Esce “Startup down – storia felice di un fallimento” il primo libro sardo sulle startup

Risultati immagini per Startup down – storia felice di un fallimentoÈ uscito il primo libro sardo interamente dedicato alle startup “Startup down – storia felice di un fallimento”, di Nicola Manca e Jacopo Deidda Gagliardo che grazie allo strumento della narrazione vuole dare spunti e stimoli a tutti coloro che vogliono intraprendere la strada da imprenditori incoraggiandoli a provare e non arrendersi alla prima difficoltà

Un progetto editoriale che ha visto la partecipazione di tanti professionisti che hanno voluto dedicare gratuitamente il loro tempo e i loro consigli in modo che tanti giovani (e non) startupper potessero avere un ulteriore strumento per la riuscita della loro impresa. I due giovani autori, entrambi consulenti aziendali, hanno trovato nella MAG Acanta e nelle figure del presidente Fabrizio Palazzari e del vicepresidente – nonché co-fondatore di banca etica – Giovanni Acquati, il supporto per far nascere e strutturare il loro progetto, la cui base di partenza è la condivisione.

Il testo uscirà in 8 puntate (il martedì e il giovedì), sul sito http://www.acanta.eu . Una volta ultimate le uscite, verrà reso disponibile in formato elettronico (ma è prevista anche una versione cartacea) con in aggiunta un vero bagaglio di strumenti utili per chi decidesse di diventare imprenditore (o lo sia già). Sono state infatti predisposte 6 macroaree, trattate ciascuna da un professionista del settore, contenenti pillole e suggerimenti frutto di esperienza sul campo e che difficilmente si trovano sui libri strettamente tecnici. Si tratta di veri e propri suggerimenti alla stregua della punta di zucchero nel sugo della nonna per correggere l’acidità: quei dettagli che fanno la differenza.

Così Annalisa Aru – manager HR Saras prima e Cermed spa ora – ha trattato l’ambito delle risorse umane e del team, Marco Desogus – economista ed esperto di microfinanza – si è dedicato al funding, Enrico Deidda Gagliardo – prorettore dell’università di Ferrara e docente di economia aziendale –  della parte business, Nicola Siza – cofondatore di Apply consulting, del coworking Hub/Spoke e del nuovo programma di validazione per startup Prototype – del settore startup, Federico Onnis Cugia – docente di business law all’università di Venezia – degli aspetti legali, Massimiliano Cicu – CEO di Relive Comunication – della parte marketing e comunicazione.

La cura dei testi è stata ad opera dei due autori Manca e Deidda Gagliardo mentre i professionisti si sono espressi avendo carta bianca sui suggerimenti e le strategie.

Le illustrazioni sono ad opera del giovane grafico e illustratore Nicola Piras.

Per rispettare in tutto la flessibilità e adattabilità al mercato che sono necessarie per una startup, il testo è prefigurato come uno strumento dinamico, volto ad aprirsi a nuovi contenuti e approfondimenti, in una versione sempre in divenire.

La distribuzione sarà a cura di Acanta MAG, la cui missione è raccogliere quote di capitale sociale tra gli associati per finanziare le attività e le imprese degli stessi soci e sostenere uno sviluppo della Sardegna che sia etico. I settori prioritari di intervento sono il turismo responsabile, l’agricoltura biologica, l’economia solidale, la produzione innovativa ed eco-compatibile, i mestieri tradizionali e l’integrazione sociale.

Il primo libro sardo sulle startup sarà scaricabile in formato gratuito dal sito www.acanta.eu.

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ItalyGourmet.co: “dalla Fattoria alla Tavola” per mangiare italiano nel mondo

Nasce dall’idea di Alberto Varignana, bolognese, la piattaforma innovativa che porta sulla tavola il vero sapore italiano e collega i produttori italiani al mercato mondiale. Lanciata anche una campagna di crowdfunding.
ItalyGourmet.co è la piattaforma digitale che connette direttamente i clienti in tutto il mondo con gli agricoltori italiani. Permette ai produttori italiani certificati di accedere al mercato internazionale con un sola email e rendere disponibili in tutto il mondo le loro specialità gastronomiche. Adesso i gourmet europei affamati e in disperato bisogno di grattugiare del Parmigiano stagionato sulle loro fettuccine, possono farlo.

Comprando prodotti locali si contribuisce a promuovere una cultura di eccellenza certificata e si proteggono gli agricoltori locali dalla concorrenza internazionale e dalla contraffazione. Inoltre ItalyGourmet.co fornirà ai clienti le indispensabili ricette regionali e una guida sulla cucina italiana parlando via chat con una Intelligenza Artificiale.

“Quante volte si cercano ingredienti di prima qualità e si finisce per comprare i prodotti dall’ultimo scaffale? Ora con ItalyGourmet.co, basta inserire il vostro ordine e attendere che venga consegnato direttamente sulla vostra tavola” spiega Alberto Varignana, Founder & CEO di ItalyGourmet.co che ha scelto la provincia bolognese (Emilia Romagna) come quartier generale della piattaforma.

Alberto ha creato ItalyGourmet.co convinto che lo shopping online deve essere veloce, conveniente e permettere a tutti di acquistare e vendere prodotti di alta qualità senza particolari conoscenze tecnologiche.   Per raccogliere fondi e trasformare ItalyGourmet.coin piattaforma digitale internazionale, Alberto ha lanciato una campagna equity crowdfunding su Crowdfunder.com che durerà fino al 31 Ottobre 2017 per investitori accreditati.

La piattaforma è già attiva con più di 2’000 utenti e consente ai clienti di scegliere tra una vasta gamma di generi alimentari e specialità DOP (Denominazione di Origine Protetta) e IGP (Indicazione Geografica Protetta) come ad esempio Aceto Balsamico di Modena, Prosciutto di Parma, Olio extravergine di Romagna e la Mortadella di Bologna. I sostenitori della campagna diventeranno azionisti di ItalyGourmet, Inc. e parteciperanno all’espansione della piattaforma dall’Italia all’Europa.

Pagina della campagna Crowdfunder:https://www.crowdfunder.com/ItalyGourmet/invest

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Membrane ultrapermeabili contro i gas serra

Un team di ricercatori dell’Istituto per la tecnologia delle membrane del Cnr di Cosenza, in collaborazione con le Università di Edimburgo, della Pennsylvania e della Florida, ha composto delle membrane con materiali polimerici altamente porosi, capaci di filtrare la CO2.  Lo studio è pubblicato sulla rivista Nature Materials

Risultati immagini per membrane per separare la CO2Sviluppare nuove membrane per separare la CO2 presente a livello atmosferico è una delle soluzioni più promettenti per risolvere il problema dei gas serra. Ci sono riusciti alcuni ricercatori dell’Istituto per la tecnologia delle membrane del Consiglio nazionale delle ricerche di Cosenza (Itm-Cnr) in collaborazione con le Università di Edimburgo, statale della Pennsylvania e della Florida. Lo studio è stato pubblicato nella rivista scientifica Nature Materials.

“Le membrane sono state preparate con nuovi materiali polimerici porosi, aventi una particolare struttura bidimensionale che garantisce un’elevata microporosità a livello molecolare”, spiega Alessio Fuoco (Itm-Cnr) coautore dello studio, “che può essere considerata come un micro-labirinto che permette un passaggio più veloce delle molecole piccole rispetto a quelle più grandi, o delle più solubili rispetto a quelle meno solubili. L’elevata microporosità, combinata con la rigidità, permette a questi materiali di offrire combinazioni uniche di permeabilità e selettività, che oltrepassano l’attuale stato dei materiali usati in membrane commerciali”.

Molti processi industriali fanno già uso di membrane, per esempio per la produzione di acqua potabile da acqua salina o di ossigeno puro dall’aria, nonché in processi medicali quali la dialisi. “La scienza e ingegneria delle membrane è un campo in continuo sviluppo, in cui l’Itm-Cnr ha un’ampia esperienza a livello internazionale. La difficoltà principale è trovare materiali che garantiscano un’elevata produttività, cioè permeabilità, e allo stesso tempo un’alta selettività ed efficienza della separazione: questo è particolarmente rilevante per la separazione di miscele gassose ed è l’ambito sul quale stiamo lavorando da diversi anni”, aggiunge John Jansen dell’Itm-Cnr, che guida il gruppo di ricerca. “Tra gli argomenti sui quali stiamo maggiormente orientando la nostra ricerca ci sono l’abbattimento dei gas serra e la produzione di energia pulita, come il biogas. L’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici è una delle principali motivazioni della nostra ricerca”.

Questa ricerca, finanziata dalla Commissione europea nell’ambito del progetto M4CO2, contribuisce allo sviluppo di processi produttivi con ridotto impatto ambientale.

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Premio OPEN INNOVATIVE PMI

Sono aperte le iscrizioni al Premio Open Innovative PMI, il primo Premio riservato esclusivamente alla PMI innovative e patrocinato da APSTI.
Il Premio si pone l’obiettivo di:

  • monitorare, promuovere e valorizzare la migliore innovazione italiana dando visibilità ad imprese innovative ad alto potenziale di crescita;
  • dare impulso allo sviluppo economico e sociale del Paese promuovendo la cultura dell’innovazione;
  • promuovere la collaborazione tra le grandi aziende e le PMI anche al fine di favorire processi di «innovazione aperta».

Sono previste 3 categorie di Premio:

  • PMI ricerca e tecnologia
  • PMI e mercati europei ed esteri
  • PMI al femminile

Per ciascuna categoria saranno selezionate 6 finaliste e verrà aggiudicato un primo ed un secondo posto. Una singola azienda potrà iscriversi al premio in relazione al massimo a 2 categorie e potrà risultare finalista, ed aggiudicataria del premio, in entrambe le categorie.

I premi consisteranno principalmente in un’onorificenza di carattere simbolico, che funga da riconoscimento delle capacità imprenditoriali del vincitore e dei finalisti. Inoltre ai vincitori di ogni categoria Bernoni Grant Thornton offrirà servizi per un valore di 10.000€ da individuarsi tra i servizi Bernoni Grant Thornton e Grant Thornton FAS (Finacial Advisory Services) da effettuare entro un anno dall’aggiudicazione.
E’ possibile candidarsi fino al 15 settembre 2017.

Ulteriori informazioni

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A Nughedu Santa Vittoria tutto è pronto per il Social Eating Day il 9 agosto va in scena il “riscatto della pecora”

Seconda edizione dell’evento simbolo del nuovo modello di accoglienza diffusa del piccolo borgo dell’Oristanese, che punta su cibo e sharing economy contro lo spopolamento
ProfiloCuochi quasi ai fornelli. Obiettivo: cucinare, condividere e accogliere per combattere l’isolamento culturale e lo spopolamento. Tutto è pronto a Nughedu Santa Vittoria per il “riscatto della pecora” che andrà in scena tra pochi giorni, il 9 agosto, davanti alla chiesetta campestre novenario di San Basilio, appena fuori dal centro abitato del piccolo borgo di 500 abitanti.
La pecora sarà il fulcro gastronomico attorno al quale ruoterà quest’anno la seconda edizione del Social Eating Day, dopo un anno di esperienze di accoglienza diffusa e autentica, in cui gli abitanti hanno aperto le proprie case e apparecchiato le proprie tavole a turisti italiani e stranieri.
Cibo, socialità e sharing economy unite alla narrazione del territorio e delle sue tradizioni sono la scommessa contro lo spopolamento della comunità nughedese, che ha scelto di raccontarsi dai fornelli. Anche quest’anno i cuochi di Nughedu Welcome, il nuovo modello di accoglienza diffusa, sviluppato da Nabui e sostenuto dall’amministrazione comunale, si avvarranno della collaborazione con lo chef stellato Roberto Petza che creerà due portate speciali che andranno ad arricchire il menù di piatti della tradizione rivisitati e valorizzati.
«Si parla troppo del maiale in Sardegna e per tanti viaggiatori il gusto della pecora risulta ancora del tutto sconosciuto, la pecora è un’animale intelligente, non merita di essere associato alle persone stupide», spiega il sindaco Francesco Mura, convinto che per frenare l’isolamento culturale e lo spopolamento la strada migliore sia il coinvolgimento della popolazione e la creazione di opportunità economiche utilizzando le risorse, materiali e immateriali, disponibili sul territorio.
Nughedu Santa Vittoria, con il progetto Nughedu Welcome d Nabui, già da un anno si sta posizionando a livello internazionale come meta di un’esperienza autentica, in cui poter mangiare a casa delle famiglie dei suoi abitanti, passeggiare insieme ai pastori sugli antichi sentieri e conoscere le leggende che hanno portato alla fondazione del paese grazie alle testimonianze archeologiche.
È l’obiettivo del “turismo morbido”, un’offerta che si adatta ai ritmi delle piccole produzioni locali, in linea con la sostenibilità ambientale: «La Sardegna ha un ecosistema delicato, dobbiamo proteggere le destinazioni turistiche», spiega Tomaso Ledda di Nabui, società che ha sviluppato il progetto, «abbiamo bisogno di viaggiatori che si innamorano dei piccoli gesti, noi proponiamo un sistema capace di promuovere l’identità dei territori nel totale rispetto dell’ambiente, generando impatto sociale ed economico per i residenti».
Tra le novità di quest’anno c’è la location scelta per l’evento, non più la piazza centrale del paese ma la corte de sa festa davanti alla chiesetta campestre novenario di San Basilio, appena fuori dal centro abitato. Un edificio che risale al 1600 e che per la comunità nughedese è luogo di aggregazione e socialità, con la sua corte circondata dai caratteristici muristenes, dove sarà anche possibile pernottare a richiesta (i posti sono limitati) per poter vivere un’esperienza piena e completa insieme alla comunità nughedese.
Ad animare la cena sarà invece il Kinga Glyk Trio, sul palco a partire dalle 22.30 per un concerto gratuito organizzato nell’ambito del festival di musica Dromos.
Anche questa seconda edizione vedrà la collaborazione di Gnammo.com, il principale portale web italiano di social eating, che promuoverà il borgo con una diffusione in tutto il territorio nazionale attraverso la propria piattaforma, in cui sarà anche possibile acquistare i ticket per la cena.

Ticket evento disponibili qui:
https://gnammo.com/nugheduwelcome
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Arriva la Training Camp: la scuola scientifica delle tecniche innovative per i beni culturali

HomeDal 13 al 22 settembre 2017 si svolgerà ad Alghero (SS) la scientific schoolTraining Camp – Tecniche innovative per i beni culturali: Conoscenza e caratterizzazione di siti e reperti archeologici“. La scuola è organizzata dal dipartimento di Chimica e Farmacia dell’Università di Sassari, anche grazie ai fondi messi a disposizione da Sardegna Ricerche con il bando “Scientific School 2016/2017” e con il patrocinio, il supporto scientifico e la formula “formativa” utilizzata dal nodo italiano dell’Infrastruttura europea E-RIHS (European Research Infrastructure for Heritage Science).

La scuola è rivolta a laureati, dottorandi in discipline umanistiche e scientifiche con applicazioni nel settore dei beni culturali, ricercatori, storici dell’arte, archeologi, restauratori e professionisti che vogliono formarsi nelle tecniche più innovative utilizzate per la diagnosi, conoscenza e valorizzazione del nostro patrimonio culturale. La scuola si propone di trattare problematiche inerenti l’analisi e la valorizzazione dei beni culturali e di far conoscere e sperimentare tecniche di analisi di materiali e di reperti.

I partecipanti avranno la possibilità di operare in piccoli gruppi multidisciplinari direttamente sul sito archeologico di Sant’Imbenia, usufruendo della professionalità di ricercatori operanti nel settore e della strumentazione messa a disposizione dall’Università di Sassari e da CNR, INFN ed ENEA, enti di ricerca coinvolti in E-RIHS.eu. La scuola sarà articolata in seminari di studio, lezioni frontali con dimostrazioni, visite presso lo scavo di Sant’Imbenia e laboratori in piccoli gruppi.

Iscrizioni
La scuola è aperta a un massimo di 30 partecipanti ed è prevista una selezione dei candidati. La selezione dei partecipanti sarà svolta da una commissione composta da 4 membri del comitato organizzatore-scientifico e avrà luogo dopo la scadenza della presentazione delle domande, prevista per il 16 luglio 2017.
maggiori informazioni sul bando e sulle modalità di partecipazione sono disponibili nel sito web dedicato all’iniziativa.

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Maserati Live Innovation: una call internazionale per startup dell’automotive

immagineArriva il “Maserati Live Innovation“, l’evento internazionale in programma a Modena il 26 settembre per dare l’opportunità alle migliori startup del settore di  incontrare i dipartimenti Maserati, gli esperti tecnici industriali, il personale scientifico dei centri di ricerca accademici durante un evento nel quale gli startupper saranno invitati ad introdurre le loro tecnologie ai quadri direttivi industriali.

Il termine per presentare l’application per partecipare all’evento, che si terrà alla pista di Modena, è il 4 settembre 2017.

Le startup dovranno compilare l’application form al seguente link web:

Leggi il bando

Ulteriori informazioni all’indirizzo: innovation.benchmarking@maserati.com

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