I laboratori di Legnaro celebrano 60 anni

Si è svolta il 15 ottobre, la cerimonia di celebrazione per il 60° anniversario dei Laboratori Nazionali di Legnaro (LNL) dell’INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare. Fondati nel 1961 come Centro Ricerche Nucleari della regione Veneto, i Laboratori di Legnaro diventano nel 1968 il secondo Laboratorio Nazionale dell’INFN, istituzione leader a livello internazionale nella ricerca in fisica fondamentale.


I Laboratori Nazionali di Legnaro sono una delle maggiori infrastrutture di ricerca presenti nella Regione Veneto. Operano in stretta sinergia con altre istituzioni di ricerca, in primis l’Università degli Studi di Padova, ma anche altri Enti Pubblici di Ricerca, nonché il consorzio RFX. La loro attività non solo produce risultati scientifici riconosciuti a livello internazionale ma genera anche un notevole indotto nel territorio regionale, con importanti commesse soprattutto nei campi della meccanica e dell’elettronica.

“È indubbio che questi sessant’anni dei Laboratori di Legnaro sono stati artefici di successi e fautori di crescita grazie al grande lavoro delle dirigenze dell’Ente e del personale del Laboratorio che si è susseguito negli anni, con il passaggio delle competenze e lo sviluppo di attività che, nelle diverse epoche storiche, sono spesso arrivate al limite della tecnologia e allo stato dell’arte della ricerca”, commenta Fabiana Gramegna, direttrice dei Laboratori Nazionali di Legnaro. “Questo luogo di cultura, dove abbiamo la fortuna di lavorare, rappresenta uno stimolo a tutti i livelli perché è davvero un centro prestigioso, dove le idee possono viaggiare, dove le cose impossibili si possono fare e dove tutti possiamo essere protagonisti delle grandi imprese che portiamo avanti”, conclude Gramegna.

“I Laboratori Nazionali di Legnaro sono una grande infrastruttura di ricerca, e grazie ai risultati del loro intenso e costante lavoro scientifico e di sviluppo tecnologico hanno segnato il passo della storia dell’INFN e dunque del progresso della fisica”, sottolinea Antonio Zoccoli, presidente dell’INFN. “Dalla comprensione della struttura del nucleo atomico, allo studio dei processi di astrofisica nucleare in laboratorio, dallo sviluppo di tecnologie che trovano oggi impiego nelle nostre industrie, alla formazione dei giovani studenti e studentesse, questi Laboratori sono sempre stati protagonisti della ricerca scientifica a livello nazionale e internazionale, e anche della crescita del loro territorio”. “E il loro impegno proseguirà negli anni a venire, i Laboratori di Legnaro continueranno, infatti, a essere un centro di eccellenza, punto di riferimento per la comunità scientifica e anche per la società: un esempio è il nuovo progetto SPES, grazie al quale non solo si realizzeranno ricerche di frontiera nel campo della fisica ma sarà anche possibile sviluppare applicazioni utili in ambito medico, come la produzione di radiofarmaci per la diagnosi e la terapia”, conclude Zoccoli.

La missione dei LNL è la ricerca fondamentale nei campi della fisica e astrofisica nucleare, assieme allo sviluppo delle tecnologie necessarie a realizzare questi studi, e alla ricerca sulle applicazioni a beneficio della società che ne possono derivare. In particolare, i LNL si occupano di studiare la struttura nucleare e le proprietà dei nuclei esotici, la dinamica delle reazioni nelle collisioni tra ioni pesanti, e i processi che avvengono nelle stelle. Si occupano inoltre della progettazione e della costruzione di acceleratori di particelle, e dello sviluppo di tecniche innovative per la produzione di nuovi radioisotopi per applicazioni mediche, di microanalisi con tecniche nucleari, con applicazioni nei campi delle scienze dei materiali e ambientali e dei beni culturali, ma anche di studi di radiobiologia e micro-dosimetria, di sviluppo di nuovi metodi per il trattamento delle superfici, e di studi sul danneggiamento da radiazioni.

Queste ricerche sono possibili grazie ai diversi acceleratori di particelle di cui sono dotati i Laboratori di Legnaro: PIAVE, ALPI, Tandem e, dal 2016, il ciclotrone,che rappresenta il cuore del nuovo progetto SPES, i cui obiettivi vanno dall’astrofisica nucleare, alle applicazioni per la fisica medica e quelle nel campo spaziale.

Altri progetti di fisica applicata, interdisciplinare e biomedica, vengono svolti con gli acceleratori Van de Graaff, AN2000 (2.2 MV) e CN, che forniscono fasci di ioni leggeri di alta qualità, e riguardano, per esempio, le analisi elementali di campioni di diversa natura (geologica, archeologica, biologica e ambientale), ma anche lo studio di tecnologie quantistiche, oltre che ricerche in rabiobiologia.

Le attività dei LNL vengono svolte nell’ambito di grandi progetti internazionali. Oltre a collaborare a CMS e ALICE, due dei principali esperimenti dell’acceleratore LHC del CERN di Ginevra, i LNL sono sede di un nodo della struttura integrata di supercalcolo GRID sfruttata da molte collaborazioni scientifiche e che raccoglie, smista e archivia i dati prodotti da LHC. L’infrastruttura è stata anche messa a disposizione recentemente per complesse simulazioni legate al COVID-19: un esempio di come le risorse investite in ricerca di base siano fondamentali per affrontare nuove sfide della società.

I LNL partecipano anche alla CloudVeneto integrata con l’Università di Padova (INFN-LNL, INFN-PD, Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione, Dipartimento di Geoscienze, Dipartimento di Fisica e Astronomia, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Dipartimento di Scienze Chimiche, Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale, Dipartimento di Matematica, Dipartimento di Medicina Molecolare, Dipartimento di Scienze Biomediche, Dipartimento di Biologia). Ed è oggi in corso di implementazione la cloud INFN che sarà integrata/federata con la CloudVeneto.

I LNL rappresentano un centro di cultura e di formazione strettamente collegato ai programmi di studio dell’Università di Padova, specie nelle discipline scientifiche. Attuano programmi di ricerca internazionali e contribuiscono, in collaborazione con l’Università, alla formazione delle generazioni presenti e future di scienziati, nell’ambito della ricerca e delle applicazioni di tipo medico e di interesse industriale.

Nel corso degli ultimi anni, in particolare, la Regione Veneto ha identificato LNL come infrastruttura di potenziale interesse per la produzione di radioisotopi biomedicali e di radiofarmaci. La costituzione all’interno dei laboratori INFN di Legnaro di una radio-farmacia Regionale del Veneto potrebbe essere una scelta strategica che vede la collaborazione di forti istituzioni sul territorio, quali l’INFN con i Laboratori Nazionali di Legnaro e la sezione di Padova, l’Università con diversi Dipartimenti coinvolti (fra questi i principali sono: Dipartimento di Fisica ed Astronomia, Dipartimento di Medicina, Dipartimento di Scienze Chimiche, Dipartimento di Ingegneria  industriale, Dipartimento Tecnica e Gestione dei prodotti industriali, Dipartimento di Scienze del Farmaco, Dipartimento di Ingegneria Civile Edile ed Ambientale), le Aziende ospedaliere interessate e l’Istituto Oncologico Veneto.

Infine ma non ultimo, i Laboratori di Legnaro sono fortemente impegnati nella diffusione della cultura scientifica grazie a iniziative e programmi dedicati sia al largo pubb

lico sia alle scuole, per studenti e insegnanti.

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