Origami di DNA per diagnosi non invasive

Biosensori da usare per diagnosi cliniche accurate e perfettamente biocompatibili, realizzati con piccole sequenze di DNA sintetico ripiegate su stesse: questo il risultato di una ricerca pubblicata su Nano Research. Il lavoro è il frutto di una collaborazione internazionale della durata di tre anni, che ha coinvolto l’Istituto officina dei materiali del Cnr, la Molecular Foundry di Berkeley, le Università di Nova Gorica e Graz

fig2Un gruppo di ricerca internazionale che ha coinvolto l’Istituto officina dei materiali del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Iom), la Molecular Foundry di Berkeley, le Università di Nova Gorica e di Graz (Austria), dopo tre anni di studio, ha pubblicato su Nano Research, un importante risultato: possiamo costruire dei sensori costituiti di solo DNA in grado di rilevare la presenza di target specifici.

“Noi compriamo da Sigma Aldrich, un’azienda statunitense, piccole sequenze di DNA sintetico a singola elica, poi facciamo in modo che queste si leghino a un lungo filamento circolare di DNA. Così queste sequenze si ripiegano un po’ come se fossero degli origami. In questa ricerca abbiamo progettato e realizzato un tetraedro dotato di una sonda, anch’essa di DNA, che riconosce un target specifico e vi si lega. Questo legame esercita una trazione sui pilastri del tetraedro, che collassano, cambiando la configurazione della struttura. Osservando questo cambiamento, confermiamo che il target è stato trovato”, spiega Valentina Masciotti del Cnr-Iom.

Per ‘osservare’ qualcosa in questa scala di dimensioni, e vedere cambiare la forma degli origami, bisogna però trovare una strategia. È così che il gruppo di lavoro ha trovato una soluzione nanotecnologica. “Abbiamo deciso di avvalerci delle straordinarie proprietà delle nanoparticelle d’oro. Ne abbiamo attaccate due su altrettante facce del tetraedro, a una distanza prestabilita. Quando la struttura si schiaccia, in seguito al legame del target, le due nanoparticelle si avvicinano, modificando le proprietà ottiche della struttura, cioè il modo in cui essa assorbe la luce”, prosegue Masciotti. “Dunque basta possedere uno spettrofotometro, uno strumento diffuso nei laboratori per misurare le proprietà ottiche di un campione, per poter vedere se le nanoparticelle d’oro si sono avvicinate e quindi se si è in presenza del target cercato”.

Il sensore così progettato, costituito da DNA e nanoparticelle d’oro, risulta perfettamente biocompatibile e quindi è perfetto per essere utilizzato in diagnostica, in vitro e in vivo. Durante lo studio, sono stati eseguiti tre test in ambienti diversi che riproducono alcune caratteristiche del corpo umano: dopo aver studiato la configurazione di base del tetraedro con e senza nanoparticelle a Berkeley e a Nova Gorica, il sensore è stato provato in un ambiente liquido come il sangue sulla linea di sincrotrone Small Angle X-ray Scattering (SAXS) dell’Università di Graz al Sincrotrone Elettra di Trieste. Al Cnr-Iom invece sono state simulate le condizioni della matrice extracellulare, misurando la risposta ottica del sensore in un reticolo gelatinoso; infine, il tetraedro è stato analizzato nell’interazione con un supporto solido che riproduce le matrici ossee del corpo umano.

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Pradella Sistemi, la startup che rende le città smart conquista 26 nuovi soci

La società Pradella Sistemi, con oltre 200 installazioni già all’attivo, sta conquistando il mercato dell’arredo urbano smart

pradellaTra gli operatori che stanno rendendo le nostre città più intelligenti, solo pochi possono vantare di aver realizzato più di 200 installazioni. Tra questi casi di eccellenza figura la start-up bergamasca Pradella Sistemi S.r.l.. I prodotti principali di questa realtà fondata nel 2015 sono una panchina innovativa che permette di ricaricare il cellulare in modalità wireless e tramite presa USB, una speciale teca contenente un defibrillatore semiautomatico per esterni e un sistema di ricarica flessibile per cellulari, bici elettriche e scooter elettrici.

Tra i clienti di Pradella Sistemi, si trovano decine di comuni, pubbliche amministrazioni e società a partecipazione pubblica, ma anche molti soggetti privati, tra cui spiccano nomi come Lavazza, H&M e Porsche. Recentemente, la società ha inoltre ricevuto i primi ordini dall’estero, precisamente da Spagna e Francia.

Pradella Sistemi, convinta di trovarsi di fronte un mercato di grande interesse, ha deciso di raccogliere risorse finanziarie e al contempo coinvolgere nuovi soci, ricorrendo all’”equity crowdfunding”, uno strumento che consente di raccogliere finanziamenti da imprese, privati cittadini e investitori professionali mediante un portale online autorizzato da CONSOB. Questi investitori diventano poi a tutti gli affetti soci del progetto imprenditoriale finanziato.

La valutazione con cui la società si è presentata sul mercato è pari a 2,5 milioni, tipica di una start-up early stage. Pradella Sistemi ha chiuso il 2018 con un valore della produzione superiore ai 250 mila euro e un utile netto di 40 mila euro. La raccolta di equity crowdfunding ha superato l’obiettivo di raccolta di 50 mila euro, grazie alla partecipazione di 26 soci, e rimarrà aperta per raccogliere sottoscrizioni fino a venerdì 13 dicembre. Il portale che ospita l’offerta di Pradella Sistemi è WeAreStarting.it, che nei giorni scorsi ha completato con successo una raccolta di 47 mila euro per un’altra start-up bergamasca, Flowers Up, la quale sta sviluppando una piattaforma innovativa che permetterà ai fioristi di collaborare per offrire ai clienti un servizio migliore sfruttando le opportunità offerte dal digitale.

Il fondatore di Pradella Sistemi, Furio Pradella, commenta così il raggiungimento del traguardo della raccolta: “In questi anni abbiamo lavorato tantissimo sia per creare prodotti altamente innovativi, anche grazie ai nostri brevetti, sia per sviluppare la nostra capacità di vendita. Quest’ultima ha dato ottimi frutti in Italia e ci ha permesso di avviare la fase di internazionalizzazione. Oggi, grazie a questa raccolta di equity crowdfunding, puntiamo a dimostrare la scalabilità del nostro business dal punto di vista produttivo e commerciale”.

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Leadership: esce “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” di Roberto Race

Il volume è la versione inglese e aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi. Race: “Napoleone? Oggi sarebbe un imprenditore di successo.  Napoleone fa pensare a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme. Quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato”
Tra le novità dell’edizione inglese la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche

51+SQHBwpXL._SX331_BO1,204,203,200_“Quello che per Napoleone è il campo di battaglia per l’imprenditore e il manager sono la fabbrica e il mercato, dove solo chi sa cosa vuol dire essere in prima linea può dare gli ordini ed essere ascoltato.

Un identikit classico di quello che oggi consideriamo un imprenditore di successo.”
E’ questo uno dei fili conduttori del “Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner” (clicca qui per acquistarlo), il libro di Roberto Race in uscita in questi giorni, edito da ScriptaManent, sulle piattaforme internazionali di Amazon sia nel formato cartaceo, con la distribuzione in pochi giorni in tutto il mondo, sia con Kindle. Il libro è inoltre acquistabile nelle principali librerie internazionali.

Tra le novità dell’edizione inglese, che è la versione aggiornata del “Napoleone il Comunicatore” edito da Egea, la casa editrice dell’Università Bocconi, c’è la postfazione di Charles Bonaparte, ultimo erede di Napoleone e presidente della Federazione Europea delle città napoleoniche.

Capo popolo o Grande Normalizzatore della Rivoluzione Borghese? Genio soltanto Militare o, anche e soprattutto, Statista e Visionario, Grande Profeta, Precursore dell’Idea Europea? Imperatore o Dittatore

Napoleone Bonaparte è un personaggio così poliedrico da prestarsi a queste e altre interpretazioni. Una sua caratteristica, messa in luce sapientemente dal giornalista e consulente in corporate e reputation strategy Roberto Race (www.robertorace.com),  è l’impareggiabile capacità di dialogare con l’opinione pubblica. Una categoria concettuale che nasce proprio con lui.

Come un leader costruisce il consenso? Qual è il suo rapporto con i collaboratori? Come coniuga carisma e spirito di squadra? Come utilizza tempi e modi del comunicare per vincere battaglie militari e politiche? Come strumentalizza iconografia, immagine, messaggio culturale per accrescere il suo potere personale? Come eterna se stesso al di là della sconfitta sul campo, unico perdente della storia che riesce a trasmettere ai posteri il proprio racconto di vita, sottraendolo alle manipolazioni dei vincitori in nome di una verità anch’essa artificiosa, costruita a tavolino nel Memoriale di Las Cases?

“Il Napoleone che racconto in questo volume – dichiara Roberto Race – fa pensare a quei leader che sanno motivare e coinvolgere i loro collaboratori rendendoli partecipi delle sfide, che dovranno affrontare assieme. Proprio come tanti leader, Napoleone sa che conta più essere autorevole che autoritario. Napoleone, a modo suo e con tutte le contraddizioni e ambiguità con cui finisce per essere al tempo stesso «dittatore» e alfiere del nuovo diritto partorito dalla rivoluzione francese, è anche portatore di alcuni valori di cui si lamenta spesso la carenza nell’attuale classe dirigente e politico-istituzionale europea. Napoleone – conclude Race – sa bene che «non si può guidare un popolo senza indicargli un futuro».

Credo che oggi la rilettura di Napoleone sotto questi termini possa favorire la riscoperta di aspetti della sua figura di una modernità impressionante”.

Napoleon the Communicator: Thinking with the mind of the winner

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Rockwell Automation e ANSYS insieme sui digital twin

I due leader di mercato nell’automazione industriale e nella simulazione aiuteranno i clienti a ottenere migliori risultati di business grazie ai gemelli digitali 

shutterstock_1313880902-scaledGrazie a una partnership strategica tra Rockwell Automation e ANSYS le aziende manifatturiere hanno da oggi accesso a una soluzione completa, ottimizzata e olistica per la gestione della progettazione, dell’automazione, della produzione e del ciclo di vita. Rockwell Automation, la maggiore azienda mondiale dedicata esclusivamente all’automazione industriale, e ANSYS, leader di mercato nel software di simulazione, hanno annunciato la partnership alla 28esima Automation Fair di Chicago organizzata dalla stessa Rockwell Automation.

ANSYS e Rockwell Automation aiuteranno i clienti a sviluppare con la simulazione gemelli digitali di prodotti, processi e produzioni. Tradizionalmente nella manifattura si è dedicata un’enorme quantità di tempo e denaro allo sviluppo e al test di prototipi fisici. Oggi è possibile progettare ed eseguire test mediante la simulazione, accelerando sviluppo e analisi, migliorando la qualità del prodotto e riducendo i tempi di test.

“La tecnologia ANSYS, sviluppata pensando al cliente, rappresenta un gigantesco passo avanti nel settore industriale”, ha detto Blake Morel, presidente e CEO di Rockwell Automation. “Questa collaborazione ci permetterà di servire meglio i clienti, che a loro volta potranno assumere decisioni di business migliori, risparmiando tempo e denaro, grazie all’inserimento nei processi produttivi dei gemelli digitali e della simulazione”.

La simulazione digitale sul fronte produzione è solo uno dei modi con cui i clienti possono risparmiare tempo e denaro. L’innovazione che nasce dalla collaborazione tra Rockwell Automation e ANSYS permette ai clienti di migliorare l’intero percorso digitale. Una volta che una macchina o una linea di produzione è in funzione, l’azienda può creare un gemello digitale dell’intero processo manifatturiero per creare e testare diversi scenari di tipo “what-if”. Usando, ad esempio, modelli runtime generati da ANSYS Twin Builder, le imprese possono rispondere alle richieste del mercato in modo più agile e con minori rischi.  Ciò è fondamentale nell’industria, dove le aziende devono poter modificare rapidamente le configurazioni delle linee per adattarsi alle richieste del mercato. I clienti ora possono comprendere il risultato senza impatto sugli asset fisici, accelerando così il time to market con sensibili risparmi.

“ANSYS permette ai clienti di diversi settori di sviluppare prodotti innovativi di nuova generazione usando la simulazione per l’intero ciclo di vita del prodotto”, ha detto Ajei Gopal, presidente e CEO di ANSYS. “Questa partnership con Rockwell Automation è ispirata alla nostra filosofia di ecosistema aperto che offre ai clienti la capacità di migliorare i processi decisionali sia a livello di business sia di tecnologia. Unendo la grande esperienza e l’esteso portfolio di soluzioni industriali di Rockwell Automation alle avanzate soluzioni di simulazione di ANSYS, per le aziende manifatturiere sarà più semplice costruire, validare e implementare i gemelli digitali. I gemelli digitali nati dalla simulazione permettono di ottimizzare le operazioni di fabbrica, con risparmio di denaro grazie alla riduzione di interruzioni non pianificate e consentono agli ingegneri di testare virtualmente le soluzioni prima di effettuare le riparazioni fisiche”.

I due partner credono fermamente nelle potenzialità di queste soluzioni congiunte. Rockwell Automation, infatti, potrà accelerare lo sviluppo interno di prodotti e processi usando il software di simulazione ANSYS, migliorando la qualità dei prodotti e riducendo i tempi di test.

ANSYS è l’ultima aggiunta al Digital Partner Program di Rockwell Automation annunciato poche settimane fa. Il programma nasce sulla spinta dei bisogni del mercato e della domanda di soluzioni capaci di semplificare l’implementazione e migliorare la qualità delle iniziative di trasformazione digitale nell’industria.

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Università di Cagliari, si conclude venerdì’ 13 dicembre alle 10 con una tavola rotonda il master in governance multilivello

gianmario demuroSi terrà venerdì 13 dicembre a partire dalle 10 la presentazione dei project work elaborati dagli iscritti al Master in Governance multilivello: la gestione integrata delle politiche pubbliche. L’incontro – che costituisce la conclusione del corso diretto da Gianmario Demuro (nella foto), ordinario di Diritto costituzionale – si terrà nella splendida cornice della Sala settecentesca della Biblioteca universitaria.

A seguire si terrà una tavola rotonda durante la quale i lavori degli allievi saranno discussi da Maria Del Zompo, Rettore dell’Università di Cagliari, Cristiano Erriu, Direttore generale del Centro Servizi della Camera di Commercio di Cagliari, Andrea Soddu, Presidente del CAL – Consiglio delle Autonomie Locali e sindaco di Nuoro, altri sindaci e vari rappresentanti della Città metropolitana di Cagliari.

Questi i nomi degli studenti che hanno concluso il percorso: Potito Antolino, Rosalia Carta, Marco Corrias, Rosalba Demartis, Piero Franceschi, Maria Ornella Lai, Mauro Manca, Gianmaria Mancosu, Fabrizio Mattana, Giulia Meloni, Giovanni Battista Monne, Andrea Mura, Cristiana Murgia, Maria Beatrice Muscas, Erika Orrù, Federica Pilia, Daniela Pompei, Gianfranco Porcu, Marco Steri, Viviana Tarenzi, Andrea Tatti e Nicola Tolu.

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Turismo e innovazione: al via il bando “Sardegna, un’isola sostenibile”

13_493_20171019113746Martedì 10 e mercoledì 11 dicembre, rispettivamente a Cagliari e Nuoro, Sardegna Ricerche organizza due incontri di presentazione del bando “Sardegna, un’isola sostenibile”, finanziato nell’ambito del progetto complesso “Turismo, cultura e ambiente” con fondi del POR-FESR Sardegna 2014-2020.
Il bando, che ha una disponibilità finanziaria di tre milioni di euro, sostiene l’innovazione nella governance dello sviluppo turistico e la creazione di reti territoriali di imprese turistiche a livello locale e di reti verticali di prodotto su scala regionale.

A Cagliari, l’appuntamento è per le 16:00 di martedì 10 dicembre, alla Manifattura Tabacchi, in viale Regina Margherita 33, mentre l’incontro di Nuoro si terrà mercoledì 11, nella sede della Camera di Commercio, in via Papandrea 8, con inizio alle 11:00.
Il programma si aprirà con i saluti della Commissaria straordinaria di Sardegna Ricerche, Maria Assunta Serra, e degli Assessori regionali del Turismo, Gianni Chessa, e della Programmazione, Giuseppe Fasolino. Quindi interverranno Marina Masala (Sardegna Ricerche), e gli esperti della RTI ISRI-Poliste Michela Manni, Renato Nicastro, Serenella Paci e Cinzia Sanna, che illustreranno il Progetto complesso, il bando e le sue tre linee di intervento; seguirà un momento di confronto e approfondimento con i partecipanti.

La locandina con il programma degli incontri e i moduli per la registrazione si possono trovare sul sito web di Sardegna Ricerche (www.sardegnaricerche.it), insieme al testo completo del bando e alla documentazione del Progetto complesso.

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PLUS Anglona-Coros-Figulinas: successo per il Convegno regionale Disabilità e Inclusione

È stata una giornata intensa e ricca di contenuti quella di giovedì 5 dicembre nella Camera di Commercio a Sassari.

Convegno Disabilità e InclusionePer il Convegno regionale Disabilità e Inclusione – Passo dopo passo, verso nuove sfide, organizzato dal PLUS Anglona-Coros-Figulinas, del quale il Comune di Osilo è Ente capofila, ai microfoni si sono alternati numerosi relatori.

Nella sala gremita di pubblico tra i presenti c’erano anche gli studenti delle classi 4^ del Liceo Statale “Margherita di Castelvì”. E neppure per loro sono mancati gli spunti di riflessione, considerato in particolare, come è emerso più volte durante gli interventi, che i dati della dispersione scolastica nell’isola sono drammatici.

A portare i saluti istituzionali è stato il Sindaco di Osilo Giovanni Ligios con il Presidente dell’ANCI Sardegna Emiliano Deiana e con la Vicepresidente della Fondazione di Sardegna Angela Mameli.

Mario Bonu, che ha lavorato per tanti anni proprio per il PLUS Anglona-Coros-Figulinas, ha moderato il dibattito.

Per la Direzione Generale delle Politiche Sociali della Regione Autonoma della Sardegna c’era Marika Batzella, che ha illustrato le tante linee di attività mirate all’inclusione.

Tra queste rientrano Vita Indipendente e Includis, di cui hanno parlato Mirko Marongiu, Responsabile del PLUS Anglona-Coros-Figulinas, e Barbara Calabrese, Coordinatrice dei due progetti nell’Ambito. Progetti che qui, rispettivamente con 14 e con 19 persone coinvolte, vantano numeri significativi e risultati molto soddisfacenti. E lo hanno dimostrato persino le testimonianze dirette, quando un ragazzo e una ragazza hanno raccontato con commozione e con gratitudine la loro esperienza.

A rappresentare il PLUS Nuoro è stata l’Assessora ai Servizi Sociali Valeria Romagna, che si è soffermata sul ruolo dello sport ai fini dell’inclusione. Dall’Ufficio di Piano per il PLUS Iglesias c’erano la Responsabile Gabriella Atzena, che ha introdotto il concetto di welfare generativo, e Federica Carta, che ha segnalato le criticità e i punti di forza rilevati per Includis, e per il PLUS Sanluri c’era Barbara Iaci, che ha descritto i percorsi mandati avanti con Vita Indipendente.

Il Convegno ha visto poi l’intervento di Francesco Cocco, Coordinatore per l’ASPAL del Centro per l’Impiego di Sassari, che ha evidenziato l’importanza dell’orientamento per un mercato del lavoro realmente inclusivo.

Ad affrontare il tema attualissimo dell’innovazione sociale è stato Ivan Foina della Featuring S.R.L. Società Benefit, che ha spiegato che cosa è il Bollino Etico e perché le imprese dovrebbero puntare a ottenere questo riconoscimento.

Gavino Soggia, Presidente della ConfCooperative Sassari-Olbia, ha posto l’accento sulla funzione delle cooperative di tipo B, che svolgono attività finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.

Andrea Piana del Forum Terzo Settore Sardegna e Pierangelo Cappai dell’Associazione Diversamente Onlus hanno indicato quali sono le criticità generali che ancora restano da superare, dagli arredi urbani sino alla complessità burocratica.

Per l’ATS Sardegna Lorena Auzzas, del Servizio Riabilitazione Residenze e Semiresidenze del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze di Sassari, ha illustrato gli sforzi messi in campo per favorire l’integrazione tra le aree del sistema sanitario e gli altri attori presenti sul territorio e le difficoltà croniche legate alla carenza o all’assenza totale di fondi; Miriam Picciau, del Servizio Riabilitazione Psichiatrica del Dipartimento di Salute Mentale e delle Dipendenze Zona Sud, ha rimarcato l’obiettivo da non perdere di vista: fare prevenzione e produrre salute.

A trarre le conclusioni sul Convegno regionale Disabilità e Inclusione – Passo dopo passo, verso nuove sfide è adesso il Sindaco di Osilo Giovanni Ligios: «Era necessario tirare le somme su quanto è stato fatto sino a ora per garantire un miglioramento continuo dei servizi alla persona. La consapevolezza della maturità raggiunta dai nostri operatori, con un doveroso ringraziamento per la costante collaborazione a tutti i Comuni dell’Ambito Anglona-Coros-Figulinas, e il confronto con le altre realtà regionali rappresentano come sempre la base di partenza per il raggiungimento dei prossimi traguardi. Il PLUS oggi costituisce uno strumento fondamentale per accrescere il benessere nel territorio e la volontà politica non può che essere quella di rafforzarlo».

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