Arriva Breakfast Point, l’app per gli amanti della colazione fuori casa (ogni giorno circa 4 milioni di persone)

La app consentirà a bar, caffè e pasticcerie di intercettare quei 4 milioni di italiani per cui far iniziare la giornata al bar è un rito. Per crescere Breakfast Point, in vista anche della versione multi lingue e dei micro-pagamenti tramite app, lancerà a breve un equity crowdfunding su Opstart  
52308638_383275812226758_3895698550524215296_nPer molti italiani è un vero e proprio rito e ogni anno si arricchisce di novità, sia a livello di prodotti che di gusti, per soddisfare anche i più esigenti: stiamo parlando della colazione al bar, un mondo che riguarda oltre 4 milioni di italiani. Per questo due ex commerciali, che quotidianamente si occupavano di vendere prodotti per la prima colazione, hanno ideato Breakfast Point, la prima app per chi ama il mondo del bar e sceglie di far partire la propria giornata con un pit-stop, spesso nel locale di fiducia. Si tratta di un’applicazione, già disponibile per IOS e Android, che permette a tutti di poter ricercare il bar, caffetteria e pasticceria più vicino geolocalizzandone la posizione e individuandone l’offerta di bevande e referenze per la prima colazione che sposino meglio le proprie esigenze di gusto e nutrizione. Sullo smartphone gli utenti possono visualizzare una breve vetrina descrittiva, con tanto di elenco servizi: parcheggio, wifi, consegna a domicilio ecc. e ciò che il punto vendita ha da offrire ai breakfast lovers. Inoltre raccolta dei punti con QR Code, recensione a punti e condivisione della colazione tramite WhatsApp è la vera innovazione capace di mettere in rete esercente e clientela.
L’obiettivo dei due fondatori, forti della loro esperienza nel settore, è quello di cominciare a “digitalizzare” un segmento di mercato poco avvezzo a questa tipologia di sistemi. In questi anni, infatti, l’attenzione è stata completamente rivolta alla ristorazione classica facendo esplodere il mercato del food-tech con una miriade di servizi di food delivery e una serie di app e siti web completamente concentrati sul cibo “da tavola”.  Lo scenario di questo segmento di mercato, negli ultimi anni, ha esponenzialmente aumentato i propri numeri diversificando le richieste, con particolare interesse verso il consumo di referenze cosiddette benessere, vegane e indicate per chi presenta una intolleranza al glutine e al lattosio.
Secondo il rapporto annuale del FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) il 77,3% degli italiani maggiorenni consuma, più o meno abitualmente, cibo al di fuori di casa e di questa percentuale il 63,8% lo fa in occasione della colazione. Sono oltre 4 i milioni di italiani che scelgono il bar, con una spesa media che va dai 2 ai 3 euro e un target principale che è quello dei giovani adulti, fra i 25 e i 34 anni. Se poi si scende verso il Sud Italia, dove il bar è considerato un luogo avvolto in una nube di sacralità, si trova una percentuale pari al 24% dei cittadini che spende in media più di 3 euro per fare colazione. Proprio per potenziare uno strumento che si rivolge a un mercato di queste potenzialità, i due fondatori di Breakfast Point hanno deciso di accelerare la loro crescita con una campagna di equity crowdfunding: a breve su http://www.opstart.it, operatore autorizzato dalla Consob, sarà possibile investire sul progetto e partecipare alla rivoluzione digitale della colazione al bar con quote che partiranno da 250 euro.
Per i titolari di bar, caffè e pasticcerie Breakfast Point, vuole essere un nuovo strumento di marketing, che consenta loro di raggiungere, tramite lo smartphone che ormai tutti usano per orientarsi fra le proposte, centinaia di persone. Ed è proprio questo lo scopo dei servizi che vi si ritrovano all’interno: volantino digitale, fidelity card, notifiche push, digitalizzazione della vetrina e proximity marketing sono solo alcuni degli elementi dedicati a chi ha intenzione di agganciare e fidelizzare nuovi clienti. Addio volantini cartacei, sms, lavagnette in stile retrò e promozioni di eventi buttati qua e là sui social, ormai strapieni di notizie, gruppi e una miriade di informazioni confusionarie. Con Breakfast Point c’è tutto il mondo della prima colazione a portata di touch sia per chi ama questo rito quotidiano sia per chi si prodiga ogni giorno da dietro un bancone o una macchina da caffè a preparare cappuccini, brioche e a sorridere.
Prossimamente l’app sarà poi tradotta anche in inglese, francese, spagnolo e tedesco per aiutare i baristi italiani ad agganciare i quasi 120 milioni di turisti stranieri che ogni anno arrivano in Italia e che hanno, fra i loro obiettivi, quello di esplorare il mondo della cucina ‘made in Italy’, le sue colazioni tipiche e gli aperitivi all’italiana. Inoltre l’applicazione avrà a disposizione un ulteriore funzione di micro-pagamento che risulterà essere una comodità sia per gli utenti che per i baristi sempre alle prese con monete e monetine. Una sfida ambiziosa per la start up salernitana che in questa direzione lancerà, a breve, il primo aggiornamento sugli store diversificando ulteriormente l’offerta di servizi per gli esercenti.
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We-Economy: valore sociale e valore economico (Cagliari, 21 febbraio)

13_398_20190212172623Giovedì 21 febbraio si terrà a Cagliari il quinto incontro del ciclo di nove seminari organizzati nell’ambito di “cambiaMENTI”, il programma finanziato dal POR FESR Sardegna 2014–2020 che promuove idee d’impresa e progetti d’innovazione sociale, culturale e creativa.

Le relazioni saranno svolte da Paolo Dini (London School of Economics), Chiara Prevete (LabGov.city – LUISS Guido Carli) e Valeria Siniscalchi (Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales, Marsiglia). Introduce e modera l’incontro Sabrina Perra (Università di Cagliari).

Si parlerà di come coniugare valore sociale e valore economico, di quali siano i modelli di economia circolare e di condivisione sostenibili, di come il “welfare di vicinato” possa farsi impresa, di quale sia il ruolo delle imprese nello sviluppo delle comunità.

Il ciclo di seminari Sentieri inediti – nove incontri all’incrocio tra impresa, creatività e impatto sociale continua nel mese di marzo con tre appuntamenti:
martedì 5 marzo: Narrare l’innovazione: comunicare per condividere
martedì 19 marzo:
Nuove geografie: design civico e innovazione sociale
mercoledì 27 marzo:
L’innovazione sostenibile: costruire comunità e mercati

I Iavori si apriranno alle 16:30. La partecipazione all’evento è libera e gratuita, previa registrazione online sul sito di Sardegna Ricerche, all’indirizzo www.sardegnaricerche.it, dove è anche possibile scaricare il programma del seminario, le schede biografiche dei relatori e il calendario del ciclo “Sentieri inediti”.

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Palo Alto Networks annuncia l’intenzione di acquisire Demisto

images-2-1-1200x807Palo Alto Networks, leader globale nella cybersecurity, ha annunciato di aver raggiunto un accordo definitivo per l’acquisizione di Demisto, nota azienda che opera nel mercato della security orchestration, automation and response (SOAR). Secondo i termini dell’intesa, Palo Alto Networks acquisiràDemistoper un importo di $560 milioni, soggetto ad aggiustamenti, in contanti e azioni. L’acquisizione dovrebbe chiudersi nel corso del terzo trimestre fiscale di Palo Alto Networks, importo soggetto all’approvazione normativa e alle consuete operazioni di chiusura.

L’ingresso della tecnologia di orchestrazione eautomazione di Demisto accelererà la strategia Application Framework di Palo Alto Networks e fungerà da volano per offrire threat prevention eresponseimmediateai team di security. I playbook automatizzati di Demistoconsentono di ridurreglialert che richiedono intervento umano fino al 95 percento, permettendo ai security team di focalizzarsi sulle minacce più complesse. Questo approccio consentirà a Palo Alto Networks di potenziare ulteriormente l’uso di tecnologie AI e di machine learning per l’automazione di parti significative della security operation dei clienti.

Demisto ha sviluppato una strategia go-to-market molto efficace che le ha permesso di attirare più di 150 clienti, il 25% dei quali sono aziende Fortune 500 e comprendono organizzazioni di rilievo nei mercati healthcare, high technology, servizi finanziari e altri. Demistoprevede di continuare a nel suo rapido percorso di crescita e sfrutterà la distribuzione di Palo Alto Networks per raggiungere i suoi obiettivi. Al tempo stesso, Demistocollaborerà con il team Palo Alto Networks per rafforzare l’integrazione esistentecon l’Application Framework.

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Libertà di ricerca, l’Università di Cagliari è tra i soci fondatori di “Sar Italia”, la sezione italiana di “scholars at risk”, la rete internazionale di protezione degli studiosi

rappresentanti universtà rete SARGiulio Regeni è soltanto l’ultimo caso tristemente famoso: anche per cercare di prevenire simili tragedie e tutelare maggiormente i ricercatori, l’Università degli Studi di Cagliari è tra gli atenei fondatori di SAR Italia, la sezione nazionale di Scholars at Risk (SAR), la rete internazionale che opera per la protezione di studiosi la cui libertà di ricerca e insegnamento è preclusa nei rispettivi Paesi. Alle 12 di oggi la firma sul Documento costitutivo di SAR Italia è stata apposta a nome dell’Ateneo da Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale specificamente delegato dal Rettore Maria Del Zompo, durante una cerimonia all’Università di Padova, alla presenza di Sinead O’Gorman, Direttrice di Scholars at Risk Europe.

Da ieri, l’Ateneo patavino ospita nell’Aula Nievo di Palazzo Bo il convegno internazionale “Knowledges at Risk: Universities promoting academic freedom”, in cui vengono approfonditi diversi aspetti della violazione della libertà accademica nel mondo contemporaneo e proposte le testimonianze di alcuni studiosi e studiose “at risk” sostenuti da SAR. In risposta agli attacchi sempre più frequenti alle libertà di pensiero, espressione e ricerca contro studiosi e studiose nel mondo, le università italiane fanno fronte comune e danno così vita alla sezione italiana della rete internazionale Scholars at Risk (SAR). Nel mondo Scholars at Risk opera da dieci anni e sostiene chi non ha più la possibilità di fare ricerca e insegnare nel proprio paese a causa di minacce, intimidazioni, arresti e violazioni palesi dei loro diritti fondamentali.

“Nel costituire SAR Italia – si legge nella Dichiarazione costitutiva – le strutture di governance delle università aderenti, le/i docenti, studentesse e studenti e tutto il personale, inviano un forte segnale di solidarietà a studiose e studiosi e istituzioni universitarie che, nel mondo, si trovano in situazioni in cui la libertà academica è ristretta, e le attività di ricerca, insegnamento e formazione represse. Costituendosi in SAR Italia, le università aderenti confidano nella possibilità di dare un contributo concreto alla promozione e alla tutela della libertà accademica, insieme ad altre 500 istituzioni in oltre 39 paesi del mondo”.La costituzione della sezione italiana faciliterà lo scambio di informazioni tra gli Atenei partecipanti, la collaborazione per iniziative specifiche, una maggiore possibilità di rappresentare l’impegno comune nelle sedi istituzionali. Alla firma dell’atto costitutivo farà seguito nel primissimo pomeriggio la prima Assemblea dei membri di SAR talia, in cui verrà discusso il piano delle attività per il prossimo biennio.

Al momento aderiscono a SAR Italia – con l’Università di Cagliari, unico Ateneo del Sud Italia – la Scuola Normale Superiore, l’Istituto Universitario Europeo, Magna Charta Observatory, gli atenei di Bologna, Brescia, Macerata, Milano, Padova, Siena, Torino, Trento, Trieste, Verona.

Scholars at Risks (SAR) è una rete internazionale di università fondata nel 1999 presso l’Università di Chicago (Stati Uniti) da accademici e difensori dei diritti umani interessati a promuovere il principio di libertà accademica, e a proteggere accademici/che in pericolo di vita o il cui lavoro di ricerca e insegnamento è severamente compromesso. La sede attuale di SAR è presso la New York University.

SAR è parte del Network for Education and Academic Rights (NEAR), collabora con lo Scholars Rescue Fund (RSF) e con l’Institute of International Education (IIE) e raccoglie ad oggi l’adesione di 450 università in 40 paesi.

SAR porta avanti tre tipi di attività: (a) protezione: lavorando in collaborazione con le università partner per creare di borse di studio temporanee (3-24 mesi) per accademici/che che fanno richiesta di aiuto all’associazione (il finanziamento delle borse è interamente a carico dell’università ospitante, anche se SAR promuove i contatti con fondazioni/enti finanziatori internazionali, come lo Scholars Rescue Fund); (b) advocacy: campagne di informazione per sensibilizzare la società civile e politica su casi di violazione della libertà accademica nel mondo (SAR offre servizi di supporto agli atenei che vogliono portare avanti attività di advocacy con gli studenti); (c) ricerca e formazione sui temi di diritti umani, libertà accademiche, rifugiati accademici e politiche di accoglienza di accademici a rischio (questo attraverso l’organizzazione di seminari, conference, progetti di monitoraggio, e la partecipazione a progetti Erasmus +).

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Studio Cnr. La risonanza magnetica della neuromelanina pu ò confermare la diagnosi di Parkinson

Uno studio dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr, in collaborazione con il Department of Psychiatry Columbia University Medical Center di New York, dimostra sul cervello umano che la riduzione del contrasto nelle immagini di risonanza magnetica della sostanza nera è dovuta alla perdita di neuro melanina, cioè dei neuroni che producono dopamina, legata alla malattia di Parkinson. Oltre a confermare tali diagnosi il nuovo metodo, validato mediante confronto con Pet e la fMri, è largamente disponibile negli ospedali e potrà essere utilizzato per ricerche su soggetti con schizofrenia e rischio di psicosi. Il lavoro è pubblicato su Pnas

Salute/Parkin Zone onlus celebra la Giornata Nazionale del ParkinsonIn un recente studio del gruppo dell’Istituto di tecnologie biomediche del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Itb) di Segrate-Milano coordinato da Luigi Zecca e Fabio Zucca, frutto di una collaborazione con il Department of Psychiatry Columbia University Medical Center, New York, NY (coordinato da Guillermo Horga e Clifford Cassidy), è stato dimostrato su sezioni del cervello umano che la riduzione del contrasto nelle immagini di risonanza magnetica è effettivamente dovuta alla perdita di neuromelanina, cioè dei neuroni che producono dopamina, legata alla malattia di Parkinson.

È stato perciò confermato che le immagini di risonanza magnetica della neuromelanina costituiscono un marcatore della funzionalità dei neuroni della dopamina della sostanza nera cerebrale. Lo studio (Neuromelanin-sensitive MRI as a noninvasive proxy measure of dopamine function in the human brain), pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences (Pnas), è basato sugli studi pionieristici sulla neuromelanina condotti dal gruppo di Luigi Zecca.

“Nei neuroni della sostanza nera del cervello umano che producono dopamina si accumula una sostanza chiamata neuromelanina. Questi neuroni vengono persi nella malattia di Parkinson”, spiega Zecca. “Erano già stati pubblicati numerosi studi, eseguiti con la risonanza magnetica (Rm o Mri), che nelle immagini mostrano una riduzione del contrasto nella zona (sostanza nera) dove si registra la perdita di neuroni della dopamina in soggetti affetti da Parkinson. Finora, però, non avevamo la certezza che la riduzione di contrasto fosse dovuto alla perdita dei neuroni e della neuromelanina in questa zona del cervello”.

Questo fatto è stato ora dimostrato dallo studio. “Il metodo di risonanza magnetica della neuromelanina è stato verificato mediante correlazione con il rilascio di dopamina osservato nelle immagini della tomografia ad emissioni di positroni (Pet). Inoltre è stato convalidato con misure del flusso sanguigno, utilizzando immagini di risonanza magnetica funzionale (fMri) nella zona in cui ci sono i neuroni della dopamina”, prosegue il ricercatore. “Questa procedura di risonanza magnetica della neuromelanina può quindi essere considerata come un nuovo metodo per confermare la diagnosi della malattia di Parkinson”.

Questa procedura potrà essere utilizzata per ricerche su altre patologie neurologiche e psichiatriche in cui sia presente un’alterata attività della dopamina. “Abbiamo impiegato le immagini di risonanza magnetica della neuromelanina per studiare pazienti con schizofrenia e soggetti con elevato rischio per le psicosi, usando sempre come confronto la Pet e la fMri”, conclude Zecca. “In questi casi abbiamo osservato che il segnale delle immagini di risonanza magnetica della neuromelanina è correlato alla gravità delle psicosi nella schizofrenia e nei soggetti a rischio di schizofrenia. Questo suggerisce che il metodo possa diventare un marcatore del rischio per le psicosi, prima della comparsa di una manifesta schizofrenia. Questi soggetti potrebbero così beneficiare di un trattamento tempestivo con farmaci antidopaminergici. Inoltre questa metodologia è non-invasiva, poco costosa, semplice e rapida da eseguire con una strumentazione (risonanza magnetica a 3 Tesla) largamente disponibile in molti ospedali”.

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Digital Magics: la startup WonderStore lancia una campagna di equity crowdfunding su Mamacrowd

Grazie a sofisticati algoritmi tecnologici e sensori visuali, WonderStore permette alle grandi aziende di acquisire dati sui propri clienti per andare a creare le basi di una strategia di big data analytics. È la piattaforma che anticipa i cambiamenti relativi alla segmentazione del mercato e massimizza l’efficacia dei processi strategici decisionali

WonderStore Mamacrowd3WonderStore, startup innovativa in grado di raccogliere e misurare le informazioni sui visitatori e clienti che quotidianamente entrano nei negozi, centri commerciali, aeroporti e supermercati, lancia una campagna di raccolta fondi online su Mamacrowd, piattaforma di equity crowdfunding gestita da SiamoSoci.

L’obiettivo della campagna – che rimarrà aperta fino al 15 aprile su https://mamacrowd.com/projects/213/wonderstore?tab=profilo – è raccogliere 200.000 Euro.

Grazie alle risorse finanziarie raccolte con questa operazione, WonderStore punterà su attività di ricerca e sviluppo, di marketing e comunicazione per lanciare sul mercato italiano e internazionale la soluzione innovativa sviluppata, in grado di migliorare la performance delle vendite degli store, e rafforzerà il team con l’ingresso di nuovi professionisti.

Digital Magics, il più importante incubatore di startup digitali “Made in Italy” attivo su tutto il territorio italiano, parteciperà alla campagna di WonderStore su Mamacrowd.

Digital Magics detiene il 24,4% del capitale sociale della startup e da giugno 2018 a gennaio 2019 ha investito in WonderStore complessivamente 150.000 Euro. L’incubatore sta affiancando i fondatori (Luigi Crudele, CEO e Raffaele Crudele, Communication & Design Manager) nello sviluppo strategico e commerciale.

Grazie a sofisticati algoritmi di computer vision e ai sensori visuali, WonderStore riesce a estrarre le caratteristiche uniche di ogni visitatore come sesso, età, emozioni, colore dei capelli e barba, occhiali, trucco e molti altri dati legati al punto vendita: numero di persone che sono entrate, orari di maggiore e minore afflusso, vetrine più attraenti, aree dello store più visitate.

WonderStore ha già all’attivo contratti di roll-out (installazioni a livello mondiale in diversi negozi) e POC (prove di fattibilità) con brand internazionali appartenenti ai più importanti gruppi Fashion Luxury. Il servizio di WonderStore fornisce in tempo reale una visione globale e di dettaglio di tutti gli store, consentendo ai manager e responsabili di accelerare tutti i processi decisionali.

Abbiamo creato WonderStore pensando a un modo diverso di guardare al cliente. Non più un numero che riempie statistiche e diagrammi di flusso, ma una persona, coi suoi desideri, le sue emozioni e le sue piccole e grandi esigenze nel mondo reale”, ha dichiarato Luigi Crudele, Fondatore e CEO di WonderStore.

“WonderStore rappresenta un player unico nel mercato italiano e anche internazionale – dichiara Layla Pavone, Chief Innovation Marketing e Communication Officer di Digital Magics La tecnologia e l’innovazione, alla base della nostra startup, sono davvero in grado di rivoluzionare un settore enorme, che vale potenzialmente oltre 50 miliardi di Euro e che non comprende solo il retail, ma anche le banche e le assicurazioni, gli aeroporti, la GDO, la ristorazione. Il modello di business di WonderStore sta
dimostrando la sua validità: infatti Luigi e il suo team lavorano già con importanti brand del lusso in tutto il mondo e registrano un track record del fatturato molto positivo e in forte crescita”.

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Antartide: al via la 15a Campagna invernale alla base italo-francese “Concordia”

da33780e-5b2e-4f8a-a942-06c09094c3a6Si chiude oggi la 34a Campagna estiva del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (PNRA), nel corso della quale sono stati portati avanti oltre 50 progetti scientifici grazie alla partecipazione di 212 tra ricercatori e tecnici provenienti da istituzioni di tutta Italia. Dopo la messa in sicurezza degli impianti e delle infrastrutture, l’ultimo gruppo ha lasciato la base “Mario Zucchelli” per rientrare in Nuova Zelanda a bordo della Nave cargo olandese “Happy Delta”.

Con la chiusura della base italiana prende ora il via la 15a Campagna “invernale” presso la stazione italo-francese “Concordia” (Dome C), la base di ricerca permanente situata sul plateau antartico a 3.300 metri di altitudine. Per i prossimi nove mesi, fino a metà novembre, 13 “invernanti”, di cui 7 italiani, 5 francesi dell’IPEV (Istituto polare francese Paul Emile Victor) e 1 danese (un medico dell’Agenzia Spaziale Europea) rimarranno in completo isolamento, per mantenere attive le attrezzature sperimentali e condurre studi di glaciologia, chimica e fisica dell’atmosfera, astrofisica, astronomia, geofisica e biomedicina.

La Campagna estiva, finanziata con 23 milioni di euro dal MIUR, attuata dall’ENEA per gli aspetti logistici e dal CNR per la programmazione e il coordinamento scientifico, è iniziata lo scorso ottobre e ha coinvolto diversi team di studio che, avvalendosi della collaborazione delle Forze Armate, hanno lavorato sfidando difficili condizioni ambientali. Tutti i dati e i reperti raccolti in Antartide verranno elaborati successivamente presso i laboratori italiani delle strutture che hanno preso parte ai progetti, per confluire poi nel Museo Nazionale dell’Antartide, che li terrà a disposizione per ulteriori ricerche e analisi.

Molti i risultati ottenuti sul piano scientifico: oltre agli osservatori permanenti di meteo-climatologia, sismologia e geodetica, sono stati sviluppati tra gli altri progetti riguardanti lo studio di specie ittiche del Mare di Ross e la capacità di produrre cosmaceutici e nutraceutici dalle risorse biologiche marine. Inoltre, presso la Stazione Concordia è entrato in funzione il secondo radar ionosferico della rete planetaria SuperDARN.

Nel corso della spedizione sono proseguite le opere di ammodernamento delle infrastrutture della base Zucchelli, tra cui il nuovo acquario di supporto ai progetti di biologia marina. È stata completata la ristrutturazione della copertura del corpo principale della base Zucchelli con la posa in opera di un impianto fotovoltaico che ha prodotto finora circa 10mila kWh di energia elettrica (equivalenti a circa 3mila litri di combustibile risparmiato). Sono poi proseguiti i lavori per implementare l’impianto eolico, telecontrollabile da remoto, che fornisce energia per il mantenimento in funzione durante l’inverno degli osservatori scientifici permanenti.

In questa spedizione i collegamenti con l’Antartide sono stati realizzati con l’impiego di nuovi vettori per il trasporto di personale e cargo: per la prima volta in assoluto infatti aerei a turbina (un Airbus A319 del Programma antartico australiano e un Ilyushin IL76) hanno utilizzato la pista di atterraggio ricavata sul ghiaccio marino antistante la Stazione italiana. Sono inoltre proseguite le attività finanziate dal MIUR per la realizzazione dell’aviopista sulla terraferma a Boulder Clay, nei pressi della base Zucchelli, il cui completamento è previsto tra circa 2 anni. Una squadra di 20 tecnici e operatori specializzati provenienti, tra gli altri, da ENEA, Aeronautica Militare e Vigili del Fuoco ha completato oltre la metà dei 2.200 metri della lunghezza complessiva della pista, lavorando dall’inizio dello scorso dicembre anche in condizioni climatiche molto avverse. Nell’ultima parte della stagione è stato anche possibile utilizzare la parte completata della pista per l’atterraggio e il decollo di decollo di un Basler, aereo di piccole dimensioni utilizzato per voli interni nel continente antartico.

Per maggiori informazioni:

http://www.italiantartide.it

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