“Come sta la Natura in Italia”: primo rapporto sullo stato del capitale naturale – Convegno il 24 novembre all’Università di Sassari

Risultati immagini per uniss“Fare i conti con l’ambiente” è il titolo del convegno che si svolgerà il 24 novembre alle 9.30 nell’aula Segni del Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Sassari, dedicato allo stato di salute dell’ecosistema naturale in Italia.

L’incontro si tiene in occasione della pubblicazione del “Primo rapporto sullo stato del capitale naturale in Italia”, consegnato dal Ministro dell’Ambiente al Presidente del Consiglio e al Ministro dell’Economia. Il rapporto affronta il legame fra lo stato dell’ecosistema, il benessere sociale e le relative prospettive economiche.

La valutazione dello stato di conservazione degli ecosistemi è propedeutica all’identificazione delle priorità per il ripristino del “loro stato di salute” e ha permesso di selezionare gli ecosistemi ad alto, medio e basso stato di conservazione, con la possibilità di programmare i futuri progetti di intervento.

Al Comitato per il Capitale Naturale hanno partecipato nove ministeri, cinque istituzioni pubbliche di ricerca, Regioni, Comuni e nove esperti scientifici, per raccogliere ed esaminare informazioni sullo stato di conservazione di acqua, suolo, aria, biodiversità ed ecosistemi.

Ai lavori del convegno -coordinati da Simone Pajno, docente del Dipartimento di Giurisprudenza, e aperti dal saluto del Rettore dell’Ateneo Massimo Carpinelli e del Direttore del Dipartimento di Giurisprudenza Gianpaolo Demuro – parteciperanno importanti rappresentanti del settore: Maria Carmela Giarratano, Direttrice generale della Direzione Protezione della natura e del mare del Ministero dell’Ambiente, Marcello Cecchetti, capo dell’Ufficio legislativo del Ministero dell’Ambiente, e Donatella Spano, assessora regionale all’Ambiente .

Nel corso della giornata interverranno diversi altri esperti in materia dell’Università di Sassari, delle Aree marine protette dell’Asinara e di Tavolara, del Centro Euro-Mediterraneo sui cambiamenti climatici.

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TeatrExma – un teatro per tutte le stagioni – Pasta e Cappuccino – Venerdì 24 novembre ore 21 – Cagliari EXMA Via Sam Lucifero 71

Risultati immagini per TeatrExmaTerzo appuntamento per la stagione teatrale TeatrExma – un teatro per tutte le stagioniVenerdì 24 novembre alle 21 l’EXMA di Cagliari ospita Pasta e Cappuccino, una commedia in un atto messa in scena dalla Cooperativa La Maschera, scritta e diretta da Enzo Parodo, con la direzione tecnica di Peppe Pili e interpretata da Massimo Muscas, Fulvia Ibba, Anna Pia e dallo stesso Enzo Parodo. 
Pasta e Cappuccino è la classica commedia degli equivoci. In un bar di un qualsiasi paese della provincia cagliaritana, si attua, nei confronti di un’ignara signora, uno scherzo particolarmente crudele. Degli strani personaggi, con i loro travestimenti, saranno in grado di spillare alla povera signora svariate centinaia di euro. Il tutto si concluderà con una chicca d’autore tratta dalla commedia Pericolosamente di Eduardo De Filippo e con il più classico dei colpi di scena.
 
TeatrExma – un teatro per tutte le stagioni nasce dalla collaborazione tra il Teatro dallarmadio e il Consorzio Camù gestore dell’EXMA, spazio che ospiterà complessivamente, sino al 25 maggio, venticinque spettacoli selezionati (scelti o invitati) da Fabio Marceddu, anima con Antonello Murgia del teatro dallarmadio. TeatrExma – un teatro per tutte le stagioni ha il sostegno degli Assessorati alla cultura del Comune di Cagliari e della Regione Autonoma della Sardegna.
 
Il prossimo appuntamento è previsto venerdì 1 dicembre alle 21 con Renzo Cugis e Samuele Dessì e lo spettacolo Si stava peggio quando si stava peggio.
 
 
INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI: considerato il numero dei posti disponibili è consigliabile la prenotazione ai numeri 3397102534 / 3405332685 o scrivendo su promoteatro@gmail.com
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Il primo interruttore ultraveloce per onde elettroniche

Ricercatori di Nano-Cnr e dell’Università di Regensburg hanno elaborato un interruttore ultra veloce per le onde elettroniche, che potrebbe consentire di accelerare enormemente i futuri dispositivi elettronici, aprendo al nuovo campo della plasmonica. Lo studio pubblicato su Nature Nanotechnology

Risultati immagini per Il primo interruttore ultraveloce per onde elettronicheLa lucentezza tipica dei metalli è dovuta agli elettroni che si muovono liberamente all’interno del materiale, riflettendo la luce. Illuminando opportunamente il metallo si possono generare delle ‘onde’ sulla superficie di questo ‘mare’ di elettroni, che vengono dette plasmoni di superficie. Quando la luce è concentrata su un punto di pochi nanometri (un nanometro è un milionesimo di millimetro, circa dieci volte il diametro di un atomo), essa genera onde in miniatura che si propagano sulla superficie del materiale in modo circolare. La plasmonica intende sfruttare queste onde per realizzare dispositivi elettronici compatti e ultraveloci: finora tuttavia non si era trovato un modo per accendere e spegnere tali onde rapidamente.

Per la prima volta, ricercatori dell’Istituto nanoscienze del Consiglio nazionale delle ricerche (Nano-Cnr) e della Scuola Normale Superiore, in collaborazione con l’Università di Regensburg, hanno dimostrato che è possibile accendere e spegnere con velocità elevatissima onde di elettroni. Un risultato che potrebbe portare a interruttori con velocità di commutazione enormemente maggiori rispetto a quelle dei più avanzati transistor attuali e quindi alla possibilità di costruire dispositivi elettronici ultraveloci. Lo studio è pubblicato su Nature nanotechnology.

“La soluzione è stata utilizzare, anziché un metallo, uno dei nuovi materiali bidimensionali: il fosforene impilato in una struttura a strati dello spessore di un singolo atomo”, spiega Miriam Vitiello di Nano-Cnr. “Nel metallo le onde elettroniche sono sempre presenti, mentre nella struttura che abbiamo realizzato nei nostri laboratori di Pisa si generano elettroni che si muovono solo irraggiandoli con intensi impulsi luminosi, altrimenti la struttura è come ‘spenta’. Ma appena il primo impulso laser genera gli elettroni liberi, un impulso successivo produce l’onda di plasmoni di superficie e si passa a uno stato ‘acceso'”.

Utilizzando un apparato di misura unico a livello mondiale per la sua risoluzione spaziale e temporale elevatissima, gli scienziati hanno misurato tempi di commutazione nella scala dei femtosecondi (un femtosecondo è un milionesimo di un miliardesimo di secondo, cioè 0, 000 000 000 000 001 secondi) e quindi molti ordini di grandezza più veloci rispetto ai migliori transistor esistenti. “Nell’elettronica tradizionale sono i transistor che, con la loro capacità di far passare o meno un segnale, accendono e spengono un dispositivo. Ora la possibilità di passare da uno stato ‘on’ a uno stato ‘off’ rapidamente, controllando l’accensione e lo spegnimento di onde di plasmoni, è estremamente incoraggiante per una futura elettronica ultra-veloce basata sui plasmoni di superficie, uno degli obiettivi della plasmonica”, conclude Vitiello.

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Falconeria fra passato e presente Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “G.A. Sanna”

L'immagine può contenere: sMSUn volo nella storia per conoscere l’importanza dei rapaci nel Medioevo in Sardegna. Il Polo Museale della Sardegna, in collaborazione con Monica Aru, presidente dell’Associazione “Occhi di Falco” ASD di Sassari,  venerdì 24 novembre  2017, dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.00, con ingresso gratuito, nella Sala Conferenze del Museo Nazionale Archeologico ed Etnografico “Giovanni Antonio Sanna” di Sassari, presenta un laboratorio storico-didattico sulla falconeria nella storia dal titolo “Falconeria fra passato e presente”.

Un importante aspetto del laboratorio riguarda la storia della falconeria: l’introduzione in Italia e in Sardegna avvenuta con Federico II, la gestione e la tutela di questa attività ai tempi della giudicessa Eleonora d’Arborea, la prima tutela dei rapaci nella Carta De Logu, la falconeria nell’800 e, infine, il riconoscimento da parte dell’UNESCO della falconeria italiana come Patrimonio Immateriale dell’Umanità, ottenuto nel dicembre 2016.

Durante lo svolgimento delle attività  di laboratorio verranno indossati abiti storici che riproducono quelli dei falconieri rappresentati nel testo di Federico II di Svevia, il “De arte venandi cum avibus”.

L’iniziativa prevede la descrizione anatomo-funzionale dei rapaci, la loro fisiologia, le tecniche di caccia, la loro importanza nell’ambiente e l’interazione con esso, il bird control e la valutazione del benessere dell’ecosistema. Tali aspetti verranno trattati mediante l’osservazione diretta di una poiana, un gufo e un barbagianni. L’iniziativa verrà introdotta dalla visita della sezione medievale del Museo.

La manifestazione prevede due appuntamenti: uno la mattina, rivolto ad un pubblico scolastico, e uno il pomeriggio, dedicato ai visitatori del Museo.

Info:
Elisa Cattari
Tel. +39 079 272203
elisa.cattari@beniculturali.it

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La vita quotidiana nei castelli in Sardegna nel Trecento e Quattrocento: non solo ferro e fuoco

Cagliari. Spazio San Pancrazio, Castelli 23.11.2017Come trascorrevano le giornate gli abitanti dei castelli sardi? Militari o signorili raccontano la storia tra fantasia e realtà. Per conoscere i segreti e i modi di vivere del passato, attraverso le collezioni presenti nel museo e i documenti originali d’archivio, il Polo Museale della Sardegna, giovedì 23 novembre 2017, alle 17.00, nella Sala Conferenze dello Spazio San Pancrazio, in Cittadella dei Musei, piazza Arsenale 1, a Cagliari, organizza la conferenza dell’Archivista Carla Ferrante, dal titolo “La vita quotidiana nei castelli in Sardegna nel Trecento e Quattrocento: non solo ferro e fuoco”.

Per l’occasione verranno illustrate, sulla base dei documenti d’archivio, le pratiche della vita quotidiana nei castelli sardi tra Trecento e Quattrocento. In particolare, saranno esaminate due tipologie di castelli: il castello di Acquafredda, a Siliqua, strettamente militare, e il castello di San Michele a Cagliari, residenza signorile della famiglia Carroz, nobile casata iberica e dell’ultima esponente, Violante. Seguirà una visita guidata al percorso espositivo delle collezioni denominato “Creare il lustro, ridare lustro”.

L’evento rientra nel calendario delle manifestazioni previste per Musei di Storie sul tema Ferro e Fuoco.

Info:

Pinacoteca Nazionale di Cagliari

Tel. +39 070 662496

pm-sar.pinacoteca.cagliari@beniculturali.it

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Al via la IV edizione dell’Expò Barumini

Vent’anni da patrimonio dell’Umanità. La quarta edizione dell’Expo del turismo culturale in Sardegna, organizzato dalla Fondazione Barumini Sistema Cultura in collaborazione col Polo museale della Sardegna, si conferma appuntamento di riferimento dell’offerta turistico-culturale dell’Isola ed è occasione per celebrare il ventennale di iscrizione dell’area archeologica Su Nuraxi, alla prestigiosa lista redatta dall’Unesco (organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione,la scienza e la cultura), riconoscimento risalente al 1997. L’eventorientra nel cartellone delle ‘manifestazioni pubbliche di grande interesse turistico’ promosse dall’Assessorato del Turismo, Artigianato e Commercio della Regione Sardegna, e si articolerà in tre giornate dedicate a beni culturali e archeologici e eccellenze enogastronomiche e artigianali. Le prime due, 24 e 25 novembre, andranno in scena nel Centro culturale ‘Giovanni Lilliu’ a Barumini, mentre il programma del terzo giorno si svolgerà nell’area archeologica e nel museo ‘Genna Maria’di Villanovaforrue in una ‘sala mostre temporanee’ nel centro del paese.

Valorizzazione e innovazione. “Anche nel 2017 tornal’Expo di Barumini, una destinazione turistico-culturale che funziona, fa grandi numeri ed è il simbolo di un’offerta archeologica sarda di grande qualità che include realtà strutturate e di valore inestimabile, comprese altre vestigia di età prenuragica e nuragica di cui l’Isola è costellata”. Sono le parole di presentazione dell’assessora del Turismo, Artigianato e Commercio Barbara Argiolas. “La sfida – prosegue l’esponente della Giunta regionale – è valorizzare le bellezze storiche e archeologiche per farle diventare attrattori nei mesi primaverili e autunnali. In questa direzione, la tecnologia diventa valore aggiunto nella fruizione dei beni culturali: abbiamo una consolidata storia di innovazione tecnologica, che prosegue tuttora, con tante idee che possono rivoluzionare la visita di un bene del passato e renderlo ‘vivo’ davanti ai nostri occhi. Dall’innovazione – aggiunge l’assessora – possiamo creare, con la collaborazione delle imprese, nuove occasioni di sviluppo territoriale perché il patrimonio materiale e immateriale della Sardegna, la cultura delle comunità, i nostri saperi antichi, ma sempre attuali, diventino una miniera da cui attingere per arricchire una visita, renderla coinvolgente e appetibile nell’arco di tutto l’anno. La crescita dell’innovazione in tutti i settori – conclude Argiolas – è obiettivo della Giunta e l’assessorato del Turismo è al lavoro per traghettare il sistema turistico sardo nella contemporaneità digitale”.

Strutturazione prodotto turistico culturalee sviluppo territoriale.“L’Expo – spiega il sindaco di Barumini Emanuele Lilliu – valorizza e promuove il patrimonio culturale e le potenzialità turistiche di beni archeologici e musei di tutta la Sardegna, nell’ottica di consolidare sempre più l’appuntamento di Barumini, quest’anno in sinergia con Villanovaforru, come polo di aggregazione e ulteriore sviluppo e strutturazione dell’offerta turistico-culturale regionale, in particolare quella delle aree interne. La manifestazione è elemento fondamentale nel processo, intrapreso da fondazione e amministrazione comunale, finalizzato a favorire un modello di crescita sociale ed economica incentrato su tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici”.L’edizione 2017 fa tappa anche a Villanovaforru, il sindaco Maurizio Onnis ribadisce l’importanza della promozione e valorizzazione del prodotto culturale attuato in collaborazione con altre realtà del territorio.

Patrimonio Unesco al centro dell’evento.L’‘Expo’ si apriràvenerdì 24, alle ore 9, con l’inaugurazione,all’interno del centro ‘Lilliu’,degli stand espositivi riservati a 31tra associazioni e gestori di siti archeologici e museali dell’Isola e due siti Unesco provenienti dalla Penisola, Alberobello e Val di Noto, in rappresentanza del quale saranno presenti i sindaci degli otto Comuni siciliani che vi fanno parte.Primo evento nell’evento sarà il convegno ‘Turismo e Cultura – Costruiamo una nuova partnership’,incentrato su un nuovo modello di integrazione fra tutela e valorizzazione dei beni culturali e loro fruizione e promozione turistica e sui valori promossi dalla massima organizzazione dedicata alla cultura delle Nazioni Unite. L’apertura dei lavori spetterà  al vicepresidente della Regione Sardegna, Raffaele Paci. Contemporaneamente sarà aperta alle visite la mostra ‘Panem et Circenses’ di Marco Pili (a cura di Anna Rita Punzo). La mattinata prevede anche un laboratorio didattico ‘Unesco Edu’ e un momento dedicato all’orientamento universitario nell’ambito di cultura e turismo, destinato agli studenti delle scuole superiori (‘Formarsi nei Beni culturali all’Università di Cagliari’).La seconda giornata sarà incentrata sul workshop, che si svolgerà nell’arco della mattina e del pomeriggio, tra domanda dei tour operator nazionali e internazionali, e l’offerta isolana, rappresentata da operatori turistici dei settori ricettivo e ristorativo.

Beni culturali e innovazione.Appuntamento clou del mattino di sabato (alle 9.30) è il convegno dedicato alla valorizzazione del patrimonio culturale attraverso l’Ict, dal titolo ‘Le tecnologie della realtà virtuale e del gaming applicate ai beni culturali: opportunità e volano di sviluppo territoriale’, le cui conclusioni spetterannoall’assessora Barbara Argiolas. Esperti nazionali e internazionali del ‘mondo game’ e della realtà virtuale introdurranno alle nuove tecniche di coinvolgimento dell’utente e presenteranno casi di successo: Saranno illustrate quali opportunità e benefici possano derivare, in termini di marketing e sviluppo dei territori, dall’incontro con i beni culturali, condividendo esperienze e risultati prodotti dall’applicazione di strumenti innovativi sulla fruizione e sulla divulgazione del patrimonio culturale.

Dieta mediterranea e slow food.Le due giornate di Barumini saranno contrassegnate dalle eccellenze agroalimentari isolane e dalle pietanze tipiche dei territori dove risiedono i siti Unesco italiani, protagonisti anche dei due momenti conviviali. ‘Aperitivo mediterraneo’ è l’appuntamento del pranzo a cura dell’istituto tecnico alberghiero di Cagliari ‘D.A. Azuni’. Nel tardo pomeriggio andrà in scena ‘Food&wine festival’ con la partecipazione di rinomati chef: Alberto Sanna, Alberto Iacoboni e Andrea Pani.

Tutt’e tre le giornate saranno contrassegnate anche dai ‘laboratori del gusto e della tradizione’ a cura di Slow Food Cagliari, che metteranno materialmente alla prova adulti e bambini e saranno incentratisu formaggi, dolci tipici, birre artigianali e ‘riconoscimento dei prodotti del territorio e loro utilizzo in cucina’. Le serate saranno animate da grandi spettacoli: venerdì protagonisti la cantante Maria Giovanna Cherchi insieme ai Tenores di Bitti, a suggellare il canto a Tenore; altro patrimonio dell’Umanità Unesco, in questo caso immateriale, il sabato sera sarà all’insegna della comicità con ‘Pino e gli Anticorpi’, a partire dalle 21.

Archeologia e animazione. Domenica 26 al centro diVillanovaforru: saranno allestite mostre di eccellenze enogastronomiche edi artigianato artistico.L’area archeologica ‘Genna Maria’ ospiterà la rievocazione storicaArmi e armature nuragiche’, a cura di Andrea Loddo, che ha per tema metallurgia e lavorazione a cera di età nuragica.Il museo ‘Genna Maria’, a partire dalle 18, sarà scenario del concerto di Piero Marras.

 

Nel corso della tre giorni sarà attivo un servizio di infopoint e i siti archeologici saranno raggiungibili tramite bus navetta.


 

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Innovazione. Il primo premio innovazione Leonardo a Gionathan Desogus

Premio Innovazione Leonardo, la premiazione. Da sinistra Roberto Maroni (presidente Regione Lombardia), il dottor Gionathan Desogus, il Presidente di Leonardo Gianni De Gennaro, l'ad di Leonardo Alessandro ProfumoE’ stato assegnato al dottor Gionathan Desogus, laureato in Fisica dell’Università di Cagliari, il primo Premio innovazione 2017 di Leonardo per la categoria studenti e neolaureati per l’applicazione di una particolare tecnologia diagnostica ai beni culturali, oggetto della sua tesi di laurea discussa recentemente con il professor Daniele Chiriu. La cerimonia di premiazione si è svolta lunedì nella prestigiosa cornice del Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano: il premio è stato consegnato dal Presidente della società Leonardo, Gianni De Gennaro, dall’amministratore delegato Alessandro Profumo e dal Presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni.

Il progetto firmato dal dottor Desogus propone l’utilizzo di una avanzata tecnica diagnostica non invasiva, la micro-SORS (Spatially Offset Raman Spectroscopy), per l’identificazione precoce di cause di danneggiamento di opere d’arte e utile in particolare per la diagnosi negli affreschi, spesso deteriorati da reazioni chimiche o umidità. “La tecnica utilizzata – si legge nella motivazione del premio assegnato al dottor Desogus – permette di identificare il deterioramento anche al di sotto di strati che ne impediscono la visibilità. La tecnologia può essere applicata ad ogni tipo di opera d’arte che presenti superfici multistrato: dai libri alle pergamene, dai quadri ai manufatti”.

“Nel mio lavoro di tesi – spiega il dottor Desogus, classe ‘93 – ho avuto modo di applicare questa tecnica ad una superficie muraria multistrato, per la precisione un affresco. Tramite questa tecnica, io ed il prof. Chiriu, siamo riusciti a caratterizzare gli elementi presenti nei substrati della superficie muraria, osservando composti differenti rispetto a quelli presenti superficialmente. Il micro-SORS può essere utilizzato per osservare variazioni della struttura molecolare e individuare agenti ostili, quali umidità, che potrebbero intaccare e compromettere la stabilità della struttura muraria”.

Il Premio innovazione Leonardo si rivolge dal 2015 agli studenti universitari, neolaureati  e dottorandi delle facoltà STEM (Science, Technologies, Engineering, Mathematics) di tutti gli atenei italiani, chiamati a confrontarsi con le sfide tecnologiche del futuro e, in particolare, su tre ambiti di ricerca individuati all’interno del business aziendale di Leonardo: l’image intelligence, le tecnologie quantistiche per i sensori e le tecnologie e soluzioni innovative per la tutela dei beni culturali. In palio non solo riconoscimenti economici, ma la possibilità di fare un tirocinio all’interno del Gruppo, per conoscere da vicino il cuore tecnologico di Leonardo.

“L’innovazione è tutto – ha detto Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo, prima dell’assegnazione del premio – È fondamentale per la nostra stessa sopravvivenza. Ecco perché, in questi tredici edizioni del Premio Innovazione, è successo spesso che molte dei progetti premiati siano poi diventati delle realtà industriali”.

Leonardo è tra le prime dieci società al mondo nell’Aerospazio, Difesa e Sicurezza e la principale azienda industriale italiana. Operativa da gennaio 2016 come one company organizzata in sette divisioni di business (Elicotteri; Velivoli; Aerostrutture; Sistemi Avionici e Spaziali; Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale; Sistemi di Difesa; Sistemi per la Sicurezza e le Informazioni), Leonardo compete sui più importanti mercati internazionali facendo leva sulle proprie aree di leadership tecnologica e di prodotto. Quotata alla Borsa di Milano (LDO), nel 2016 Leonardo ha registrato ricavi consolidati pari a 12 miliardi di euro e vanta una rilevante presenza industriale in Italia, Regno Unito, USA e Polonia.

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