Architettura. Il premio “Calcina-John Ruskin” va al dottore di ricerca dell’Università di Cagliari Elisa Pilia

Elisa_PIliaElisa Pilia, Dottore Europeo di ricerca in Ingegneria Civile e Architettura (XXIX ciclo) all’Università degli studi di Cagliari, ha vinto la prima edizione del prestigioso Premio letterario Calcina-John Ruskin “Scrivere d’architettura” con la sua tesi dottorale dal titolo “Urban ruins. Memorial value and contemporary role”. Nel dottorato, tutors della dott.ssa Pilia sono Donatella Rita Fiorino, Caterina Giannattasio, Silvana Maria Grillo (Università di Cagliari) e Ruxandra-Iulia Stoica (University of Edinburgh).

Il premio, conferitole dall’Associazione culturale RO.SA.M. in collaborazione con “Ateneo Veneto” e l’Hotel La Calcina, è rivolto a tutti coloro che hanno scritto della città, non solo nella sua complessità e densità storico-artistica, ma anche alla luce di temi posti dalla contemporaneità: tra questi, la coesistenza tra il nuovo e l’antico, la possibilità di fare convivere la necessità di “conservare” con le esigenze di una città moderna e/o con gli sviluppi e le sfide del futuro.

“Ateneo Veneto” è un’istituzione che, nell’esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale, ha per scopo di cooperare al processo e alla divulgazione delle scienze, delle lettere, delle arti e della cultura, in ogni loro manifestazione. Tra i vari soci che ha annoverato nel corso degli anni, vi sono nomi illustri quali: Daniele Manin, Nicolò Tommaseo, Pietro Paleocapa, Alessandro Manzoni, Antonio Fogazzaro, Diego Valeri, Carlo Rubbia.

RO.SA.M. è un’associazione che da anni promuove e diffonde l’arte, in particolare quella contemporanea, attraverso la realizzazione di mostre ed eventi in collaborazione con enti nazionali ed internazionali.

La giuria presieduta dall’architetto Giancarlo Carnevale e composta dagli architetti Clemens Kusch, Vincenzo Melluso, Guido Zucconi e Luigi Prestinenza Puglisi ha assegnato alla tesi di Elisa Pilia il primo premio come testo monografico, il quale sarà pubblicato dalla casa editrice DOM Publichers.

La premiazione avverrà in occasione dell’inaugurazione della Biennale di Architettura di Venezia 2018 presso l’Ateneo Veneto giovedì 24 maggio alle 17.

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Internet degli Oggetti: al via il progetto “Prossimo” (Sassari, 21 maggio)

13_398_20180222134047È in programma lunedì 21 maggio il “kick off meeting” del progetto “PROSSIMO – PROgettazione, Sviluppo e ottimizzazione di Sistemi Intelligenti MultiOggetto”, promosso e finanziato da Sardegna Ricerche e condotto dal Dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università di Sassari.

Oggetto del progetto, incentrato sull’Internet degli oggetti (Internet of Things, IoT) è il trasferimento di tecniche avanzate per la progettazione e l’implementazione di sistemi informatici costituiti da sensori o attuatori intelligenti (Cyber Physical Systems, CPS), come sistemi di smart camera e sensori distribuiti, in grado di interagire con l’ambiente in cui operano. L’obiettivo è quello di mettere a disposizione delle aziende metodi e strumenti software innovativi per la progettazione e la prototipazione rapida di sistemi “corretti per costruzione”, in modo da ridurre il time-to-market. Tra le attività è inoltre prevista la creazione di un laboratorio per le attività del progetto, in modo da facilitare lo scambio e la collaborazione fra imprese e università, oltre a un ricco calendario di  corsi e giornate formative rivolte alle aziende.
Le applicazioni che possono beneficiare dei risultati di PROSSIMO sono ad esempio: la riduzione del rischio di incendio; il monitoraggio della salute strutturale degli edifici storici; la gestione intelligente dei percorsi nelle zone di attrazione turistica, ecc..

All’incontro, che si svolgerà presso la sede del Dipartimento, in via Vienna 2, con inizio alle 11:00, parteciperanno il responsabile scientifico del progetto, Luca Pulina, insieme ai tecnici che lo porteranno avanti, le otto imprese del settore ICT che hanno fin qui aderito al cluster e le altre che vorranno partecipare in vista della futura adesione.

“PROSSIMO” è uno dei 35 progetti collaborativi promossi da Sardegna Ricerche attraverso il Programma “Azioni cluster top-down” ed è finanziato grazie al POR FESR Sardegna 2014-2020. I progetti cluster sono attività di trasferimento tecnologico condotte da organismi di ricerca pubblici con l’attiva collaborazione di gruppi di piccole e medie imprese del settore o di settori affini, per risolvere problemi condivisi e portare sul mercato le innovazioni sviluppate nei laboratori.
Come per tutti i progetti cluster, anche per “PROSSIMO” vale il principio della “porta aperta”: tutte le imprese del settore interessate a partecipare possono chiedere di entrare a far parte del progetto in qualsiasi momento.

Sul sito web di Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it) è disponibile la scheda di progetto con una sintetica descrizione delle attività previste e l’elenco delle imprese a tutt’oggi coinvolte.

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Vitruvian Virtual Reality, l’innovazione nata a Padova, vola al Technology Hub di Milano ed all’Sps di Parma

Obiettivo commercializzazione del giroscopio ispirato alle intuizioni di Leonardo da Vinci, con un fatturato potenziale di 10 milioni di euro nei prossimi tre anni

vitruvian_VRAl principio si chiamava Vitruvian game. A distanza di un anno dai primi passi della tecnologia, l’esoscheletro ispirato alle intuizioni di Leonardo da Vinci, unico al mondo, che permette di dare sensazioni reali alle applicazioni di realtà virtuale, è pronto per la commercializzazione su larga scala.

Mettendo assieme automazione, biomedicina, intelligenza artificiale e metalmeccanica 4.0 gli innovatori di Lab Network, Smart Meter e altre realtà locali ed estere che da un anno lavorano attorno alla grande macchina ispirata all’Uomo vitruviano di Leonardo da Vinci, hanno trasformato un’idea in un’innovazione già richiesta e pronta per essere venduta sul mercato mondiale. Il tutto con un occhio d’attenzione anche allo stile e al design “made in Italy”.

“Il Vitruvian Virtual Reality sarà protagonista delle prossime rassegne dedicate all’innovazione: Technology hub di Milano, il 17-18 maggio in fiera a Mi. Co. Fieramilanocity e poi da martedì 22 all’Sps di Parma, il più grande salone d’Europa dedicato all’automazione ed all’industria 4.0 – spiega Michele Ghedina, innovatore esperto in prototipazione 3d e tra le menti della creazione e nuova evoluzione del Vitruvian VR.

“E’ sempre meno game e sempre più prodotto poliedrico e richiesto – aggiunge Ghedina parlando del macchinario sviluppato nel corso degli ultimi due mesi negli ambienti del Job Campus a Padova – abbiamo aggiunto un nuovo asse di rotazione, nuovi controlli e la possibilità di muovere il Vitruvian anche attraverso la tecnologia cloud da remoto. Insomma sta diventando un prodotto vendibile, che avrà la certificazione CE e sarà pronto a finire nei grandi parchi di divertimento, sulle navi da crociera, magari anche nelle cliniche per la riabilitazione e nelle scuole di volo militari e civili per apprendimenti pericolosi, solo per fare qualche esempio”.

E che il Vitruvian Virtual Reality stia diventando una cosa seria lo testimonia la serie di partnership tecnologiche, siglate dal gruppo di innovatori che hanno dato forma all’innovazione leonardesca. Partner del prototipo pronto al debutto sul mercato e protagonista delle due fiere dedicate all’high tech sono Intel e B&R industrial automation, grazie alla collaborazione instaurata tramite Lab Network e che hanno fornito il gruppo di materiali esclusivi.

Sono in tutto cinque le aziende tra California, Austria, Inghilterra e Veneto, che partecipano al progetto.

Parallelamente allo sviluppo fisico e tecnologico del progetto è partita anche la fase di precommercializzazione del prodotto Vitruvian. Da business plan il Vitruvian svilupperà entro il 2021 un fatturato potenziale di 10 milioni di euro e l’impiego, a regime, di almeno 30 persone. Chiamarlo ancora game, a quel punto, sarà proprio impossibile.

Il Vitruvian Virtual Reality è un giroscopio con 3 gradi di libertà governabile tramite 2 joystick e utilizzabile con i maggiori software di gaming in 3d, che permetterà  non solo simulazioni di volo a 360 gradi, ma anche viaggi virtuali in google earth, combattimenti spaziali stile “Star Wars” e l’integrazione con rinomati video games, applicazioni mobile e simulatori di volo interattivi.

Grazie al software di ultima generazione e l’utilizzo di nuovi protocolli di comunicazione è possibile controllare il gioco direttamente dal cloud. Gli spettatori potranno fare un “TIFO 4.0” andando a creare delle interferenze al giocatore perché le applicazione mobile con il cloud sono direttamente connesse all’automazione del simulatore.
www.VitruvianVr.com

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Cybersecurity. Un ricercatore dell’Università di Cagliari invitato da Huawey in Cina

biggio-hw-2Battista Biggio, ricercatore di Sistemi di elaborazione delle informazioni dell’Università di Cagliari, è intervenuto nei giorni scorsi a Shenzen (Cina) all’Huawei Strategy and Technology Workshop 2018, un appuntamento mondiale per il settore.

Il professore – che afferisce al Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica (DIEE) e collabora con il PRALab, il Laboratorio diretto dal prof. Fabio Roli – è stato invitato dal colosso della telefonia mobile, ha visitato il Quartier generale e ha tenuto una talk su intelligenza artificiale e cybersecurity. Tra i docenti e gli esperti invitati al prestigioso appuntamento, anche il Premio Nobel 2014 per la Fisica, Shuji Nakamura, inventore con Isamu Akasaki e Hiroshi Amano del LED blu.

Biggio si è soffermato in particolare sui sistemi che riescono ad ingannare i dispositivi basati sull’intelligenza artificiale, nuova frontiera della cybersecurity che a Cagliari i ricercatori del team di Roli studiano da anni. Per questo la sua talk è stata incentrata sul problema della sicurezza: il ricercatore del DIEE ha spiegato come può accadere che i dati che i sistemi di intelligenza artificiale ricevono come input vengano manipolati in modo da ingannare la loro capacità di rilevazione (la rivista Wired le ha definite “tecniche che causano le allucinazioni alle AI”). Huawei è da sempre particolarmente sensibile al tema, e in numerosi punti della città di Shenzen è installato un sistema di riconoscimento facciale.

Il ricercatore dell’Università di Cagliari ha parlato anche della manipolazione dei virus informatici e delle tecniche utilizzate per ingannare i sistemi di riconoscimento vocale, tutti argomenti su cui lui e tutto il team del PRALab lavorano da anni. Ha illustrato le metodologie in grado di pilotare le assistenti vocali degli smartphone (Alexa o Siri) senza la volontà dell’utente, fino ad arrivare ai sistemi di riconoscimento dell’impronta e del volto, e alla costruzione di adesivi che – se applicati ai segnali stradali – ne evitano il corretto riconoscimento da parte dei veicoli a guida automatica.

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“Sindaci mediatori tra i bisogni della gente” il 21 maggio a Gonnosfanadiga

32862236_10216189187424171_4757659067621572608_nSi terrà a Gonnosfanadiga lunedì 21 maggio l’incontro tra diversi importanti sindaci sardi. L’evento denominato “Sindaci mediatori tra i bisogni della gente, spesso senza strumenti, in una Sardegna dove la politica si occupa sempre meno delle comunità e delle persone” si terrà presso la Biblioteca Comunale in via Gramsci alle ore 17.

È un iniziativa in continuità con quella tenutasi il 5 maggio a Tempio Pausania che ha l’obiettivo di mettere al centro del dibattito politico il cittadino, partendo dalle comunità. Durante l’evento si parlerà dei problemi e delle opportunità che ha o dovrebbe avere chi vive le periferie. Sia quelle urbane, che quelle rappresentate dai Paesi dell’interno, talvolta anche costieri. Si vogliono mettere in evidenza le palesi difficoltà nel gestire situazioni sempre più difficili, con risorse scarse e in assoluta solitudine. Inoltre si parlerà della condizione e dello status di amministratore locale: un ruolo non a caso sempre meno ambito.

Durante la serata interverrano Nicola Sanna, sindaco di Sassari; Stefano Delunas, sindaco di Quartu Sant’Elena; Paola Massidda, sindaca di Carbonia; Flavia Loche, sindaca di Tonara; Silvia Cadeddu, sindaca di Birori; Marco Lampis, sindaco di Escalaplano e Emiliano Deiana, sindaco di Bortigiadas nonché presidente ANCI Sardegna.

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Studio Cnr. ‘Nuovo messaggero’ di un gene regola la fertilità maschile delle piante

Un team coordinato dall’Istituto di biologia e patologia molecolare del Cnr ha dimostrato che nelle piante la fertilità maschile è collegata a uno specifico messaggero del gene ARF8. L’indagine, pubblicata su Plant Cell, implica importanti ricadute in piante di interesse agrario di tipo ibrido che mostrano un maggior vigore rispetto a quelle prodotte per autofecondazione

IMMAGINE PER COMUNICATO CARDARELLI

L’immagine a sinistra mostra gli stami corti nel fiore della linea mutante arf8-7 che è difettiva del gene ARF8. L’immagine a destra mostra un ripristino della lunghezza degli stami nel fiore che esprime solo la variante di splicing ARF8.4.

La fertilità maschile in ambito vegetale dipende da un nuovo messaggero di un gene. Lo ha scoperto un team coordinato dall’Istituto di biologia e patologia molecolare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibpm), unità di Roma, in collaborazione con l’Università di Kyoto e il Riken Institute di Yokohama, nell’ambito dei progetti bilaterali (Italia – Giappone) di grande rilevanza finanziati dal Ministero degli affari esteri e dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca. Lo studio, pubblicato sulla rivista Plant Cell, implica importanti potenziali ricadute in ambito agrario, poiché aiuterà la produzione di sementi ibride in specie coltivate, come riso, melanzana, pomodoro e molte altre.

“Sappiamo che la fertilità o capacità riproduttiva maschile delle piante è regolata dall’ormone auxina. La nostra indagine ha preso quindi in esame il fattore di trascrizione ARF8 (il gene Auxin Response Factor 8) che media gli effetti di questo ormone”, spiega Maura Cardarelli, primo ricercatore del Cnr-Ibpm.  “L’obiettivo è stato capire come questo gene contribuisca alla fertilità maschile nelle piante in grado di autofecondarsi. Per questo motivo abbiamo lavorato su Arabidopsis, una specie spontanea presa comunemente a modello in quanto contiene sia gli organi fiorali maschili sia quelli femminili ed è quindi autogama, cioè si autofeconda. L’autofecondazione è una caratteristica negativa che va eliminata nelle piante coltivate. Infatti, la conseguenza è una maggiore consanguineità e le piante ‘prodotte’ per autofecondazione sono più deboli di quelle ibride, prodotte per incrocio tra due piante diverse. Per questo motivo in agricoltura vengono utilizzate sementi ibride e la loro produzione è favorita dalla ridotta fertilità maschile”.

Durante lo studio i ricercatori hanno isolato ARF8.4, una variante di splicing, ossia una sorta di ‘messaggero’ del gene ARF8 mai trovata prima. “Per capirne la funzione abbiamo fatto esprimere le diverse varianti note e ARF8.4, una alla volta in una linea mutante, cioè, difettiva per il gene ARF8”, conclude Cardarelli. “Abbiamo quindi effettuato un’analisi molecolare della linea mutante rispetto alla linea originale grazie alla quale è stato possibile individuare i geni coinvolti nella fertilità maschile. Poiché i meccanismi di sviluppo regolati dall’auxina sono molto conservati in Arabidopsis e in specie diverse come pomodoro e riso, è possibile utilizzare le conoscenze acquisite grazie a questa ricerca anche in queste specie di interesse commerciale per ottenere piante maschio sterili da utilizzare in fecondazioni ibride e quindi produttive”. 

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Digital Magics Demo Day: 8 startup presentano le loro innovazioni a investitori, business angel e aziende

Dalla più grande community italiana di sharing (condivisione) di trasporti di merce ingombrante, alla piattaforma tecnologica capace di profilare i clienti che accedono negli store e in grado di classificare per ogni singolo cliente differenti KPI, capirne i desiderata e comprenderne il comportamento; dalla piattaforma di prestiti fra privati online (social lending), al software HR Tech per gestire l’intero processo di selezione di un candidato.

Marco-Gay-e-Gabriele-Ronchini---AD-Digital-Magics---Demo-Day-2018-(2)-lowSono alcune delle 8 startup protagoniste del Demo Day 2018 di Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio Italiano. L’appuntamento annuale dedicato agli investitori, business angel e aziende italiane – che sono interessati alle neoimprese digitali innovative e all’Open Innovation – ha visto la partecipazione di oltre 100 operatori finanziari e industriali, all’interno del campus di coworking Talent Garden Milano Calabiana.

Durante l’evento è stato anche approfondito lo strumento innovativo dei “WARRANT DIGITAL MAGICS WIN 2018-2022”, che per la prima volta in Italia prevede l’emissione di Warrant dell’incubatore quotato su AIM Italia di Borsa Italiana, da assegnare a titolo gratuito a soggetti che investiranno nelle società del portfolio di Digital Magics.

Guest speaker del Demo Day 2018 Bibop Gresta, Co-Fondatore e Presidente di HyperloopTT (partecipata da Digital Magics). Gresta ha presentato le novità del treno ad altissima velocità, che sta rivoluzionando il settore dei trasporti in tutto il mondo.

Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics, dichiara: Nel 2018 prevediamo di investire 3,5 milioni di Euro in 10-15 nuove startup, provenienti da tutto il territorio italiano. Siamo davvero soddisfatti del forte interesse che i più importanti investitori istituzionali, privati e imprese dimostrano ogni anno nei confronti dei nostri giovani talenti digitali. Con l’emissione gratuita dei Warrant WIN di Digital Magics, dedicati ai nuovi operatori finanziari che investiranno nelle nostre partecipate, vogliamo ancora una volta sostenere l’innovazione del nostro Paese e allineare gli interessi dei nostri azionisti con quelli dei nuovi investitori, che contribuiscono allo sviluppo e al successo delle nostre startup. Continuiamo a fare scouting nei settori e nei trend nazionali e internazionali del digitale, con un focus su Intelligenza Artificiale e Impresa 4.0. Grazie agli accordi con iStarter, con la nuova sede di Torino vogliamo presidiare maggiormente il Piemonte e il Nord Ovest, che da sempre rappresentano un distretto industriale capace di competere nei mercati esteri. E proprio per quanto riguarda l’internazionalizzazione delle nostre startup, la nuova sede dell’incubatore a Londra sarà fondamentale per portare l’eccellenza del Digital Made in Italy nel mondo”.

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