Convegno ‘Italia-Israele: Guidati dal futuro’

Italia-Israele: guidati dal futuro»Si terrà la mattina di martedì 30 maggio presso la Sala ‘Aldo Moro’ di Montecitorio il convegno ‘Italia-Israele: Guidati dal futuro’. Organizzato dall’Intergruppo Parlamentare per l’Innovazione su iniziativa dell’on. Antonio Palmieri, il convegno si propone di offrire uno sguardo orientato al futuro della cooperazione scientifica e tecnologica fra i due paesi, attraverso la testimonianza di ricercatori, rappresentanti dell’imprenditoria, parlamentari e funzionari diplomatici. Una cooperazione già oggi intensa e proficua: nove laboratori congiunti, quasi 200 fra ricercatori, manager e imprenditori italiani che ogni anno prendono parte alle conferenze organizzate dall’Ambasciata italiana in Israele nei più svariati settori della scienza e della tecnologia, il 14% di medici israeliani che ha studiato o si è specializzato in Italia.

Al primo dei due panel previsti per il convegno prendono parte: Stefano Dambruoso, Silvia Fregolent e Antonio Palmieri dell’Intergruppo Parlamentare ‘Amici di Israele’; Olga Dolburt, ministro consigliere per gli affari economici e scientifici dell’Ambasciata di Israele; Francesco Nicoletti, direttore per l’innovazione e la ricerca del Ministero degli affari esteri e della cooperazione Internazionale. Il secondo panel vedrà gli interventi di: Mario Cunial, presidente della Cunial; Antonio Israel Artile Rooof, che in uno stabilimento nella regione del Negev produce tegole ad elevate prestazioni energetiche; Paola Vita-Finzi Zalman, professore emerito di Chimica organica all’Università di Pavia, membro dell’Associazione italiana Amici dell’Università di Gerusalemme; Maurizio De Rosa del Cnr, responsabile italiano del nuovo Laboratorio congiunto di ottica non lineare fra Cnr e Università di Tel Aviv; Paolo De Natale, direttore a Firenze dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr; Mario Pagliaro, chimico e docente di nuove tecnologie dell’energia, che al Cnr di Palermo coordina un Gruppo di ricerca sulla nanochimica per lo sviluppo delle tecnologie della bioeconomia e dell’energia solare, in collaborazione anche con importanti scienziati israeliani.

“I risultati della collaborazione scientifica fra Italia ed Israele sono tanto rilevanti quanto poco noti”, dice l’on. Palmieri. “Con questo incontro fra l’altro li vorremmo diffondere anche al di fuori della comunità scientifica”. “Nella lunga e proficua collaborazione scientifica tra Italia e Israele il Cnr ha un ruolo di primo piano – afferma il presidente del Consiglio nazionale delle ricerche, Massimo Inguscio. “Molte delle nostre migliori ricercatrici e molti dei nostri migliori ricercatori, che lavorano presso diversi istituti del Cnr presenti sul territorio, hanno vinto bandi e attratto finanziamenti europei per laboratori e progetti congiunti con i colleghi delle università e centri di ricerca in Israele, in aree fondamentali per la salute delle persone e dell’ambiente, nel campo dell’innovazione. Si va dalle neuroscienze all’ottica non lineare, in temi di qualità alimentare, alle tecnologie per la protezione dell’acqua e il suolo, alla cyber security, alla farma-genetica. In particolare nel quadro dei bandi accademici, il Cnr risulta l’Ente di ricerca italiano con il maggior numero di progetti finanziati con Israele negli ultimi tre anni”

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#MeetSanofi Empowering people with MS

Convivere con la sclerosi multipla ma anche vivere al meglio con la sclerosi multipla grazie all’innovazione, alla co-creazione, a una buona alimentazione e al corretto movimento. Perché la qualità di vita delle persone con SM passa anche attraverso buone pratiche quotidiane.

In occasione della Giornata Mondiale del 31 maggio 2017, Sanofi Genzyme organizza un nuovo #MeetSanofi, aperitalk declinato sulle buone pratiche per contribuire a migliorare la vita con la sclerosi multipla.

Perché per prendersi cura delle persone occorre fare rete, andando anche oltre la rete virtuale, incontrandosi e confrontandosi.

Appuntamento nell’headquarter di Sanofi Italia (viale Bodio 37, Milano) e live sulla Fanpage Sanofi Italia e sul canale youtube Sanofi tv martedì 30 maggio alle ore 18. Interverranno: Celia Guimaraes (Rainews24), Flavia Fusè (Scuola Italiana di Nordic Walking), Antonella Losa (nutrizionista), Filippo Scorza (Amyko e vincitore Tech Care 2016), Alice Soru (Open Campus) e i blogger di “Giovani Oltre la SM”. Qui il programma e il link per registrarsi e partecipare all’evento.

 

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Economia: presentato il rapporto XXIV Crenos sull’economia della Sardegna

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Presentato il XXIV rapporto sull’economia della Sardegna.

Ecco i punti salienti.

Il quadro macroeconomico: debolezza strutturale ma migliori aspettative per le famiglie

Secondo i dati più recenti il quadro macroeconomico regionale è ancora caratterizzato da elementi di debolezza strutturale. Nel 2015 la Sardegna è tra le 65 regioni più povere dell’Unione Europea (212esima su 276 regioni): in un quinquennio il suo PIL passa dal 77 al 70% della media europea, rientrando di fatto nel gruppo delle regioni meno sviluppate. L’andamento negativo è comune al contesto nazionale, poiché anche il PIL italiano perde 8 punti percentuali passando dal 104% della media UE28 nel 2011 al 96% nel 2015.

La Sardegna nel 2015 è l’unica regione del Mezzogiorno ancora in fase recessiva: il PIL pro capite registra una riduzione dello 0,5% rispetto al 2014 e scende a 18.539 euro per abitante. L’Isola si confronta con il suo peggior risultato nell’ultimo ventennio: per  trovare un valore così basso bisogna risalire al prima del 1997. Il Mezzogiorno mostra invece nel 2015 i primi segnali di ripresa (+1,3%), comunque insufficienti a colmare il divario di reddito rispetto al Centro-Nord, che si è acuito negli ultimi anni.

Nonostante il peggioramento delle condizioni economiche, in Sardegna si osserva un aumento della spesa per consumi delle famiglie (+1,8% i consumi pro capite nel 2015), sia per i servizi che per i beni durevoli, segnale questo di un miglioramento delle aspettative sul futuro da parte di consumatori e famiglie.

Dopo 6 anni consecutivi di contrazione e un decennio in cui il valore si è dimezzato, nel 2014 anche gli investimenti mostrano una ripresa (+3,3% il valore pro capite). I dati mostrano che buona parte di tale ripresa è dovuta al settore pubblico (+21% rispetto al 2013), che non sta finanziando nuove opere infrastrutturali ma opera un intervento straordinario nei settori della viabilità e della sicurezza pubblica in seguito all’alluvione nei territori nord-orientali di novembre 2013. L’unico settore imprenditoriale che registra un evidente espansione in un decennio è quello energetico, trainato dall’interesse verso le fonti rinnovabili (eolico e solare): nel 2013 gli investimenti sfiorano i 660 milioni di euro (400 euro per abitante in Sardegna contro una media nazionale inferiore ai 150 euro per abitante).

La struttura produttiva: segnali di debole ripresa, esportazioni in calo

Un segnale positivo per la Sardegna è relativo alla numerosità delle attività produttive: le imprese attive nel 2016 sono 142.986, circa 400 in più rispetto all’anno precedente. Il tessuto imprenditoriale è però estremamente frammentato e la quota di occupati che presta la sua opera in microimprese è elevata (63%) e molto maggiore di quella italiana (46%), già di per sé rilevante. Dal punto di vista settoriale la regione conferma la sua vocazione agro-pastorale, sia nel numero delle imprese (circa 34 mila, pari al 34% del totale) che nella loro capacità di creare valore aggiunto (5% in Sardegna contro 2% in Italia). Permane il sottodimensionamento del comparto industriale (22% delle imprese e 13% del valore aggiunto in Sardegna, contro 25% di imprese e 24% del valore aggiunto in Italia). In Sardegna i settori legati alle attività svolte prevalentemente in ambito pubblico e ai servizi non destinabili alla vendita sono responsabili di circa un terzo del valore aggiunto complessivo, mentre le imprese che producono beni e servizi destinati al mercato hanno un peso relativamente esiguo, denotando una scarsa capacità da parte del sistema produttivo isolano di creare valore.

Nel 2016 si è ridotto l’interscambio con l’estero sia dal lato delle importazioni che delle esportazioni. Le esportazioni del settore petrolifero diminuiscono di 487 milioni di euro (-12,5%) in seguito al crollo del prezzo del greggio, mentre il resto dell’economia mostra in generale una scarsa propensione all’internazionalizzazione. I due unici settori le cui esportazioni superano i 100 milioni di euro, la chimica di base e l’industria lattiero-casearia, subiscono anch’essi una contrazione del 10%.

Il mercato del lavoro: occupati e contratti di lavoro in calo nel 2016

In Sardegna il tasso di attività (riferito agli individui di età 15-64 anni) nel 2016 è pari al 61%, circa 4 punti in meno di quello italiano (64,9%). Rispetto al 2015 si registra una lieve crescita (+0,2%),  non dovuta all’aumento delle forze di lavoro (che passano da 670 a 666,6 mila) ma alla riduzione più che proporzionale della popolazione di riferimento.

Il tasso di occupazione (15-64 anni) nel 2016 è pari al 50,3%, in aumento dello 0,3% rispetto all’anno precedente: Mezzogiorno e Centro-Nord hanno incrementi più elevati (rispettivamente +2,1% e +1,5%) e il divario con il dato italiano (57,2%) aumenta. Dopo la diminuzione molto contenuta (-0,6%) osservata nell’ultimo anno, il tasso di disoccupazione (15 anni e più) si attesta al 17,3%. In questo caso, però, la performance della Sardegna è migliore rispetto a quella del Mezzogiorno, che vede un aumento del tasso di disoccupazione al 19,6% (+1,1% sul 2015).

L’analisi di genere restituisce andamenti discordanti. Il tasso di attività e il tasso di occupazione della componente femminile del mercato del lavoro peggiorano nel 2016 rispetto al 2015 (-0,5 e -0,2 punti percentuali, rispettivamente), mente il tasso di disoccupazione ha una variazione annuale negativa per le donne (-0,4 punti percentuali) e positiva per gli uomini (+0,1 punti percentuali). Si tratta in tutti i casi di variazioni prossime allo zero, che confermano il forte gap di genere esistente nel mercato del lavoro sardo soprattutto per ciò che riguarda la partecipazione: nel 2016 il tasso di attività maschile è pari al 70,3%, mentre quello femminile è pari al 51,6%, quasi 20 punti percentuali di distanza. Si tratta della stessa distanza che separa il dato maschile da quello femminile nazionale (rispettivamente, 74,8% e 55,2%). Si consideri anche che questa distanza si riduce all’aumentare del livello di istruzione: il gap di genere nel tasso di attività dei lavoratori sardi laureati è di 7 punti percentuali.

Nel 2016 gli occupati in età dai 15 anni in su diminuiscono a 562.097 unità (-0,5% rispetto al 2015) e nell’analisi settoriale si evidenzia una flessione del 3% che accomuna industria, costruzioni, e i servizi relativi a commercio, alberghi e ristoranti. Si riscontra una contrazione (7,5%) anche nel settore agricolo, che fino al 2015 aveva mostrato la migliore performance. L’unica espansione in Sardegna è relativa al complesso dei restanti servizi (+2,2% rispetto al 2015).

I dati del Ministero del Lavoro sulle Comunicazioni Obbligatorie restituiscono risultati di dimensione e segno più netto: nel 2016 in Sardegna il numero di rapporti di lavoro attivati diminuisce del 12,5% rispetto all’anno precedente, mentre le cessazioni calano del 10,8%. Si tratta della variazione più forte dal 2010. Anche il dato nazionale mostra una flessione delle attivazioni per lo stesso periodo, sebbene di minore entità. Questi dati sono coerenti con le analisi pubblicate dall’Ufficio di Statistica del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali che rilevano nel 2016 una marcata flessione del numero di contratti a tempo indeterminato, imputabile alla fine del periodo di decontribuzione per le assunzioni a tempo indeterminato previsto  dalla legge di stabilità del dicembre 2014.

I servizi pubblici: spesa sanitaria in crescita, Sardegna virtuosa nel settore dei rifiuti solidi urbani

Alla luce delle politiche di contenimento della spesa decise dal governo centrale, l’analisi della sanità mostra segnali critici per la Sardegna. La spesa sanitaria regionale nel 2015 è pari a 3,24 miliardi di euro: 1.948 euro per abitante, dato superiore al Centro-Nord (1.880 euro) e Mezzogiorno (1.736 euro) e quindi alla media italiana (1.831 euro). Mentre negli ultimi cinque anni la spesa per abitante si riduce dello 0,4% in tutto il paese, in Sardegna si registra un incremento medio annuo dello 0,1%. Il Servizio Sanitario Regionale destina il 10,1% del PIL sardo al settore sanitario, contro il 6,8% in Italia. La componente di spesa che assorbe il maggior quantitativo di risorse (1,2 miliardi di euro) è quella per il personale, pari al 37% del totale contro il 31% in Italia.

Per quanto riguarda i servizi pubblici locali di rilevanza economica, si conferma il quadro d’insieme positivo delineato negli ultimi anni per il settore dei rifiuti solidi urbani. La Sardegna nel 2015 raggiunge il 56% di raccolta differenziata (244 chili per abitante, +6,4% in un anno), contro il 47% della media nazionale (231 chili, +5,1%). La produzione di rifiuti per abitante prosegue in Sardegna il suo trend decrescente (433 chili per abitante, -0,6% in un anno), con una performance migliore di quella nazionale (485 chili, -0,3%). Esiste tuttavia una chiara dicotomia fra efficacia in termini di prestazioni ambientali, con la Sardegna che si pone come tra le realtà virtuose a livello nazionale, ed efficienza in termini di costi. In Sardegna la spesa per la gestione dei rifiuti, circa 176 euro per abitante, è superiore ai 151 euro del Centro-Nord, nonostante vi sia una minore produzione di rifiuti per abitante e una percentuale simile di raccolta differenziata.

I fattori di crescita e sviluppo: scarsa dotazione di capitale umano e pochi investimenti in Ricerca e Sviluppo

Gli indicatori relativi al processo di accumulazione di capitale umano e allo sviluppo e utilizzo della tecnologia sono parte integrante degli 11 pilastri di cui si compone l’Indice di Competitività Regionale pubblicato dalla Commissione Europea per misurare il grado di competitività di un territorio, ossia la capacità di offrire un contesto ambientale attrattivo. Per quanto riguarda l’istruzione e la formazione, i dati più recenti confermano la scarsa dotazione di capitale umano qualificato in Sardegna: nel 2015 appena il 18,6% dei sardi in età 30-34 anni ha conseguito un titolo di studio universitario o equivalente. Il dato è tra i più bassi in Italia (solo Sicilia e Campania fanno peggio) e molto distante dalla media europea (38,7%) e ancor più dall’obiettivo della Strategia 2020 fissato al 40%. Anche la quota di laureati nelle discipline tecnico-scientifiche (17,8%), un buon indicatore della disponibilità di individui altamente qualificati e potenzialmente disponibili a lavorare nel campo della ricerca e sviluppo, resta molto distante dalla media europea (32%). Il dato sull’abbandono scolastico mette in evidenza una forte criticità: nel 2015 il 23% dei sardi tra i 18 e i 24 anni ha interrotto il proprio percorso scolastico e formativo avendo conseguito al massimo la licenza media. Il divario rispetto alla media nazionale (15%) è molto ampio: la Sardegna è al penultimo posto tra le regioni italiane (davanti alla Sicilia) e al 240esimo posto su 254 regioni europee (per le quali il dato è disponibile). Tuttavia fa ben sperare il calo di 2 punti percentuali registrato nell’ultimo quinquennio. Il dato più preoccupante è sicuramente quello sui giovani scoraggiati, ossia coloro che non lavorano e non sono impegnati né in attività di istruzione né in attività di formazione. Questo indicatore relativo al capitale umano peggiora nell’ultimo quinquennio: in Sardegna i NEET (Not in Education, Employment or Training) in età 15-24 anni sono aumentati di 3 punti percentuali dal 2011 raggiungendo il 27% nel 2015.

Un ulteriore pesante ritardo della Sardegna si registra sul fronte degli investimenti in ricerca e sviluppo, per i quali la Strategia Europa 2020 ha posto un obiettivo pari al 3% del PIL. In Sardegna nel 2014 essi sono pari ad appena lo 0,82% del PIL, contro l’1,38% della media nazionale e il 2,4% di quella europea. Il peso degli investimenti privati in R&S in Sardegna appare ancora eccessivamente basso (5,9%) rispetto sia alla media nazionale (58,3%) sia a quella europea (64,6%). Resta debole anche la quota di occupati nei settori high-tech, che nel 2015 in Sardegna si attesta all’1,6% (superiore solo a Puglia e Calabria), valore inferiore alla media europea (4%) e italiana (3,4%). È da evidenziare, invece, il significativo incremento della partecipazione delle imprese sarde al mercato elettronico. Nel 2016, infatti, il 17% delle imprese sarde con almeno 10 addetti ha effettuato vendite on-line, valore superiore alla media nazionale (11%) e vicino a quella europea (20%).

Il turismo: domanda in crescita per il quarto anno consecutivo, aumentano soprattutto i turisti stranieri

In linea con quanto accade a livello nazionale e internazionale, anche in Sardegna il numero di turisti è in crescita. Secondo i dati provvisori forniti dal Servizio della Statistica Regionale, la domanda turistica nel 2016 continua a crescere per il quarto anno consecutivo (+10% per arrivi e presenze). Continua la crescita delle presenze straniere: +11,7%, contro il +8,5% di quelle italiane. I dati definitivi Istat indicano per il 2015 circa 2 milioni e 610 mila arrivi e 12 milioni e 393 mila presenze (+9,1% per entrambi gli indicatori). Per le presenze la componente estera (+9,8%) cresce più di quella nazionale (+8,4%) e di ogni altro suo competitor (Sicilia, Puglia, Calabria e Corsica). Nel 2015 la quota dei turisti stranieri è pari al 47% (31% nel 2006) e si avvicina alla media nazionale (49%). Germania, Francia, Svizzera e Regno Unito si riconfermano i principali paesi di provenienza dei turisti stranieri. Da segnalare la crescita sostenuta dei turisti provenienti dai Paesi Bassi, Regno Unito e Svezia, mentre, dopo anni di crescita continua, diminuiscono i turisti russi.

La stagionalità dei flussi turistici rappresenta ancora una criticità per la Sardegna. Circa il 53% delle presenze turistiche si concentra nei mesi di luglio e agosto, questa percentuale raggiunge l’84% se si considera l’intera estate (da giugno a settembre). Una buona notizia per la destagionalizzazione riguarda i flussi internazionali: nei mesi cosiddetti “di spalla” (maggio, giugno, settembre, ottobre) superano quelli nazionali.

Dal lato dell’offerta, nel 2015 aumentano le strutture ricettive e i posti letto (in entrambi i casi +2,6%). Il 2015 è un anno positivo soprattutto per le strutture alberghiere la cui capacità ricettiva aumenta più che nei competitor (+3,3%). Nota dolente è il tasso di occupazione delle strutture: 22% per le strutture alberghiere e 9,1% per quelle extralberghiere (dati inferiori alla media italiana  ma in linea con quelli delle regioni competitor italiane: Sicilia, Puglia e Calabria). La ragione di questo basso utilizzo delle strutture rispetto al potenziale è attribuita alla forte stagionalità dei flussi che, come noto, è una delle caratteristiche delle destinazioni orientate al turismo marino-balneare. Basti pensare che le strutture vengono utilizzate per il 54% nel mese di agosto e solamente per l’1% nei mesi di gennaio e di dicembre.

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Nastasi (OIC): “Per progettare in aree soggette a rischio idrogeologico servono competenze e responsabilità sovrapposte”

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute e spazio al chiuso«Tutela del paesaggio, rischio idrogeologico, tutela dell’ambiente, economia circolare e sviluppo locale sono solo alcuni aspetti del più ampio tema della gestione del territorio e dello sviluppo economico e sociale della comunità. Con questa consapevolezza crediamo sia indispensabile che per affrontare problematiche specifiche, come ad esempio quelle legate alla progettazione in aree soggette al rischio idrogeologico o anche quelle legate alla tutela del paesaggio, si adotti un approccio diverso, non più a compartimenti stagni, esclusivamente specialistico, ma si lavori coinvolgendo diverse professionalità e i diversi attori, promuovendo la sovrapposizione delle competenze e delle responsabilità. Sentirsi parte del processo di costruzione di una interpretazione, di uno scenario, di un progetto è il presupposto per farlo diventare realtà e costruire una comunità». Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia di Cagliari Gaetano Nastasi è intervenuto questa mattina nel corso del convegno su “Paesaggio e Acqua”, uno degli eventi della seconda edizione del Festival del Paesaggio di Uta.

La manifestazione, organizzata dal comune campidanese assieme alla commissione Urbanistica e Paesaggio OIC, Scuola di formazione e associazione ICS (ingegneri cultura e sport), proseguirà fino a domenica 28 maggio.

L’evento è dedicato alla riflessione a tutto tondo sull’acqua, bene imprescindibile per la vita umana che diventa, soprattutto in una realtà tanto esposta a fattori di rischio idrogeologico come quella del sud Sardegna, un elemento con il quale misurarsi in tutte le fasi di programmazione, progettazione e realizzazione degli spazi urbani e rurali.

Nel pomeriggio di oggi, a partire dalle 17.30, il programma prevede l’inaugurazione ufficiale con un interessante focus sui “Paesaggi nella città metropolitana”: tra gli ospiti l’assessore regionale all’urbanistica Cristiano Erriu, il sindaco della città metropolitana Massimo Zedda e il sindaco di Uta Giacomo Porcu.

GLI APPUNTAMENTI DI DOMANI

Ospite d’eccezione della giornata di venerdì del Festival è José Alfredo Ramirez, urbanista, paesaggista e docente all’università di Londra. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 15, Ramirez parlerà della progettazione degli spazi esondabili e quindi della trasformazione delle zone di rischio in punti di forza dell’ambiente urbano nel corso del seminario internazionale “Water human and landscape”.

Interverranno, tra gli altri, il presidente degli architetti Giorgio Saba, il preside della facoltà di ingegneria Corrado Zoppi, il dirigente tecnico dell’autorità portuale Sergio Murgia, il geologo dello STOICA (RAS) Gian Battista Novella, ed Enrico Giordano, ingegnere e atleta professionista del kitesurf in procinto di partire per un giro della Sardegna trainato dal suo aquilone. Gli interventi sono concepiti come brevi contributi, dei “Gavettoni” di 9 minuti pensati per dare l’opportunità al pubblico di essere rinfrescato e stimolato da tante idee differenti e da visioni diverse della stessa tematica.

Sempre venerdì dalle 19.30 ci sarà l’Urban talk > water pic-nic con la preview del festival Officine permanenti, l’evento sulle contaminazioni promosso da OIC che si terrà a Cagliari a luglio. Seguirà l’aperitivo offerto dall’associazione ICS e il concerto della cantante Chiara Effe.

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eXactlab e gli altri partner del cluster marittimo FVG presentano OpenviewSHIP

Le simulazioni sono la nuova frontiera della progettazione navale. Riducono tempi, costi e rischi dei test effettuati con modelli reali, ma per far interagire un modello virtuale di nave con l’ambiente acquatico non basta il semplice computer sulla scrivania: servono infatti supercomputer in grado manipolare grandi quantità di informazione. Questo provoca un rallentamento ogni volta che bisogna trasferire i risultati dalla risorsa HPC (High Performance Computing) al computer dell’operatore, un processo che può richiedere diverse ore per ogni simulazione. OpenviewSHIP, il progetto coordinato da mareFVG, il cluster tecnologico marittimo del Friuli Venezia Giulia, ha messo a punto un sistema computazionale per risolvere questo problema, che permette inoltre ai diversi collaboratori, non importa dove si trovino, di interagire agilmente su uno stesso progetto. Il sistema infatti prevede che tutti possano usare qualsiasi dispositivo abbiano a disposizione, anche il più umile – dal vecchio computer desktop all’iPad – per lavorare direttamente con il supercomputer in remoto.
Capofila del progetto è eXact lab, una startup innovativa del Friuli Venezia Giulia, mentre gli altri partner sono Università degli Studi di Trieste, SISSA, CETENA spa e Spring Firm. I risultati di OpenviewSHIP saranno presentati il 30 maggio a Trieste, presso la sala Bobi Bazlen, Palazzo Gopcevich, in presenza dell’assessore FVG alla ricerca Loredana Panariti. La Regione Friuli Venezia Giulia è infatti l’ente finanziatore del progetto.

OpeviewSHIP nasce dall’esperienza di OpenShip, un precedente progetto finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che ha creato un sistema basato su programmi opensource che simula l’interazione tra mare, carena ed elica di una nave. Un software in grado di semplificare di molto la vita degli architetti navali, garantendo flessibilità e riduzione di costi e rischi nella fase di progettazione, che però necessitava ancora di un’integrazione completa nel supercomputer che processa le simulazioni. Per questo motivo il consorzio si è allargato includendo fra i partner eXact lab , che ha lavorato per  risolvere il problema rendendo definitivamente “amichevole” e decisamente versatile questo software.

“Abbiamo creato un ecosistema computazionale per le simulazioni, chiamato Viznode, che permette la visualizzazione remota ad alta efficienza dei risultati ottenuti con le simulazioni”, spiegano Luca Heltai, matematico della SISSA e Francesco De Giorgi, amministratore di eXact lab, entrambi coinvolti nel progetto. Simulazioni come quelle proposte da OpenShip richiedono infatti supercomputer, cioè cluster computazionali composti da molti processori che lavorano in parallelo. Queste simulazioni producono infatti diversi terabyte di informazione e “non possono essere eseguite su un computer standard da scrivania”, come spiega Heltai. “Questo crea un collo di bottiglia, perché una volta fatta la simulazione bisogna trasferire enormi quantità di dati dalla risorsa HPC per analizzare i risultati”.

OpenviewSHIP ha risolto il problema “remotizzando” tutta la progettazione, come precisa De Giorgi: “Grazie all’aggiunta di strumenti di visualizzazione remota, Viznode gestisce anche la parte di analisi dei risultati, che di norma veniva eseguita su computer da scrivania molto potenti.  Ora anche dal computer più modesto, o da un tablet, magari anche uno smartphone, si può gestire tutto il processo da remoto”. Tutto il ciclo della simulazione navale viene eseguito direttamente sul supercomputer, dalla progettazione, alla simulazione fino all’analisi dei risultati.

I vantaggi sono enormi. “Le grandi compagnie di costruzione navale potrebbero investire in un’unica potente infrastruttura come un supercomputer, e permettere a tutti i loro ingegneri di fare simulazioni, condividere o analizzare i risultati in modo veloce e agevole, senza il bisogno di lunghissime e impraticabili attese per il trasferimento dei dati tra una sede e l’altra”. Cosi ha infatti già fatto CETENA, fra i partner del consorzio ,che ha adottato le tecnologie sviluppate nel progetto.
Dall’altro lato però OpenviewSHIP è accessibile anche per piccole e medie aziende, che possono, senza dover fare grandi investimenti in macchinari costosi, appoggiarsi a infrastrutture esistenti. Il Viznode viene infatti offerto da eXact lab sia come soluzione dedicata che come servizio di cloud computing. “ Si tratta di uno dei risultati più tangibili del progetto, con possibili ricadute sul tessuto  regionale delle e piccole e medie aziende,” conclude Heltai.

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Runes: la fantasia diventa realtà (virtuale)

Si chiude a breve la campagna Kickstarter dedicata al gioco in realtà virtuale

Runes è il videogioco di avventura e azione per realtà virtuale (VR), uno dei primi narrative based, che sviluppano cioè una trama complessa e avvincente funzionale al gioco, disponibili in questo nuovo mercato. Funziona con Oculus (fornito di controlli Touch) o con HTC Vive e sarà presto disponibile sulla famosa piattaforma di distribuzione di videogiochi Steam. “Finora i giochi in VR si sono limitati all’esplorazione di ambienti, o a degli sparatutto piuttosto semplici” spiega Alejandro Castedo, uno dei fondatori dello Stormborn Studio, che produce il gioco. “Vogliamo portare in questo campo l’emozione dell’avventura che, complice l’esperienza immersiva della realtà virtuale, raggiunge un altro livello. Provare per credere”.

Fra pochi giorni, il 30 maggio, si chiude una campagna su Kickstarter con cui è possibile finanziare il progetto, già in fase avanzata di sviluppo.

Chi non ha mai sognato di diventare un mago, un supereroe, un cavaliere medievale, un detective… Nei videogiochi tradizionali è certo facile immedesimarsi e immaginare di essere uno dei protagonisti. Ma se l’esperienza diventasse così immersiva da sembrare reale? Dispositivi come Oculus e HTC Vive oggi rendono la realtà virtuale accessibile a tutti a un prezzo abbordabile. Per questo motivo, negli ultimi anni è sbocciata un’industria videoludica basata su questa tecnologia. Runes, il nuovo gioco di avventura/azione proposta dallo Stormborn Studio di Trieste rappresenta un nuovo importante capitolo nell’evoluzione di questi giochi di ultima generazione.

“Grazie alla Realtà Virtuale siamo all’inizio di una nuova era per il mondo dei videogiochi. Le prime esperienze disponibili attualmente sul mercato per Oculus e Vive sono molto brevi, seppur divertenti e nella maggior parte dei casi, prive di una storia vera e propria. Una delle prime scelte che abbiamo preso era creare un gioco che fosse basato su una trama complessa e allo stesso tempo incorporasse ciò che di buono si stava creando nel mondo della VR.” spiega Giacomo Lucchini, un altro dei fondatori dello studio. “Se ci pensate, la realtà virtuale sembra fatta proprio per questo: vivere esperienze come se accadessero realmente.”

Per questo motivo, oltre a sviluppare con grande cura tutti gli aspetti tecnici e grafici, il team di Stormborn ha dedicato molta attenzione alla scrittura della trama.

“Runes è ambientato in un mondo ricco di avvenimenti ed enigmi impegnativi. Il giocatore dovrà dare fondo a tutte le proprie risorse per venire a capo della complessa storia che gli si dipana davanti. Potrà manipolare oggetti magici, lanciare incantesimi, dialogare con altri personaggi e attraversare pericolosi livelli – senza perdere di vista anche le dinamiche divertenti degli sparatutto. Abbiamo realizzato tutto ciò con la massima attenzione all’immersività dell’esperienza” spiega Marco Boncompagno, il terzo dei fondatori dello studio, architetto, 3d artist e graphic designer. “È un salto in una dimensione sconosciuta: un’esperienza unica, a detta anche di tutti quelli che l’hanno provata”.

Il gioco è stato infatti presentato fra le varie fiere anche a Gamescom 2016, la più grande fiera videoludica al mondo, dove ha suscitato grande interesse. “Ogni giorno allo stand avevamo file interminabili di persone che volevano provare l’esperienza. ” continua Boncompagno. Stormborn ha iniziato una campagna su Kickstarter per finanziare le fasi finali del progetto. Chi volesse contribuire può farlo alla pagina, ma deve affrettarsi perché la campagna scade il 30 maggio (https://goo.gl/eWuVAR).

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I nuovi lavoratori della rete alla camera dei deputati. Focus sui worktrends, I trend del lavoro #wwworkers

Torna il Wwworkers Camp, meeting nazionale dei lavoratori della rete. Alla Camera dei Deputati l’analisi sui worktrends, le tendenze del lavoro, con il racconto di chi già oggi ne fa impresa, l’analisi degli esperti e il dibattito con i politici.

Qual è la via italiana al futuro del lavoro? In che modo le PMI, gli artigiani, i liberi professionisti stanno intercettando la rivoluzione tracciata dalle nuove tecnologie?

I lavoratori della rete a Montecitorio

Per il terzo anno consecutivo la job community italiana dei wwworkers torna a riunirsi alla Camera dei Deputati. Appuntamento giovedì 8 giugno alle ore 14.30 nella Sala della Regina (p.zza Montecitorio 1, Roma) per analizzare i “Worktrends: la via italiana al futuro del lavoro”. Nel corso del pomeriggio il confronto con politici, esponenti del Governo, esperti del mondo del lavoro e delle nuove tecnologie e il barcamp con le storie dei tanti wwworkers che ogni giorno raccontano un futuro del lavoro già presente. Scopri il programma completo e registrati gratuitamente a questo link per poter accedere alla Camera dei Deputati. Il IV Wwworkers Camp è promosso dalla job community wwworkers.it insieme all’Intergruppo Parlamentare Innovazione con il sostegno di eBay e Facebook, la media partnership di Rainews24, la technical partnership di MailUp e il patrocinio di Adapt e dei Giovani delle organizzazioni di categoria CNA, Coldiretti, Confindustria e Confartigianato.

Worktrends e storie

Digital manifacturing, industria 4.0, piattaforme in crowd, sharing economy, e-commerce, big data, oggetti connessi, nuovi sistemi di pagamento e molto altro ancora: i principali trend del lavoro spiegati con le storie di successo delle piccole e medie aziende italiane e degli artigiani digitalizzati che già oggi ne fanno impresa. Dopo i saluti dell’On. Antonio Palmieri (Intergruppo Parlamentare Innovazione), interverranno tra gli altri: l’On. Luigi Bobba (Sottosegretario al Ministero del Lavoro), Giorgio Metta (Istituto Italiano Tecnologia), Stefano Micelli (Università Ca’ Foscari), Emmanuele Massagli (Presidente ADAPT). E poi il talk con i rappresentanti politici dei vari schieramenti moderato da Maria Cristina Origlia (Sole24Ore), il confronto con i big player dell’hi-tech Facebook, Google, eBay, Airbnb, Uber e Microsoft, moderato da Celia Guimaraes (Rainews24). E il barcamp con le storie di eccellenza nei nuovi trend del lavoro, commentate insieme alle organizzazioni di categoria con la moderazione di Giampaolo Colletti (wwworkers.it).

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