pubblici come scuole e uffici debbano venir chiusi in caso di pandemie. I più convinti su questo fronte sono risultati essere i danesi, con il 93% di consensi a riguardo.

Il 69% dei partecipanti pensa che grandi eventi internazionali come le Olimpiadi dovrebbero venir cancellati in caso di pandemie come l’influenza A(H1N1) del 2009, Ebola e Zika. Su questo tema, i cittadini italiani si sono rivelati in linea con la media europea (68%).

È anche interessante sottolineare il consenso sull’obbligatorietà del vaccino contro l’influenza per gli operatori sanitari in caso di epidemie e pandemie; una procedura necessaria, secondo l’85% dei partecipanti.

I cittadini italiani sono i meno soddisfatti in Europa delle informazioni ricevute dalle autorità sanitarie nel corso di epidemie come quella recente di Zika Durante le consultazioni, ai cittadini partecipanti è stato chiesto se fossero soddisfatti delle informazioni ricevute dalle istituzioni sanitarie pubbliche. In media, solo il 29% ha risposto positivamente.

Una percentuale che scende al 12% per l’Italia, la più bassa fra gli otto paesi coinvolti. I più soddisfatti si sono rivelati essere i danesi (48%) e i norvegesi (64%).

Secondo i partecipanti, le informazioni considerate più utili in caso di epidemie o pandemie sono le raccomandazioni sul cosa fare (67% in media, 70% per gli italiani) e sulle vie di trasmissione delle malattie (19% in media, 8% fra gli italiani). Un’altra informazione considerata importante per i partecipanti italiani è sapere dove procurarsi le medicine (8%). L’auspicio dei membri del progetto ASSET è che questi risultati vengano considerati nello sviluppo delle future strategie di comunicazione in caso di epidemie e pandemie.

I cittadini coinvolti ritengono che l’onestà e una comunicazione efficiente siano necessarie per aumentare la fiducia nelle istituzioni pubbliche, indipendentemente dalla gravità delle circostanze sanitarie, e che sia un loro diritto conoscere in maniera accurata la situazione. I medici di base sono ancora la fonte di informazione preferita

Un altro tema affrontato nel corso delle consultazioni è stato quello delle fonti tramite le quali i cittadini europei acquisiscono informazioni, in particolare nel contesto della recente epidemia di Zika.

La media dei risultati mostra una chiara preferenza per i medici di base, considerati la prima fonte di informazioni dal 58% dei partecipanti italiani, che invece sembrano attribuire meno fiducia a internet (29%). È interessante notare come la situazione cambi nei paesi del nord Europa: il 34% dei danesi preferisce le informazioni provenienti dai medici di base mentre il 31% preferisce quelle trovate in rete; percentuali che diventano, rispettivamente, 37% e 25% in Irlanda e 42% e 42% in Norvegia.

Se si guarda alla fiducia generale, la fonte più affidabile in caso di pandemia secondo i partecipanti italiani sono le istituzioni sanitarie europee (72%), il Sistema Sanitario Nazionale (63%) e i medici di base (61%), mentre le meno affidabili sono la televisione (41%), la radio (41%), e amici e parenti (41%).

Tutti i risultati, paese per paese, possono essere esaminati sul sito di ASSET con questo web tool.

Il rapporto può essere consultato a questo qui.

Le consultazioni sono state condotte dal Danish Board of Technology, sulla base del metodo WWWViews, e hanno coinvolto più di 50 cittadini in ciascuno degli otto paesi coinvolti, che si sono riuniti contemporaneamente. Prima delle consultazioni tutti i partecipanti hanno ricevuto lo stesso materiale informativo, che consisteva in un opuscolo di 20 pagine scritto dal Danish Board of Technology in stretta collaborazione con gli altri partner del progetto ASSET. L’opuscolo conteneva informazioni di base sulle controversie sul tema della risposta a pandemie ed epidemie, e sui diversi punti di vista al riguardo. La compagnia danese di ricerca e comunicazione della scienza GoVisual ha realizzato video informativi della durata di 4-10 minuti che ripetevano le informazioni contenute nell’opuscolo. Tutti i materiali sono stati tra

 

Pubblicato in Unione Europea | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento

Premio Sapio 2017 per la ricerca e l’innovazione

Premio sapio 2017Il Gruppo Sapio, con il sostegno di Università, Centri di Ricerca, Istituzioni italiane, Associazioni, Enti, istituisce la XVI edizione del Premio Sapio per la Ricerca e l’Innovazione con lo scopo di favorire l’innovazione e la ricerca in campo scientifico, tecnologico e socio economico, per il progresso civile e sociale.

Complessivamente verranno assegnati 5 premi suddivisi nelle seguenti categorie:

  1. Premio Sapio Ricerca Junior: è destinato esclusivamente a lavori di ricerca svolti da studiosi e/o ricercatori di età inferiore ai 30 anni (compiuti o da compiersi entro il 31 dicembre 2017) che si siano distinti per l’attività di studio e di ricerca svolta nonché per l’impegno profuso nel raggiungere i propri obiettivi; in tale categoria i lavori possono essere stati svolti in tutti gli ambiti di ricerca (dall’industria, alla sanità, all’economia, ecc.);
  2. Premio Sapio Ricerca Senior: è destinato esclusivamente a lavori di ricerca svolti da ricercatori e studiosi di qualsiasi età (a partire dai 31 anni) che si siano distinti per l’attività di studio e di ricerca svolta nonché per l’impegno profuso nel raggiungere i propri obiettivi; in tale categoria i lavori possono essere stati svolti in tutti gli ambiti di ricerca (dall’industria, alla sanità, all’economia, ecc.);
  3. Premio Sapio Innovazione: è riservato a tutti coloro che sperimentando o applicando nuovi metodi, processi, tecnologie, sistemi hanno determinato innovazione. Nella categoria Premio Innovazione tutti gli ambiti sono ammessi.
  4. Premio Sapio Sicurezza:è destinato a lavori di ricerca svolti da qualsiasi persona fisica, di qualsiasi età, che si sia distinta in attività di ricerca e innovazione nel campo della prevenzione o della gestione del rischio, per la sicurezza, nell’ambito della sicurezza del trasporto delle merci pericolose su strada. Il Premio Sicurezza si propone di valorizzare nuove tecnologie, studi, ricerche che prevedono un’applicazione finalizzata a prevenire e proteggere da potenziali rischi, sia in ambito individuale che sociale.
  5. Premio Sapio Start Up: è destinato a tutte le Start Up con una idea innovativa, ovvero realtà che non abbiano già ricevuto il primo finanziamento da parte degli investitori, istituzionali o industriali e che siano già costituite in impresa, avendo sperimentato il loro modello di business in fase Alpha o Beta. Si intende in questo modo valorizzare la ricerca e lo sviluppo di idee innovative soprattutto nel settore giovanile. La start up candidata non deve aver superato i 4 anni di attività dalla data della sua costituzione.

I premi verranno assegnati a coloro che apportano rilevanti contributi – anche interdisciplinari – per l’avanzamento della ricerca e dell’innovazione in campo medicale, tecnico-scientifico e socioeconomico. I risultati di tali contributi devono essere stati conseguiti nel periodo intercorrente tra il 1° gennaio 2014  e il 30 ottobre 2017 e devono essere stati svolti ed aver apportato concreti risultati nel territorio italiano.
Le candidature dovranno essere inviate entro e non oltre il 16 ottobre 2017.

Pubblicato in Premio, Uncategorized | Contrassegnato , , | Lascia un commento

Premio nazionale di comunicazione per uno studente dell’Università di Sassari

https://apis.mail.yahoo.com/ws/v3/mailboxes/@.id==VjJ-L95b8Z9tl-mRmwXvmcu0u4s8-4Hq9i2ezPNZQgZopOxWKaQRyNDvT2EwCH6cocc_GH4nkLovJSeSm65J69qU1w/messages/@.id==AKFUfbwAABMEWPn_DAiTULAcnp4/content/parts/@.id==2/thumbnail?appId=YahooMailNeoImportante riconoscimento per Francesco Manconi, studente di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Sassari

Alla 51° edizione del Vinitaly, la Cantina di Santa Maria La Palma ha vinto il premio nazionale di comunicazione “Il Meridiano del vino” grazie a una comunicazione “Innovativa, capace di utilizzare un linguaggio più vicino alle giovani generazioni“. Il riconoscimento è stato assegnato da una giuria formata da giornalisti ed esperti di marketing del vino.

La campagna comunicativa era stata ideata e prodotta dal team di Quom3, agenzia di Sassari, della quale fa parte anche Francesco Manconi, studente del corso di laurea in Scienze della Comunicazione e redattore di Reporters TV. Nella campagna per la cantina di Santa Maria la Palma, Manconi ha curato la fotografia e la postproduzione.

Francesco Manconi, nel settembre dell’anno scorso, si era aggiudicato anche il concorso fotografico “#scelgoUniss” bandito dall’Università di Sassari in occasione della campagna delle immatricolazioni.

Pubblicato in Università | Contrassegnato , | Lascia un commento

L’orto botanico dell’università di Cagliari apre anche il 25 aprile e il 1 maggio: dopo il successo di pasqua e pasquetta, il polmone verde dell’ateneo continua il suo servizio ai cittadini e ai turisti

L'immagine può contenere: albero, pianta, spazio all'aperto e naturaDopo il successo registrato nei giorni di Pasqua e Pasquetta, in cui si è registrato un flusso ininterrotto di visitatori, l’Orto botanico dell’Università di Cagliari sarà aperto anche nelle giornate del 25 aprile e del 1 maggio, con il consueto orario continuato dalle 9 alle 18.

Saranno visitabili, come di consueto, tutte le collezioni, gli spazi e le strutture museali per tutta l’estensione di circa 5 ettari: all’interno si trovano circa 2000 specie vegetali  – 600 alberi (con esemplari monumentali appartenenti ai generi Ficus, Phytolacca, Dracena, Casuarina, Eucalyptus, Dasylirion, Nolina), 550 arbusti, 75 lianose, 800 specie coltivate in vaso e circa mille piante grasse distinte in diverse coltivazioni. Meritano di essere visitate anche la Grotta Gennari, la Vasca a trifoglio, la Cava romana e il Centro Conservazione Biodiversità (CCB); la Passeggiata sopraelevata, la Banca del Germoplasma della Sardegna (BG-SAR) ed il Museo Botanico (MBK).

L’Orto botanico dell’Università di Cagliari (che ha recuperato l’antico nome di “Hortus Botanicus Karalitanus”) ormai da mesi osserva l’apertura continuata e prolungata, anche nei giorni festivi e nei week end, grazie alle nuove sinergie attivate dalla nuova gestione del polmone verde dell’Ateneo e alla convenzione recentemente siglata con il Comune di Cagliari. L’unico giorno di chiusura resta il lunedì, per consentire ai giardinieri dell’Orto la risistemazione degli spazi e la ripulitura dei viali di accesso e interni. Il primo maggio, nonostante sia un lunedì, l’Orto resterà aperto tutto il giorno.

In vigore da tempo una serie di agevolazioni tariffarie, con sconti e riduzioni per varie categorie di visitatori, tra cui gli abbonamenti per famiglie: gli studenti dell’Università di Cagliari, per esempio, hanno ingresso gratuito durante tutto l’anno.

 

Pubblicato in Università | Contrassegnato , | Lascia un commento

E’ nato il primo coworking orientato al design e all’architettura d’interni

L'immagine può contenere: sMSQuesta sera alle ore 17.30, in via Enrico Fermi 1, a Selargius, si terrà l’inaugurazione dello spazio di Coworking Selargius Cagliari by Guttuso, il primo coworking fortemente orientato al design e all’architettura d’interni, ma aperto anche a qualsiasi profilo professionale

Interni by Guttuso, marchio leader nel settore dell’arredamento e del design ha deciso di dar vita, all’interno del proprio showroom, a “COWO BY GUTTUSO”, il nuovo spazio coworking della Rete Cowo italiana.

Il coworking è aperto a tutti e si offre come polo professionale per sostenere l’innovazione e il cambiamento dello spazio lavorativo, offrendo la possibilità di abbattere i costi fissi di gestione di un classico studio.

Il progetto ha una dimensione che va oltre il pensiero di uno studio professionale, mirando a sviluppare delle dinamiche collaborative a scala regionale e nazionale.

Il coworking è la risposta all’esigenza lavorativa espressa dalla società contemporanea, dando particolare importanza alle nuove generazioni di architetti, designer, e liberi professionisti legati al nostro mondo.

La condivisione e la flessibilità d’impiego degli spazi e degli strumenti di lavoro, agevoleranno lo sviluppo di molteplici sinergie tra i futuri coworker e lo storico marchio Guttuso, andando così a creare una comunità allargata in grado di offrire un servizio consulenziale e progettuale completo e di alta qualità.

Pubblicato in Coworking, Uncategorized | Contrassegnato , | Lascia un commento

L’impatto di Marte sul microbiota intestinale

Grazie a una missione simulata sul Pianeta rosso di 520 giorni (Mars500), l’Itb-Cnr e le Università di Bologna e Viterbo hanno valutato per la prima volta l’impatto di prolungate condizioni di confinamento sul microbiota intestinale umano. Lo studio pubblicato su Microbiome

Risultati immagini per MarteNel contesto di una collaborazione internazionale che coinvolge, tra gli altri, ricercatori dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche di Segrate (Itb-Cnr) e delle Università degli Studi di Bologna e della Tuscia di Viterbo, un gruppo di ricercatori ha studiato le dinamiche temporali del microbiota intestinale di sei astronauti di diversa nazionalità che hanno partecipato a MARS500, la simulazione di una missione completa su Marte durata 520 giorni, durante la quale sono state monitorate variabili psico-fisiologiche quali stress, performance cognitive e atletiche, funzionalità gastrointestinali e profili immunologici.

La ricerca, pubblicata su Microbiome (BioMed Central) è la prima a valutare l’impatto di prolungate condizioni di confinamento sul microbiota intestinale umano. I dati dimostrano l’importanza del mantenimento dell’omeostasi dei batteri intestinali nelle condizioni di stress quali quelle di una missione spaziale, e quindi anche quella dei batteri intestinali nella risposta individuale agli stress quotidiani. “Le comunità microbiche del nostro intestino sono necessarie per molteplici aspetti e giocano un ruolo chiave nella nostra salute, regolando l’omeostasi metabolica e immunologica. Vi è quindi un crescente interesse a comprendere i molteplici fattori, endogeni ed ambientali, che ne influenzano composizione e funzionalità, con l’obiettivo di favorire il mantenimento o recupero di una configurazione microbica favorevole. Benché sia nota l’elevata dinamicità del microbiota, però, la nostra conoscenza di come esso cambi nel tempo in relazione a specifiche azioni e comportamenti, è ancora limitata”, spiega Clarissa Consolandi dell’Itb-Cnr. “MARS500, la più lunga simulazione di un volo interplanetario mai condotta, ci ha consentito di avanzare nella comprensione di tali dinamiche, fornendoci l’opportunità di valutare la variabilità temporale del microbiota intestinale in un ambiente unico come la mancanza di interazioni sociali, il ridotto contatto con l’ambiente, la disponibilità di risorse limitata e il consumo di cibi per lo più in scatola”. Le analisi sono state condotte sui campioni fecali dei sei membri dell’equipaggio a vari intervalli di tempo, nel corso dei 520 giorni di esperimento e fino a sei mesi dopo la conclusione. “I risultati confermano la natura dinamica e personalizzata del microbiota anche nelle condizioni di un ambiente confinato, caratterizzata da riarrangiamenti di microrganismi autoctoni”, prosegue Marco Candela del Dipartimento di farmacia e biotecnologie dell’Università di Bologna. “Nonostante questa variabilità, è comunque emerso che gli ecosistemi microbici intestinali degli astronauti divenivano gradualmente più simili tra loro all’aumentare del tempo, in particolare per gli andamenti di alcune componenti, il che suggerisce un certo grado di convergenza dell’evoluzione microbiotica in ambiente confinato”. In particolare, lo studio ha inoltre evidenziato “un aumento delle specie appartenenti al genere ‘Bacteroides’ nelle primissime fasi della missione, in concomitanza con disturbi del sonno, deficit di vigilanza o alterazioni del ritmo sonno-veglia. Non a caso ‘Bacteroides’, importante produttore di propionato, è maggiormente rappresentato in condizioni di stress”, continua Candela. “Inoltre, noti produttori di butirrato, come ‘Roseburia faecis’ e ‘Faecalibacterium prausnitzii’, appaiono estremamente variabili durante il corso della missione, il che sembra suggerire importanti oscillazioni nella produzione degli acidi grassi a corta catena, quando i dati psicologici e biochimici evidenziavano alti livelli di stress, predominanza di pensieri negativi, alti livelli salivari di cortisolo, aumento di linfociti e risposte immunitarie e positività al test della calprotectina, marker fecale di infiammazione”. In conclusione, i dati del presente studio – che ha coinvolto anche German Aerospace Center e Università dell’Arkansas – dimostrano che fattori quali isolamento e stress forzano le risposte del microbiota intestinale, con il rischio di determinare sbilanciamenti nella produzione degli acidi grassi a corta catena ed effetti sull’omeostasi metabolica ed immunologica dell’individuo. “Tutto ciò dimostra quanto sia fondamentale mantenere un equilibrio a livello della flora intestinale in risposta agli stress quotidiani. Quindi, eventuali alterazioni dovrebbero essere monitorate e corrette tempestivamente, nella vita di tutti i giorni e, in particolare durante missioni nello spazio, al fine di conservare il rapporto di simbiosi mutualistica che condividiamo con l’ecosistema microbico, importante a sua volta per preservare la salute fisica e psicologica degli astronauti”, conclude Consolandi.

Pubblicato in Cnr, Uncategorized | Contrassegnato , , , , | Lascia un commento