Nominato il nuovo amministratore del CRS4

da sinistra: Enrico Gaia (sindaco), Annalisa Bonfiglio, Giacomo Cao, Maria Assunta Serra e Mario Mariani (consigliere uscente).

È stato nominato il nuovo Amministratore unico del CRS4, il Centro di ricerca e sviluppo studi superiori in Sardegna, di cui Sardegna Ricerche è socio unico. L’incarico, di durata annuale, è stato conferito dalla Commissaria straordinaria di Sardegna Ricerche, Maria Assunta Serra, al professor Giacomo Cao, docente del Dipartimento di Ingegneria meccanica, chimica e dei materiali dell’Università di Cagliari. 

Il nuovo Amministratore unico succede al Consiglio d’amministrazione presieduto dalla prof. Annalisa Bonfiglio. Al termine dell’Assemblea dei soci, la Commissaria Serra ha ringraziato i componenti del consiglio uscente per il lavoro svolto in questi anni ed ha rivolto al prof. Cao i migliori auguri per l’attività futura alla guida del Centro di ricerca.

Il CRS4 (www.crs4.it) ha sede a Pula (CA) e fa parte del Parco scientifico e tecnologico della Sardegna. Svolge attività di ricerca e trasferimento tecnologico alle imprese nel campo delle tecnologie dell’informazione e delle comunicazioni, e delle loro applicazioni nei più diversi settori, dalla biomedicina, alla biotecnologia, alla società dell’informazione, all’energia e all’ambiente.

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Il corpo e il nome. Il lavoro investigativo e scientifico della Commissione tecnica medico-legale per l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine

Diretta Facebook sulla Pagina @Stampa Cnr dal Museo storico della Liberazione di Roma

Locandina diretta Facebook sulla Pagina @Stampa Cnr
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In occasione del 75° anniversario del termine dei lavori della Commissione tecnica medico-legale per l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine,il Museo storico della Liberazione in collaborazione con l’Università di Roma Tor Vergata, la Polizia di Stato, la Comunità ebraica di Roma, il Consiglio nazionale delle ricerche e l’Istituto storico germanico di Roma anima una tavola rotonda durante la quale verrà presentato il volume di Alessia A. Glielmi, primo numero della Collana del Centro Romano di Studi sull’Ebraismo Università di Roma Tor Vergata, “Il corpo e il nome. Inventario della Commissione tecnica medico-legale per l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine (1944-1963)”

La strage delle Fosse Ardeatine è l’atto di repressione più cruento compiuto dai nazisti in una capitale europea. Benché sia tra gli episodi più noti degli anni dell’occupazione, la sua ricostruzione non è stata sinora compiuta in modo puntuale a causa delle gravi lacune documentarie. Il volume ricostruisce uno degli aspetti meno indagati: la straordinaria impresa scientifica ed investigativa svolta dalla Commissione tecnica medico-legale della Scuola Superiore di Polizia per il riconoscimento e l’identificazione delle vittime delle Fosse Ardeatine attraverso l’analisi delle sue carte. Si tratta di un nucleo di fonti inedite che rivelano, in chiave storico-documentale, il lavoro svolto da una compagine eterogenea di persone che, nella torrida estate 1944, ai margini di una Roma martoriata, si impegnarono per attribuire nome e umanità ai 335 corpi ritrovati in una cava di pozzolana. Documenti tradizionali, redatti a cura dei familiari delle vittime, insieme a una documentazione non tradizionale, reperti/oggetti ad essi appartenuti, vennero analizzati da funzionari dello Stato e da sanitari. La schedatura analitica, il riordino e la digitalizzazione dei documenti come pure la catalogazione e la digitalizzazione degli oggetti hanno permesso di redigere l’inventario. L’insieme dei dati emersi restituisce, a più di settantacinque anni dalla strage, la giusta complessità dello scenario di quei drammatici fatti e della umanità dei suoi protagonisti.

L’evento sarà trasmesso in diretta Facebook sulla pagina @Stampa Cnr: partecipa all’evento su Facebook e attiva le notifiche per la diretta su @Stampa Cnr

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Energia: progetto Ue sull’efficienza delle PMI, ENEA coordina altre 8 agenzie europe

Fornire supporto agli Stati membri e alle istituzioni europee per sviluppare programmi di promozione dell’efficienza energetica nelle PMI, a partire da uno strumento come le diagnosi energetica che vede l’Italia ai primi posti in Europa. È questo l’obiettivo del progetto LEAP4SME che, oltre all’ENEA nel ruolo di coordinatore, vede impegnate altre otto agenzie nazionali per l’energia dell’area europea: Austria (AEA), Croazia (EIHP), Grecia (CRES), Malta (EWA), Polonia (KAPE), Portogallo (ADENE), Regno Unito (EST) e Slovacchia (SIEA).

Approvato nell’ambito del programma Horizon 2020, il progetto triennale LEAP4SME (Linking Energy Audit Policies to enhance and support SMEs towards energy efficiency) prevede in primo luogo un’analisi preliminare delle specificità e dei programmi nazionali di efficienza energetica dei Paesi partner. In seguito sarà condotta un’indagine approfondita del comparto europeo delle PMI finalizzata alla proposta di schemi mirati e raccomandazioni che tengano conto degli aspetti energetici del miglioramento dei processi produttivi e dell’ottimizzazione della risorsa idrica.

“Per affrontare una tematica sfidante e articolata come l’efficienza energetica nelle PMI, abbiamo indirizzato gli sforzi nella costruzione di una compagine istituzionale di primo livello che ci ha permesso di offrire la garanzia di un dialogo strutturato ed equilibrato con il mondo associativo, imprenditoriale e istituzionale. Questo ci fornisce inoltre la possibilità di fornire analisi, valutazioni e proposte con l’imparzialità di giudizio propria del ruolo di pubblico servizio dei partner”, spiega il ricercatore ENEA Enrico Biele che coordina il progetto.

“Questo progetto, che ci vede nel ruolo di coordinatori, consentirà all’ENEA di rafforzare ulteriormente il proprio ruolo a livello internazionale come agenzia di riferimento sui temi dell’efficienza energetica e della sostenibilità delle imprese. La nostra proposta progettuale ha inoltre suscitato l’interesse di nove ministeri e di altre quattro agenzie nazionali di Paesi Ue”, sottolinea Ilaria Bertini, direttore del Dipartimento Unità Efficienza Energetica dell’ENEA.

Per maggiori informazioni:

https://cordis.europa.eu/project/id/893924

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Università di Cagliari, è on line il manifesto degli studi: iscrizioni possibili a partire dal 9 luglio, a disposizione 81 corsi di laurea e servizi sempre più personalizzati

E’ on line il Manifesto degli Studi dell’Università degli Studi di Cagliari, sulla homepage del sito dell’Ateneo: si tratta del documento che contiene l’elenco di tutti i corsi di laurea attivati per l’Anno Accademico 2020/2021, con l’indicazione delle modalità per iscriversi e per accedere ai servizi offerti dall’Ateneo. Per tutti i corsi, ad eccezione di quelli a programmazione nazionale e dei corsi che hanno prove gestite dal Consorzio CISIA (che hanno scadenze diversificate), la domanda di iscrizione può essere presentata a partire dal 9 luglio fino al 27 agosto.

Chi intende iscriversi ad un corso di laurea magistrale può presentare la domanda a partire dal 9 luglio fino a quattro giorni prima della data della prova di verifica. Come ormai da tanti anni, tutte le procedure di iscrizione si svolgono completamente on line. In totale i corsi dell’Università di Cagliari sono 81, dei quali 38 di laurea triennale, 6 magistrali a ciclo unico, 37 magistrali biennali. Un corso è completamente nuovo: si tratta della laurea triennale in Tecniche di Neurofisiopatologia.

Il Manifesto degli Studi indica per ogni corso attivato il numero dei posti disponibili (in caso di numero programmato locale o nazionale) con la data della prova di accesso.

Per gli altri corsi, quelli ad accesso libero, indica la data della prova di verifica della preparazione iniziale, che ormai da tempo costituisce un passaggio obbligato che permette di conoscere eventuali carenze formative. Per gli studenti che dovessero manifestarne a seguito della prova, l’Ateneo mette a disposizione 33 corsi di riallineamento, fruibili dalla piattaforma on line di UniCa, in grado di mettere tutti gli iscritti nelle stesse condizioni di partenza per un miglior andamento del percorso. Nell’attesa della prova, ogni studente può esercitarsi on line con i test degli anni precedenti per cominciare a prendere familiarità con gli esercizi proposti.

Le prove di verifica della preparazione iniziale di tutti i corsi di laurea triennale e magistrale a ciclo unico, fatta eccezione per le prove dei corsi di studio di Scienza della Formazione Primaria, Medicina e Chirurgia e Odontoiatria e Protesi Dentaria e Professioni sanitarie (che hanno modalità e tempistiche differenti, comunque specificate nel Manifesto) si svolgeranno da casa mediante il sistema TOLC@CASA gestito dal CISIA. Il TOLC è un test diverso da studente a studente, composto da quesiti selezionati dal database CISIA TOLC; è finalizzato a valutare le conoscenze minime richieste per l’accesso, e serve  per  orientare  la scelta  del  percorso universitario.

L’Ateneo chiarisce nel Manifesto degli Studi anche come si svolgerà il nuovo Anno Accademico: “La didattica sarà erogata contemporaneamente sia in presenza sia online – si legge nel documento – delineando una didattica  mista  che  possa  essere  fruita  nelle  aule  universitarie,  ma  al  contempo  anche  a distanza. Sarà lo studente all’inizio del semestre ad optare per la didattica in presenza o a distanza, con una scelta vincolante  per  l’intero semestre. Qualora il numero  degli  studenti  superi  la capienza delle aule, determinata sulla base delle disposizioni governative in materia sanitaria ai fini del  contrasto  alla  pandemia  da  Covid-19,  l’accesso  alle  strutture  didattiche  sarà  regolato attraverso un sistema di turnazione che sarà comunicato a tempo debito agli studenti interessati”.

“Negli ultimi anni, è costantemente cresciuto l’apprezzamento degli studenti e delle famiglie per l’offerta formativa dell’Ateneo – commenta Ignazio Putzu, Prorettore alla Didattica – Significa che è stata apprezzato lo spessore culturale dei corsi proposti, così come la vasta gamma di servizi di orientamento, sempre più differenziati e specifici, che l’Ateneo offre ai propri studenti. A tale ultimo riguardo, sono importantissimi i diversi progetti che finanziano l’orientamento: un particolare ringraziamento va alla Regione Autonoma della Sardegna per la linea di finanziamento europeo POR-FSE”.

“Tutto ciò si è tradotto nei risultati raggiunti da UniCa a livello di immatricolazioni – spiega Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari – Lo scorso anno il nostro Ateneo era all’11mo posto tra le università italiane con il maggior aumento di iscritti al primo anno, quest’anno all’ottavo. Si tratta di risultati davvero importanti, ottenuti con uno straordinario sforzo di squadra da parte delle facoltà, dei dipartimenti, dei corsi di studio, dell’Ateneo in tutte le sue componenti”.

Un capitolo importante del Manifesto degli Studi è dedicato alle tasse: come già in passato, sono esenti dal pagamento i diplomati con 100/100 e 100/100 e lode e gli studenti con un ISEE non superiore a 23mila euro (al primo anno, mentre a partire dal secondo al requisito di reddito si affiancano requisiti di merito). Il Manifesto specifica nel dettaglio anche altre categorie di studenti la cui contribuzione è annullata o fortemente ridotta in ragione di determinate caratteristiche.

Significativa anche la ricca offerta sul terzo livello di formazione: sono 15 i dottorati di ricerca (di cui 11 internazionali), 35 le scuole di specializzazione, vari master professionalizzanti e l’intensa e qualificata attività nella formazione degli insegnanti (con il Centro CEDIAF). E’ sempre più spiccata l’internazionalizzazione dell’Ateneo: ne sono esempio il prestigioso progetto EDUC, gli 8 percorsi  con rilascio del doppio titolo con università straniere, un corso di laurea magistrale  erogato interamente in lingua inglese,  e l’ambizioso progetto gestito dal Centro Linguistico di Ateneo che punta a far ottenere il livello B2 in lingua inglese a tutti gli studenti entro i primi tre anni. Prosegue senza sosta l’impegno sula formazione della cultura d’impresa, con i prestigiosi risultati ottenuti dal Contamination Lab.

Quest’anno l’orientamento ha attivato numerose iniziative on line con gli Open Day che si svolgono anche in queste settimane, a partire dalle giornate in streaming del 15 e 16 maggio scorsi,  i cui contenuti – per rispondere alle numerose richieste degli studenti e delle famiglie – sono da oggi disponibili sul sito dell’Ateneo.

Si tratta di una pagina che contiene i video relativi a ciascun corso di laurea e che quindi costituisce un importante strumento di supporto nella scelta del percorso di studio, insieme a tutti i servizi offerti agli iscritti (dal tutorato personalizzato al counseling psicologico), i cui riferimenti sono riportati allo stesso indirizzo.

Il Manifesto è raggiungibile con questo link diretto: https://unica.it/unica/protected/226591/0/def/ref/GNC15658/

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Università di Cagliari, oggi e domani la presentazione on line dei corsi di laurea magistrale della facoltà di studi umanistici

Oggi mercoledì 8 luglio, dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18, e domani, giovedì 9 luglio, dalle 9 alle 12, sulla piattaforma Microsoft Teams dell’Università di Cagliari si svolgeranno due giornate di orientamento sulle lauree magistrali e sul post lauream della Facoltà di Studi umanistici.

Docenti, studenti, specializzandi e dottorandi, insieme a specialisti dei vari settori, illustreranno l’ampia offerta formativa sulla base della propria esperienza e con uno sguardo agli sbocchi professionali.

Il via alle 9 dell’8 luglio con i saluti della presidente della facoltà Rossana Martorelli. Saranno presentati i corsi di laurea magistrale in Archeologia e Storia dell’arte, Filologie e letterature classiche e moderne, Filosofia e Teorie della comunicazione, Lingue e letterature moderne europee e americane, Scienze della formazione primaria, Storia e società, Traduzione specialistica dei testi.

Al pomeriggio, dalle 15, sarà la volta dei corsi magistrali in Scienze della produzione multimediale, Scienze Pedagogiche e dei servizi educativi, Psicologia clinica e di comunità. Alle 16.30, spazio alle scuole di specializzazione in Beni Archeologici e in Psicologia della Salute. Chiuderà il pomeriggio la presentazione del CEDIAF, il Centro istituito dall’Ateneo per l’alta formazione delle professionalità educative e del management della scuola.

La mattina del 9 luglio è invece dedicata ai dottorati di ricerca. Dalle 9 saranno illustrati i percorsi dei dottorati in Storia, Beni culturali e Studi internazionali, Studi Filologico Letterari e Storico Culturali e in Filosofia, Epistemologia, Scienze Umane.

Chiudono la mattinata quattro seminari tematici: “La Psicologia in pillole” con Ferdinando Fornara, Jessica Lampis e l’introduzione di Cristina Cabras (coordinatrice del corso di laurea magistrale in Psicologia clinica e di comunità); “Lo scavo di Nora. Didattica, ricerca e valorizzazione” con Romina Carboni; “Scienze umane e Professioni digitali” con Gianni Fenu, Giampaolo Salice, Simone Ciccolone introdotti da Immacolata Pinto (coordinatrice dei corsi di laurea magistrale in Filologie e letterature classiche e moderne e Storia e società) e infine “La formazione alle professioni della comunicazione” con Antioco Floris e Elisabetta Gola.

Ricordiamo che dal 9 luglio sarà possibile iscriversi ai corsi attivati dall’Università di Cagliari per il nuovo Anno accademico.

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Presentato in AIFA il primo Rapporto sulle politiche di assistenza farmaceutica attuate dalle Regioni in Piano di Rientro

È stato presentato oggi, in diretta streaming Youtube, il primo Rapporto sulle politiche di assistenza farmaceutica delle Regioni in Piano di Rientro.

La pubblicazione, che inaugura una nuova collana frutto delle elaborazioni dell’Osservatorio nazionale sull’impiego dei medicinali dell’AIFA (OsMed), descrive le azioni programmate e attuate dalle Regioni in Piano di Rientro per individuare quali interventi si siano dimostrati maggiormente efficaci nel riqualificare la spesa farmaceutica e l’accesso al farmaco equo e sostenibile. Il Rapporto include anche specifiche analisi di consumo e spesa a livello nazionale, con un confronto diretto tra Regioni in Piano di Rientro e non, per una lettura immediata delle attuali differenze regionali.

Sono orgoglioso di poter presentare oggi questo Rapporto – ha commentato in apertura il Direttore Generale dell’AIFA Nicola Magrini – che si inserisce tra le attività dell’AIFA a supporto delle Regioni nell’ambito della governance della spesa e dell’assistenza farmaceutica e che anticipa il consueto rapporto annuale OsMed sull’impiego dei medicinali in Italia. Sono particolarmente affezionato all’attività dell’OsMed, che ho potuto seguire fin dalla sua istituzione e che rappresenta per l’Agenzia uno strumento di monitoraggio fondamentale, per orientare le scelte di politica sanitaria e assistenziale ad un uso il più possibile ottimale del farmaco, come risorsa di salute essenziale”.

Quanto evidenziato dall’analisi dei Programmi Operativi 2016-2018 presi in esame nel Rapporto ha mostrato come le Regioni si siano maggiormente concentrate sul tema della razionalizzazione della spesa e in modo particolare sul potenziamento del monitoraggio prescrittivo e sulla promozione delle procedure di acquisti centralizzati attraverso la definizione di fabbisogni regionali. Altrettanto importante è stata considerata la gestione del canale distributivo da utilizzare per garantire l’accesso al farmaco, nell’ottica della continuità ospedale‐territorio. In questo senso, ha aggiunto il Direttore dell’AIFA, “l’Agenzia intende sempre più agevolare lo scambio di informazioni con e tra le Regioni e supportarle con un feedback continuo sui loro andamenti di spesa e consumi farmaceutici, così che possano meglio tarare le scelte previsionali e manageriali, nel rispetto della sostenibilità del nostro SSN”.

Un unico modello adottabile da tutte le Regioni, sia nella fase di programmazione che in quella di attuazione, potrebbe essere utile per ottenere un quadro più oggettivo e puntuale delle azioni poste in essere in ambito farmaceutico e consentire ai Tavoli tecnici e alle Istituzioni preposte un monitoraggio più stringente ed efficace delle azioni programmate. Oltre ciò, è necessario sviluppare sistemi standardizzati di valutazione che non siano focalizzati esclusivamente sulla spesa, ma che siano anche improntati a una maggiore misurazione dell’assistenza reale, che possano garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale, sia in termini clinici che in termini economici.

“Un Sistema sanitario – ha concluso Nicola Magrini – che mai come in questa emergenza pandemica si è dimostrato prezioso nella sua componente universalistica, unitaria e soprattutto centralizzata”.

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Università di Cagliari, proseguono le presentazioni dei corsi di laurea: giovedì 9 luglio è la volta del corso di laurea magistrale in architettura

Proseguono gli incontri on line organizzati dall’Università di Cagliari per presentare i propri corsi di laurea magistrale: giovedì 9 luglio, alle 17.30, sarà la volta della laurea magistrale in Architettura con i suoi tre percorsi di studio. L’evento “GO/architettura” si potrà seguire sulla piattaforma Microsoft Teams dell’Ateneo.

La presentazione si aprirà con gli interventi di Carlo Atzeni e Caterina Giannattasio, coordinatori dei corsi di studio in Scienze dell’Architettura e Magistrale in Architettura. Il curriculum “Architettura paesaggio società” sarà presentato da Giorgio Mario Peghin, João Ferreira Nunes e dallo studente Aldo Mistretta. Seguirà poi la presentazione del curriculum in “Architettura storica e progetto” con i docenti Giovanni Battista Cocco, Caterina Giannattasio e la studentessa Sara Lissia. Infine il curriculum “Architettura e sostenibilità” sarà illustrato dai docenti Pier Francesco Cherchi e Maddalena Achenza con la studentessa Maria Pirastu.

Le architette e gli architetti sono professionisti formati per la realizzazione di progetti architettonici e urbani, ma anche per la valutazione corretta dei problemi sociali e ambientali connessi alle costruzioni. Affrontano la “modificazione” dei luoghi con particolare attenzione alla storia dei contesti e alle culture urbane, con l’obiettivo di ricostruire il senso dei paesaggi pluristratificati. I laureati e le laureate in questa disciplina possono svolgere la loro attività nelle pubbliche amministrazioni, nelle imprese di architettura e di ingegneria, negli studi professionali e nelle imprese edili o intraprendere la strada della ricerca scientifica. Previo superamento dell’Esame di Stato e iscrizione all’Albo professionale degli “Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori” possono praticare la libera professione.

Al termine delle presentazioni si potrà dialogare via chat con i tutors didattici. Le istruzioni per collegarsi sono disponibili sul sito dell’Ateneo.

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Salute: con il ‘molecular farming’ vaccini veterinari di ultima generazione dalle piante

Utilizzare le tecnologie di“molecular farming”basate sullo sfruttamento delle piante per realizzare vaccini veterinari di ultima generazione con procedure più economiche e veloci.Èl’obiettivo del progetto internazionale AVIAMED (Prevenzione e controllo di malattie virali aviarie dell’area del Mediterraneo con vaccini prodotti nelle piante), coordinato da ENEA e finanziato dal programma di ricerca europeo ERANET Arimnet2 e dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali. Nello specifico, i vaccini ‘green’, prodotti nelle piante, consentiranno di contrastare malattie aviarie diffuse nei paesi che si affacciano sul bacino del Mediterraneo.

“La pandemia da SARS-CoV-2, così come l’influenza aviaria e la febbre emorragica Ebola, evidenziano come molte malattie infettive pericolose per la salute umana abbiano origine dagli animali”, sottolinea Selene Baschieri ricercatrice del Laboratorio Biotecnologie dell’ENEA e coordinatrice di AVIAMED. “La novità di questo progetto sta nell’utilizzo delle piante come vere e proprie ‘fabbriche’ per produrre rapidamente e a basso costo test diagnostici e vaccini di ultima generazione utili per contrastare la diffusione negli animali di malattie infettive che, come già evidenziato, possono essere non solo un problema di medicina veterinaria e/o un danno per l’industria del settore, ma una sfida per la salute pubblica globale. Non a caso AVIAMED è inserito a pieno titolo nell’ambito di ‘One Health’, l’iniziativa di sanità pubblica internazionale basata sul principio della forte interconnessione fra salute degli esseri umani, degli animali e dell’ambiente”, aggiunge Baschieri.

“L’approccio integrato adottato in questo progetto è un esempio virtuoso di collaborazione scientifica multisettoriale e dimostra che la piattaforma tecnologica del Molecular Farming è in grado di fornire soluzioni rapide, versatili e soprattutto a basso costo”, evidenzia Marcello Donini, del Laboratorio Biotecnologie ENEA.

In particolare, un team multidisciplinare composto da veterinari, biotecnologi ed immunologi ha utilizzato le piante per sviluppare antigeni e particelle simil-virali del virus IBDV,causa della malattia di Gumboro nei polli, in grado di ridurre tempi, costi di produzione e rischi di reazioni indesiderate rispetto ai vaccini tradizionali e il primo saggio diagnostico per l’IBDV che permetterà di distinguere gli animali infetti da quelli vaccinati. Sono in corso di sviluppo anche nuovi vaccini contro il virus della malattia di Newcastle (NDV), una delle più gravi patologie degli uccelli domestici e selvatici che nel secolo scorso ha causato ben quattro pandemie, provocando infezioni trasmissibili anche all’uomo.

Nel  progetto AVIAMED  sono coinvolti anche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Institute of Agronomy and Veterinary “Hassan II” e National Institute of Agricultural Research (Marocco) e Agricultural Genetic Engineering Research Institute (Egitto); sono state realizzate numerose pubblicazioni “peer-reviewed” che verranno presentate al 6° Congresso Mondiale ‘One Health’ a Edimburgo dal 30 ottobre al 3 novembre 2020.

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L’impronta dell’Antropocene sul monte Elbrus in Caucaso

Una serie di fragranze e idrocarburi policiclici aromatici derivati da prodotti per la cura personale di largo consumo presenti in una carota di ghiaccio campionata sull’altura caucasica, è stata quantificata dai ricercatori dell’Istituto di scienze polari del Cnr e dell’Università Ca’ Foscari Venezia: i profili di concentrazione misurati dagli anni ’30 del 1900 fino al 2005 seguono lo stesso trend degli idrocarburi policilici aromatici (PAHs) prodotti della combustione e delle attività industriali, con un aumento ben visibile a partire dagli anni ’50 del secolo scorso, coincidente con l’inizio della “Grande accelerazione”. I risultati sono pubblicati su Scientific Reports

I cambiamenti climatici e del territorio provocati dall’impatto umano sulla Terra segnano l’inizio di una nuova era geologica, l’Antropocene. Le tracce delle attività antropiche, come i residui di materiali plastici e di inquinanti organici e inorganici, sono presenti in quasi ogni angolo del Pianeta, anche nelle aree più remote. La criosfera, in particolare, è un “archivio” importante per i composti di origine antropogenica, perché gli aereosol e le molecole trasportati dall’atmosfera vengono preservati dalle deposizioni nevose, accumulatesi nel corso degli anni.

In un lavoro pubblicato su Scientific Reports, i ricercatori dell’Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) assieme ai colleghi dell’Università Ca’ Foscari Venezia, dello U.S. Geological Survey di Denver, dell’Università di Grenoble e dell’Istituto di geografia dell’Accademia russa di scienze hanno analizzato il contenuto di una carota prelevata sul ghiacciaio del monte Elbrus in Caucaso in idrocarburi policiclici aromatici (PAHs) – traccianti classici della contaminazione umana derivanti principalmente dalla combustione – e in fragranze utilizzate quotidianamente per la cura della persona – i cosiddetti inquinanti emergenti – ricavando i corrispondenti profili di concentrazione dagli anni ’30 del 1900 fino al 2005.

“Abbiamo dimostrato come la criosfera possa registrare i segnali antropici derivanti non solo da processi industriali e da combustioni, ma anche da attività molto più quotidiane, come l’utilizzo di saponi, detersivi o creme. Alcuni componenti sufficientemente volatili e poco degradabili di questi prodotti possono essere trasportati dall’atmosfera anche a grandi distanze”, spiega Marco Vecchiato, ricercatore Cnr-Isp, tra gli autori dello studio.

Le masse d’aria che interessano il sito del monte Elbrus (5.642 m slm), infatti, arrivano dall’area mediterranea, dal Medio Oriente, ma soprattutto dell’Europa dell’Est. La distribuzione delle molecole derivate dai prodotti per l’igiene personale nella criosfera è poco nota e non sono stati riportati finora studi su carote di ghiaccio in letteratura. L’analisi contestuale dei PAHs, inoltre, ha permesso un paragone diretto fra le concentrazioni delle fragranze rivelate con il trend dei composti policiclici aromatici, noti traccianti ambientali.

Sono state individuate 17 molecole componenti le diverse fragranze sulla base della loro stabilità chimica, volatilità e persistenza. Le analisi sono state effettuate su campioni ricavati dalla carota di ghiaccio prelevata nel 2009 all’interno di una speciale “clean-room” presente nel Dipartimento di scienze ambientali, informatica e statistica dell’Università Ca’ Foscari Venezia interamente rivestita in acciaio e appositamente progettata per l’analisi di contaminanti organici in tracce.

“Le concentrazioni delle fragranze individuate sono aumentate considerevolmente dagli anni ’30 fino al 2005, in particolare per quanto riguarda il benzil-, l’amil- e l’esil- salicilato. La deposizione di questi composti è aumentata in media di 20 volte nel periodo preso in esame. Abbiamo stimato un flusso totale di fragranze di circa 20 μg per anno negli strati inferiori della carota, attribuendolo a valori di fondo, ma tale valore è aumentato fino ad un picco di 565 μg per anno negli strati corrispondenti alle deposizioni più recenti”, spiega Vecchiato. La variazione diventa visibile a partire dagli anni ‘50 del 1900 e coincide con l’inizio della cosiddetta “Grande Accelerazione”: “Ciò è in linea non solo con altri traccianti antropici, come i solfati o il black carbon precedentemente analizzati nella stessa carota, ma più in generale con il trend globale dell’Antropocene”.

La dinamica delle concentrazioni di questi composti è stata influenzata anche dall’andamento della situazione socio-economica verificatasi nell’est Europa, con una riduzione delle emissioni nei periodi di gravi crisi. “Se il trend generale è in crescita, vi sono tuttavia 2 periodi in cui i flussi dei contaminanti diminuiscono: il primo, negli anni ’70, coincide con “l’era della stagnazione” avvenuta durante il governo Brezhnev, mentre il secondo si è verificato negli anni ’90 in seguito alla disastrosa crisi economica e sanitaria dopo la caduta dell’URSS. Negli anni seguenti però, le deposizioni sia di fragranze, che di PAH sono rapidamente tornate a crescere”, conclude il ricercatore Cnr-Isp. Lo studio è stato finanziato dal progetto MIUR-FISR “ICE MEMORY-An International Salvage Program”.

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Tirocini all’estero con l’Università di Sassari: on line il nuovo bando Erasmus Traineeship

C’è tempo fino alle 12.30 del 14 settembre per presentare domanda di partecipazione al programma Erasmus Traineeship 2020-2021. L’Università degli Studi di Sassari mette a disposizione dei propri iscritti 929 mensilità per finanziare mobilità a fini di tirocinio di almeno due mesi. Le mobilità si potranno svolgere entro il 30 settembre del 2021. L’importo delle borse offerte dall’Ateneo di Sassari è pari a 700 euro mensili, uno dei più alti in Europa. Il programma è aperto agli iscritti di tutti i cicli, comprese le Scuole di specializzazione e i corsi di dottorato.

I test di lingua, fondamentali per poter partecipare alle mobilità ai fini delle selezioni, si terranno per via telematica il 16 e 17 settembre.

Il bando è pubblicato sul sito dell’Ateneo al seguente link: https://www.uniss.it/bandi/bando-erasmus-traineeship-202021

Ci si può iscrivere on line direttamente dall’area riservata self studenti (https://uniss.esse3.cineca.it) seguendo le istruzioni riportate nelle linee guida e pubblicate nella pagina dedicata ai bandi internazionali https://www.uniss.it/internazionale/bandi

L’elenco delle sedi strutturate suddivise per dipartimento, in cui è possibile trascorrere un periodo di tirocinio, è pubblicato sul sito dell’Università di Sassari nella stessa pagina del bando assieme agli altri allegati che è necessario presentare assieme alla domanda di partecipazione. Alcuni esempi: Centro linguistico Leibniz dell’Università di Hannover (Germania), Società Dante Alighieri di Kaunas (Lituania), Medical University di Sofia (Bulgaria), Università di Alcalà de Henares (Spagna), per citare solo alcune possibili destinazioni.

Gli studenti e le studentesse possono anche individuare autonomamente e proporre una sede di proprio interesse, purché si trovi in uno dei 27 Paesi dell’Unione Europea oppure in  Islanda, Liechtenstein, Norvegia, Macedonia del Nord e Serbia.  

L’Erasmus Traineeship si rivela sempre strategico in quanto consente a coloro che partono di acquisire competenze pratiche spendibili nel mondo del lavoro, con l’ulteriore vantaggio di approfondire la conoscenza di una lingua straniera e la cultura del paese ospitante. Si tratta di competenze molto appetibili per arricchire e rendere più competitivo il proprio curriculum vitae.

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