Poste Italiane presenta la strategia di innovazione all’evento “Innovation Day” (Londra)

innovation2Il 24 gennaio, a Londra, si è svolto l’Innovation Day: evento che coinvolge molti investitori. Poste ha presentato la sua strategia sull’ innovazione, come parte integrante del Piano Deliver 2022.

Poste punta sull’innovazione al fine di ampliare l’offerta ai suoi oltre 35 milioni di clienti nei diversi settori dal finanziario, assicurativo, dei pagamenti, alla telefonia e logistica. L’Azienda sta concentrando i suoi sforzi innovativi nei prodotti, nei processi e sull’esperienza del cliente in modo da cogliere tutte le opportunità offerte da un mondo in continua evoluzione.

“L’innovazione è indispensabile affinché un’azienda diversificata delle nostre dimensioni rimanga competitiva in un momento in cui i mercati tradizionali stanno per essere rivoluzionati. Possiamo gestire al meglio, d’ora in avanti, le esigenze dei nostri 35 milioni di clienti, attraverso investimenti strategici in infrastrutture fisiche e digitali” commenta il nostro Amministratore Delegato Matteo Del Fante.

“Poste Italiane sta collegando le innovazioni prodotte all’interno, come la nostra soluzione di codice QR Postepay, per guidare con successo la transizione in Italia dai pagamenti in contanti a quelli digitali, con partnership con start-up tecnologiche specializzate, rese possibili dalla nostra nuova piattaforma informatica basata sull’Open Innovation. Riscontriamo un’opportunità chiara e attuale di capitalizzare sulla credibilità e sulla comprovata esperienza di Poste nel fornire innovazioni all’intera popolazione, per diventare più centrali nel mondo digitale dei nostri clienti “.

Codice Postepay si rivolge anche agli esercenti offrendo loro una serie di funzioni tra cui la geo-localizzazione, l’integrazione nei programmi di fidelizzazione e di engagement di Postepay, inclusi sconti e programmi cash back, nonché trasferimenti di denaro su qualsiasi conto bancario.

L’AD di PostePay Marco Siracusano, considerando le PMI “spina dorsale dell’economia”  commenta come  “l’opportunità di accedere alla nostra ampia base di clienti e di beneficiare di una gamma di servizi a valore aggiunto risulta convincente per le PMI italiane”.

Tutte le innovazioni e i nuovi servizi si fondano su un’infrastruttura IT ampliata investendo in modo strategico 2,8 miliardi di euro nel Piano Deliver 2022, in settori quali le piattaforme cloud, la gestione dei dati e delle API (Application Programming Interface). Poste Italiane è in grado di prendere decisioni aziendali basate su elaborazioni in tempo reale e ha creato un ambiente sicuro di “Open Innovation”, in cui i partner specializzati possono essere integrati per dispiegare rapidamente nuovi servizi a valore aggiunto.

Inoltre il Gruppo ha finalizzato accordi di collaborazione con aziende innovative italiane e internazionali nei settori della logistica, della consegna dell’ultimo miglio, nei servizi finanziari e nei pagamenti, con un impegno di investimento attuale e futuro pari a un totale di 200 milioni di euro.

Tra le partnership strategiche emergono quella con sennder che utilizza la tecnologia per massimizzare la saturazione e la flessibilità nel trasporto stradale a lungo raggio.

Poste Italiane ha anche lavorato insieme a Milkman, una start-up per la consegna a domicilio che sta aiutando il Gruppo a migliorare l’esperienza del cliente e-commerce.

Per il settore finanziario risultano rilevanti gli accordi presi con Moneyfarm che prevede che Poste Italiane distribuisca ai suoi clienti PosteMoney Investimenti. L’accordo con Tink , invece, supporta Poste Italiane con opportunità provenienti dall’open banking, derivanti da un contesto in continua evoluzione determinato dalla nuova regolamentazione PSD2.

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Una nuova tecnica permette l’integrazione di dispositivi elettronici e fotonici sulla stessa piattaforma di silicio

I ricercatori dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie e l’Istituto per la microelettronica e microsistemi del Cnr, in collaborazione con l’Università di Marsiglia e quella di Dresda, hanno dimostrato un metodo di fabbricazione innovativo per l’implementazione di nanowires di silicio (larghi solamente 100mn ma lunghi 1mm) e circuiti complessi di wires collegati tra di loro. Lo studio pubblicato su Nature Communications

ImmagineUn team di ricercatori dell’Istituto di fotonica e nanotecnologie (Ifn) e l’Istituto per la microelettronica e microsistemi (Imm) del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), in collaborazione con le Università di Marsiglia e Dresda, ha dimostrato come, sfruttando una naturale instabilità dei materiali sottili a semiconduttore come il silicio, si possano controllare in modo preciso e indipendente le dimensioni, la posizione, la direzione e le interconnessioni di nano-fili ottenuti direttamente su un substrato isolante. I risultati sperimentali sono stati confrontati con simulazioni teoriche, rendendo chiaro il meccanismo di formazione delle nanostrutture. Nella ricerca, pubblicata su Nature Communications, viene poi descritta un’applicazione di questi wires come transitor (nome dei dispositivi su cui si basa la microelettronica), la cui importanza risiede nella dimensione di queste strutture che soddisfano perfettamente le esigenze dei dispositivi nanometrici funzionanti nel range spettrale del medio infrarosso.

I circuiti realizzati su larga scala con materiale semiconduttore, privi di difetti e con interconnessioni controllate rappresentano il nesso tra componenti elettronici e fotonici. Nanostrutture sottili, simili a fili (denominati nano-wires), realizzate su silicio presentano proprietà elettroniche e ottiche superiori e configurabili rispetto agli stessi materiali depositati su film continui”, spiega Monica Bollani ricercatrice Cnr-Ifn e coordinatrice dello studio. “Il loro dirompente potenziale è stato dimostrato in fotonica (ad es. come componentistica per laser o in ottica quantistica), in elettronica, nelle applicazioni termoelettriche o nella sensoristica per il rilevamento di gas. Per questi motivi, le attività di ricerca per la loro realizzazione sono state affrontate con una moltitudine di tecniche che mirano alla produzione di strutture controllate e ultra lunghe, dovendo rispondere alle esigenze di alto rendimento, di scalabilità (ad esempio, l’integrazione di un gran numero di dispositivi sullo stesso nanowires) e qualità del materiale (ad es. interfacce fluide).”

“In quest’ottica, la gamma di approcci disponibili per la crescita di nanofili è aumentato costantemente nel tempo, sia usando un approccio top-down tramite tecniche di nanolitografia, che al trasferimento di nanowires cresciuti da super-reticoli semiconduttori ottenuti via bottom up. Tuttavia, il pieno controllo sulla loro morfologia, dimensioni, posizione, direzione, interconnessione ma anche isolamento elettrico rimane una sfida poiché le tecniche attuali non sono versatili e spesso richiedono molti step di fabbricazione per l’implementazione dei wires semiconduttori. Con questa ricerca, viene quindi dimostrata una tecnica che permette un’efficace integrazione di dispositivi elettronici e fotonici sulla stessa piattaforma a base di silicio”.

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Acceso con successo Ams-02: Luca Parmitano prolunga l’attività dell’esperimento sulla Iss

Grazie al successo delle operazioni di sostituzione del sistema di raffreddamento, il rivelatore potrà continuare a studiare i raggi cosmici fino al 2028
 
fig1È stato acceso con successo il 27 gennaio l’UTTPS (Upgraded Tracker Thermal Pump system), il nuovo sistema di raffreddamento del tracciatore dell’Alpha Magnetic Spectrometer (AMS-02), che alle 12.00 (ora italiana) ha ripreso così l’acquisizione dati. Cinque anni di sviluppo e quattro passeggiate spaziali, la prima il 15 novembre 2019 e l’ultima lo scorso 25 gennaio, dell’astronauta dell’ESA European Space Agency Luca Parmitano e del suo collega Andrew Morgan hanno permesso il raggiungimento di questo fondamentale risultato. Con il completamento di questa impresa si estende così la vita in orbita di AMS-02, il rivelatore di particelle, frutto di una collaborazione internazionale cui l’Italia partecipa con l’ASI Agenzia Spaziale Italiana e l’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, che opera a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) da maggio 2011. Dopo questo intervento, che ha comportato la più complessa attività extra-veicolare mai condotta da astronauti nella storia spaziale, AMS-02 sarà in grado di continuare a funzionare lungo tutta la vita dell’ISS, quindi fino al 2028, e magari anche oltre.
 
“Quando, nel 2014, il sistema di raffreddamento del tracciatore ha iniziato a mostrare i primi segni di deterioramento è partita la progettazione del UTTPS, un apparato in grado di interfacciarsi con quello esistente e sostituirne le funzioni”, spiega Bruna Bertucci, ricercatrice dell’INFN e professore all’Università di Perugia, vice-responsabile della collaborazione internazionale che conduce l’esperimento. “In Italia – prosegue Bertucci – abbiamo verificato che il nuovo sistema fosse adeguato per operare in orbita e, sin dalla sua fase prototipale, un’accurata campagna di test è stata progettata e condotta nei laboratori dell’INFN e dell’Università di Perugia, in collaborazione con il MIT, il Politecnico di Aachen e la NASA, per verificare la resistenza dell’UTTPS agli stress del lancio verso la ISS, e la sua funzionalità in vuoto a condizioni estreme di temperatura”. “I risultati positivi della campagna di test sono stati confermati dal successo dell’accensione di oggi dopo l’installazione in orbita”, conclude la vice-responsabile di AMS-02. 
 
“Le prove e le ispezioni effettuate da Luca Parmitano all’esterno della Stazione Spaziale Internazionale sono state fondamentali per confermare che il nuovo sistema di raffreddamento del tracciatore a silicio, installato sempre da Luca su AMS-02 il 2 dicembre 2019, era pronto per essere messo in funzione” sottolinea Valerio Vagelli ricercatore dell’Agenzia Spaziale Italiana e membro del team per l’analisi dei dati di AMS. “Dopo aver sigillato in maniera definitiva lo strumento AMS-02, gli astronauti sono rientrati all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, concludendo quindi con successo le operazioni previste per l’intervento sullo strumento. E oggi i ricercatori dell’esperimento AMS-02, al lavoro al centro di controllo al CERN di Ginevra, dopo aver preparato lo strumento, hanno potuto procedere alla sua accensione, e riprendere così le operazioni di presa dati, per tornare nuovamente alla “caccia” di raggi cosmici nello spazio”, conclude Vagelli.
 
AMS-02 è l’unico strumento attualmente in orbita in grado di distinguere i deboli segnali di antimateria tra i differenti tipi di particelle presenti nello spazio, indagando così sulla natura della materia oscura e ricercando possibili residui di antimateria dalle origini dell’universo. 
AMS-02 ha raccolto ad oggi il più completo campione di raggi cosmici mai registrato, con circa 150 miliardi di particelle registrate dalla sua prima accensione nel 2011. Ha misurato con straordinaria precisione il flusso delle diverse componenti di materia (nuclei atomici ed elettroni) e di antimateria, fornendo il più ricco campione di antiprotoni e antielettroni, anche ad energie precedentemente inesplorate. I prossimi anni saranno cruciali per accumulare ulteriore statistica e comprendere l’origine e la natura dei segnali osservati. I risultati scientifici di AMS-02 stanno infatti portando nuove informazioni, in gran parte inattese, che mostrano i limiti dell’attuale comprensione dei meccanismi che stanno dietro l’origine, l’accelerazione e la propagazione dei raggi cosmici. Sulla base di questi risultati la comunità scientifica internazionale sta sviluppando nuove teorie che possano descrivere in maniera esaustiva i nuovi risultati di AMS-02, e fornire quindi, in sinergia con le informazioni complementari fornite dagli altri messaggeri cosmici quali fotoni, neutrini e onde gravitazionali, risposte a molte domande aperte circa i meccanismi di funzionamento ed evoluzione del nostro universo.
 
Il successo nell’installazione e accensione dell’UTTPS apre nuovi orizzonti nell’esplorazione dei complessi fenomeni che avvengono nella nostra galassia e nel nostro sistema solare. Il maggior tempo di osservazione, che si estenderà per più di un intero ciclo solare (11 anni), permetterà, infatti, ad AMS-02 di studiare l’influenza dell’attività solare sull’ambiente di radiazione attorno alla Terra fornendo per la prima volta informazioni sul comportamento delle differenti componenti della radiazione a energie non monitorate da altri strumenti in orbita. La conoscenza così acquisita potrà avere importanti ricadute, per esempio nella comprensione dei livelli di radiazione cui gli astronauti potranno essere esposti nell’esplorazione del nostro sistema solare.
 
AMS-02 è frutto di una collaborazione internazionale, diretta dal Premio Nobel Samuel C. C. Ting del MIT, i cui membri provengono da 15 nazioni in tre continenti (America, Europa, Asia). L’Italia ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione dello strumento, sviluppando cinque dei sei rivelatori che lo compongono, partecipando al controllo delle operazioni in orbita e al sofisticato lavoro dell’analisi scientifica dei dati. Progettato nei primi anni 2000, AMS-02 è basato sulle tecnologie utilizzate nella fisica delle alte energie agli acceleratori applicate però, con ulteriori sviluppi, in ambiente spaziale: in oramai quasi nove anni di funzionamento in orbita, i rivelatori che lo compongono non hanno mostrato segni di invecchiamento, e mantengono le prestazioni originali di progetto. Questo rappresenta un grande successo per l’Italia, dimostrando l’eccellenza scientifica e tecnologica raggiunta nel settore dall’INFN, dalle Università coinvolte in questo esperimento, e dalle principali industrie aerospaziali italiane sotto il coordinamento dell’ASI. 
 
Portato in orbita nel 2011 con la missione STS-134 dello shuttle Endeavour e istallato sulla ISS in base a un accordo tra la NASA e il DOE (Department Of Energy), le operazioni dello strumento sono condotte dai membri della collaborazione nel centro di controllo (Payload Operation Control Center) situato al CERN, a Ginevra, e in stretto coordinamento con il team di supporto della NASA presso il Johnson Space Center. Copia integrale dei dati dall’esperimento è trasmessa e analizzata al centro di calcolo CNAF dell’INFN e distribuita quindi all’ASI Space Science Data Center (SSDC). In Italia, la missione è stata realizzata congiuntamente da ASI e INFN, sia nella fase di sviluppo della strumentazione (2000-2011) che nell’attuale fase di operazione in orbita e di analisi dei dati scientifici. La collaborazione italiana vede la partecipazione di cinquanta ricercatori dell’Università e delle Sezioni INFN di Bologna, Milano Bicocca, Perugia, Roma Sapienza, Roma Tor Vergata, Pisa, Trento e di ASI.

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Olografia digitale e intelligenza artificiale identificano microplastiche in mare

Uno studio condotto da ricercatori dell’Istituto di scienze applicate e sistemi intelligenti del Cnr svela un nuovo metodo in grado di distinguere le microplastiche dal microplankton in campioni marini. Lo studio è stato pubblicato su Advanced Intelligent Systems

microplastiche-e1579806601283Un sensore olografico e un metodo innovativo di intelligenza artificiale consentono di rilevare automaticamente la presenza di microplastiche in campioni marini, distinguendole dal microplankton: questo l’importante risultato di una ricerca pubblicata su Advanced Intelligent Systems (Wiley). Il lavoro ha coinvolto due gruppi dell’Istituto di Scienze applicate e sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isasi): il gruppo di Olografia digitale di Pozzuoli, coordinato da Pietro Ferraro, in collaborazione con il gruppo di Intelligenza artificiale di Lecce. Tale attività di ricerca è svolta nell’ambito del progetto interdisciplinare Pon “Sistemi di rilevamento dell’inquinamento marino da plastiche e successivo recupero-riciclo (Sirimap)”, uno dei cui obiettivi è proprio lo sviluppo di tecniche automatiche di monitoraggio delle plastiche in ambiente marino.

“L’inquinamento dei mari dovuto alla plastica è una delle maggiori emergenze ambientali che ci troviamo ad affrontare. Quando questi inquinanti scendono fino a dimensioni microscopiche, il problema è ancora più allarmante: le microplastiche possono infatti essere ingeriti della fauna marina destinata al consumo, entrando nella catena alimentare e causando effetti negativi sulla salute anche umana. Dimensioni ridotte degli inquinanti e vasta eterogeneità dei campioni marini, finora, hanno impedito di effettuare uno screening automatico ed accurato mirato a conoscere l’abbondanza delle microplastiche”, spiegano Vittorio Bianco e Pasquale Memmolo del Cnr-Isasi. “Il metodo da noi proposto utilizza le informazioni fornite da un microscopio olografico a contrasto di fase, per estrarre da ciascun elemento analizzato un’ampia e inedita gamma di parametri altamente distintivi per questa classe di inquinanti. Tali parametri hanno consentito di addestrare un’architettura di intelligenza artificiale a distinguere le microplastiche da microalghe di dimensione e forma in apparenza similari”.

“L’unione di olografia digitale e intelligenza artificiale ci ha consentito di riconoscere decine di migliaia di oggetti appartenenti a diverse classi con accuratezza superiore al 99%. Più in dettaglio, la segnatura di contrasto di fase, che dipende dallo spessore ottico di ciascun oggetto illuminato, consente di determinare un nuovo insieme di caratteristiche olografiche, come ad esempio la support fractality o il fill ratio, che si aggiungono a quelle tipicamente utilizzate nelle classificazioni. Ciò ha consentito di definire un marcatore ottico, ovvero un insieme di parametri morfologici univoci per un’ampia classe di microplastiche, che include materiali, forme e dimensioni vari” aggiunge Pierluigi Carcagnì, ricercatore Isasi-Cnr. “Finora, il riconoscimento delle microplastiche in campioni marini ha richiesto lunghe ispezioni di ogni singolo oggetto al microscopio ottico da parte di personale esperto, riducendo il numero di elemento analizzabili, poche decine per ora di ispezione, e l’accuratezza del riconoscimento. Il nuovo metodo di olografia digitale fornisce invece un riconoscimento oggettivo di un numero statisticamente rilevante di campioni, fino a centinaia di migliaia di oggetti l’ora, con microscopi realizzabili in configurazioni portatili per analisi in situ della qualità delle acque”.

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‘Science bus day’, continua il tour nelle scuole e da oggi il 10Lab sarà all’International Job Meeting

IMG_0929Prosegue il tour del 10Lab, il ‘science centre’ di Sardegna Ricerche, che con il suo 10Bus porta la creatività e l’innovazione nelle scuole di tutta la Sardegna. Dopo i quattro appuntamenti del mese di gennaio – che hanno coinvolto oltre mille studenti negli istituti primari e secondari di Nuoro, Gavoi, Burcei e Muravera -, lo staff del centro scientifico con base a Pula si sposta nelle province di Sassari (13 e 14 febbraio) e Oristano (27 e 28 febbraio).

“I ‘Science bus day’ sono la conferma della volontà del 10Lab e di Sardegna Ricerche di rafforzare e ampliare la presenza su tutto il territorio regionale, coinvolgendo, attraverso la scienza e le nuove tecnologie, anche le scuole del territorio più distanti dalla sede di Pula”, sottolinea la commissaria straordinaria di Sardegna Ricerche, Maria Assunta Serra.

Durante le giornate con i ragazzi delle scuole, lo staff del 10Lab guiderà bambini e ragazzi in un viaggio nelle nuove tecnologie e nell’innovazione, attraverso laboratori, attività didattiche e creative e giochi di discussione. Tutto per accendere la lampadina della conoscenza critica nelle giovani generazioni e per sviluppare e sostenere le competenze chiave legate all’innovazione, come la capacità di lavorare in gruppo e l’approccio critico nei confronti delle nuove tecnologie e del digitale.

Intanto da domani e fino al 30 gennaio il 10lab sarà presente all’International Job Meeting, l’evento sul lavoro organizzato dalla Regione e dall’Aspal. Nello spazio dedicato all’interno del quartiere fieristico di Cagliari, il 10Lab proporrà due diverse attività Tinkering, pensate per stimolare i più giovani e collegare la creatività con le professioni del futuro. “Light painting, disegna con la luce” e “Digital Chic”, sono i due laboratori proposti, durante i quali i partecipanti dovranno mettersi in gioco e utilizzare le nuove tecnologie per creare immagini artistiche e accessori di moda e design, uno dei focus dell’evento dedicato al mondo del lavoro.

Spenti i motori del 10Bus, però, le attività non si fermano e il team del 10Lab si prepara agli eventi che chiuderanno la stagione di attività. Per due settimane, infatti, dal 23 marzo al 5 aprile, il centro per la promozione della cultura scientifica di Sardegna Ricerche ‘traslocherà’ provvisoriamente alla Manifattura di Cagliari. Sarà la prima volta che anche il capoluogo sardo, come molte città in Italia e in Europa, avrà il suo ‘science centre’, un polo dedicato alla scienza e alle nuove tecnologie aperto al pubblico di tutte le età. Nei quindici giorni della ‘trasferta’ il team del 10Lab accoglierà i ragazzi negli spazi della struttura al centro della città con una serie di iniziative e attività dedicate alla scienza e alle nuove tecnologie, laboratori e discussioni.

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L’iPad con Apple Pencil diventa un vero taccuino di carta grazie a doodroo™, da un’idea dell’azienda trevigiana Batch International

Finalmente l’iPad diventa un vero taccuino di carta. doodroo è riuscita  a ricreare sul tablet della mela, la stessa resistenza e rumore della carta. Un risultato impensabile fino ad oggi, sognato a lungo da artisti e appassionati degli appunti su supporto naturale che lavorano su tablet.

file_219Prima dell’arrivo di doodroo, usare l’Apple Pencil sul tablet, offriva un’esperienza ben diversa dalla carta, essendo l’attrito della matita digitale sullo schermo quasi inesistente. Questo perché la superficie dei tablet è ovviamente liscia e i disegnatori e progettisti non riescono ad avere la medesima  sensazione  del supporto naturale da qui la remora di molti all’uso del digitale per disegnare o prendere  appunti.

Da oggi però tutto cambia grazie a doodroo. La speciale pellicola, creata da doodroo, riesce a dare alla Apple Pencil su iPad una resistenza pari al 94% della resistenza che viene data dalla matita sulla carta, 0,24 contro 0,25, ricreando praticamente il modo naturale per  disegnare o scrivere.

 “Con la nostra pellicola siamo riusciti a dare alla  Apple Pencil una resistenza” dichiara Annalisa Romita CEO di Batch International, azienda trevigiana proprietaria di doodroo. La speciale pellicola diventa così uno strumento indispensabile sia per il disegno tecnico, perché aiuta a mantenere la stessa posizione quando si disegnano le linee, e sia per il disegno creativo, perché aiuta a mantenere lo stesso stile e la stessa scrittura di quando si disegna su carta.

Annalisa Romita dichiara “Sostanzialmente doodroo è  il congiungimento ideale tra l’Apple Pencil e l’iPad, utile e forse anche necessario per tutta una serie di professionisti: dall’artista all’architetto, al tatuatore, al designer, allo studente che deve trascrivere lezioni, agli insegnanti, ai manager, e perché no  anche ai musicisti che volessero trascrivere i loro spartiti su iPad in un modo più naturale”.  

Oltre a queste peculiarità la pellicola doodroo protegge anche l’iPad da graffi ed è anche antiriflesso, per poter utilizzare il dispositivo in qualsiasi condizione di luce. La pellicola è perfettamente funzionante non solo con Apple Pencil ma anche con  penne e matite digitali compatibili nonché con le dita e non altera in alcun modo la  funzionalità  dell’iPad.

doodroo è un marchio di Batch International condotta da professionisti che da oltre 20 anni operano nel mondo delle soluzioni destinate al mondo Apple.  Batch International è una tra le poche aziende nel mondo delle protezioni per smarthpone e tablet  ad avere sviluppato oltre 5 brevetti tra Europa e Asia.
doodroo è disponibile solo sul sito doodroo.com

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Imprese che guardano al futuro tra opportunità e nuove sfide. I primi risultati del Censimento Permanente 2019

CONFERENZA_STAMPA_ISTATIMPRESE_PALAZZO_TWITTERVenerdì 7 febbraio 2020, alle 10.00, nella sede di Palazzo Mezzanotte a Milano, Istat organizza il convegno “Imprese che guardano al futuro tra opportunità e nuove sfide. I primi risultati del Censimento Permanente 2019”.

Saluti Istituzionali di Giuseppe Sala, Sindaco di Milano (in attesa di conferma), Paola Pisano, Ministro per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione, Gian Carlo Blangiardo, Presidente Istat, Raffaele Jerusalmi Amministratore delegato Borsa italiana.

Interverranno: Roberto Monducci, Direttore del Dipartimento per la produzione statistica Istat, Stefano Menghinello, Direttore centrale per la raccolta dati Istat, Carlo Robiglio, Vice Presidente Confindustria e Presidente Piccola Industria, Carlo Sangalli, Presidente Unioncamere (in attesa di conferma), Patrizia De Luise, Presidente R.E TE. Imprese Italia, Andrea Sironi, Presidente Borsa Italiana

Conclusioni di Stefano Buffagni, Viceministro dello Sviluppo economico.

La rilevazione si è conclusa il 30 settembre 2019, è stata condotta utilizzando un questionario web somministrato attraverso il portale “Statistica & Imprese” e personalizzato per dimensione di impresa: alcuni quesiti sono stati quindi rivolti (questionario long form) solo alle imprese più grandi o con specifiche specializzazioni tecnologiche e produttive.

I dati presentati restituiscono un primo set di informazioni sulle principali caratteristiche della transizione in atto nel nostro sistema produttivo e sui suoi punti di forza e di debolezza.

L’evento traccia una mappatura dettagliata della struttura economica del Paese e dei comportamenti e delle strategie delle imprese attive e restituisce al contempo un’analisi aggiornata degli aspetti emergenti per la competitività, la sostenibilità sociale e ambientale delle imprese e la crescita economica del Paese.

Multidimensionalità, tempestività, e granularità degli approfondimenti rappresentano i punti di forza di questo censimento, che sempre più sarà in grado di offrire informazioni fondamentali per le decisioni di politica economica e per la governance del Paese.

L’evento, che si rivolge ai rappresentanti del mondo della politica, delle imprese, della ricerca e ai media, rappresenta un’occasione di confronto sui principali asset del sistema produttivo nazionale.

Nei prossimi mesi l’Istat completerà il quadro informativo attraverso la diffusione di ulteriori informazioni, in particolare sulle relazioni tra imprese e con altre unità economiche, tecnologia e digitalizzazione, finanza, internazionalizzazione, sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e sicurezza, nonché un’analisi delle nuove traiettorie di sviluppo.

Per registrarsi all’evento: https://istat.blumm.it/event/ar/1/imprese-risultati-2019
Il programma completo è al link: https://www.istat.it/it/archivio/237374
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