#ERC10kGrantees – Sapienza nella top list delle ricerche che hanno trasformato la scienza

L’Ateneo romano, rappresentato da Roberto Navigli del Dipartimento di Informatica, entra nella classifica 2021 dei 15 progetti dell’Europen Research Council (ERC) che hanno trasformato la scienza. Le tecnologie selezionate, MultiJEDI e MOUSSE, confermano l’eccellenza di Sapienza nella ricerca sull’intelligenza artificiale. Navigli sarà uno dei tre highlight speaker che parleranno il 6 maggio in occasione dell’evento che celebrerà il decimillesimo vincitore ERC

Lo European Research Council (ERC), l’ente europeo che dal 2007 supporta e promuove la ricerca scientifica d’eccellenza, quest’anno ha ideato una nuova classifica per premiare 15 progetti del 2021 che mostrano come ERC abbia trasformato la scienza − 15 ways in which the ERC transformed science − una sorta dell’1% delle migliori proposte finanziate. 

La Sapienza è presente in questo ranking con ben due progetti sviluppati dal Principal Investigator Roberto Navigli del Dipartimento di Informatica: il progetto MultiJEDI – Multilingual Joint word sensE DIsambiguation e il progetto MOUSSE – Multilingual Open-text Unified Syntax-independent SEmantics. 

Questi progetti hanno portato lo studio delle lingue online e la traduzione automatica a un livello di comprensione più vicino a quello umano. Oltre a fornire risorse lessicali su larga scala utilizzate poi da studenti di lingua, università e organizzazioni internazionali, potrebbero anche avere importanti implicazioni sul campo dell’intelligenza artificiale, la robotica e la traduzione automatica. 

A questi riconoscimenti si aggiunge un altro motivo di soddisfazione per Sapienza: Roberto Navigli sarà uno dei tre highlight speakers nella cerimonia in programma giovedì 6 maggio per festeggiare il decimillesimo vincitore ERC, alla presenza del presidente ERC Jean-Pierre Bourguignon, del presidente del Parlamento europeo David Sassoli e della presidente della Commissione Europea Ursula Von Der Leyen. 

Il tema dello sviluppo di macchine capaci di dialogare e comprendere il linguaggio in modo indistinguibile da quello di un essere umano, accomuna ormai da lungo tempo molti esperti che lavorano nel campo dell’intelligenza artificiale (IA). Questa è una sfida in cui Roberto Navigli si è cimentato per oltre 20 anni.

“Una problematica essenziale è l’ambiguità delle parole – spiega Navigli. “Per esempio, se dico in inglese ” please call me a taxi”, di cosa sto parlando esattamente? Per un essere umano, il contesto dovrebbe essere abbastanza chiaro, ma un computer potrebbe pensare che gli sto letteralmente chiedendo di essere chiamato taxi! Infatti, mentre gli esseri umani danno per scontato che le parole abbiano significati specifici in base al contesto, non funziona così per le macchine. I computer devono essere in grado di scegliere il significato contestuale di una parola da un elenco, un processo chiamato “disambiguazione” o word-sense disambiguation”. 

In questo ambito di ricerca Navigli si inseriscono i due prestigiosi riconoscimenti dell’ERC: uno Starting grantper il progetto MultiJEDI – Multilingual Joint word sensE DIsambiguation e un Consolidator grant per il progetto MOUSSE – Multilingual Open-text Unified Syntax-independent SEmantics.

MultiJEDI è un progetto che tra il 2011 e il 2016 si è focalizzato sulla comprensione automatica multilingue del linguaggio naturale con l’obiettivo di creare risorse lessicali su larga scala per molte lingue e consentire la comprensione del testo multilingue. 

“Abbiamo affrontato il problema dell’ambiguità lessicale – spiega Roberto Navigli – e lo abbiamo risolto analizzando il contesto in cui le parole vengono usate e sfruttando i sistemi di intelligenza artificiale. Ciò ha dato vita al più grande dizionario enciclopedico multilingue, BabelNet e, nel 2016, da questo progetto è nata la startup Sapienza Babelscape, che si occupa di elaborazione semantica e multilingue del linguaggio naturale collaborando con enti pubblici nazionali ed europei e con importanti aziende internazionali”. 

MultiJEDI ha inoltre ottenuto prestigiosi riconoscimenti premi come l’Artificial Intelligence Journal Prominent Paper Award (2017) e il META prize (2015). 

Terminerà invece nel 2022 il secondo progetto selezionato, MOUSSE. “Iniziato nel 2017 – aggiunge Navigli – MOUSSE permetterà ai computer di comprendere non solo singole parole in un contesto, ma intere frasi, raggiungendo così una rappresentazione del significato indipendente dalla lingua del testo per applicazioni di intelligenza artificiale ancora più sofisticate”. 

La tecnologia è basata sulla creazione di reti neurali (la base di sofisticate forme di intelligenza artificiale) sempre più evolute, in grado di apprendere sfruttando meccanismi simili a quelli dell’intelligenza umana. 

Grazie a ulteriori finanziamenti ERC, Navigli spera ora di fare un ulteriore passo per fornire una base semantica ai testi che sono indipendenti dal linguaggio, permettendo quindi a un computer di capire il senso di un testo indipendentemente dalla lingua in cui è scritto.

“Se riusciremo in tale impresa, ci avvicineremo sempre di più a quello che è l’uso che l’essere umano fa del linguaggio – spiega Navigli. “Se leggo un testo in francese e voglio tradurlo in inglese, il mio fine non è quello di tradurlo parola per parola, ma di trasmettere il significato. Questo è quello che fanno gli interpreti ed è anche il nostro obiettivo”.

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