Libertà di ricerca, l’Università di Cagliari è tra i soci fondatori di “Sar Italia”, la sezione italiana di “scholars at risk”, la rete internazionale di protezione degli studiosi

rappresentanti universtà rete SARGiulio Regeni è soltanto l’ultimo caso tristemente famoso: anche per cercare di prevenire simili tragedie e tutelare maggiormente i ricercatori, l’Università degli Studi di Cagliari è tra gli atenei fondatori di SAR Italia, la sezione nazionale di Scholars at Risk (SAR), la rete internazionale che opera per la protezione di studiosi la cui libertà di ricerca e insegnamento è preclusa nei rispettivi Paesi. Alle 12 di oggi la firma sul Documento costitutivo di SAR Italia è stata apposta a nome dell’Ateneo da Gianmario Demuro, docente di Diritto costituzionale specificamente delegato dal Rettore Maria Del Zompo, durante una cerimonia all’Università di Padova, alla presenza di Sinead O’Gorman, Direttrice di Scholars at Risk Europe.

Da ieri, l’Ateneo patavino ospita nell’Aula Nievo di Palazzo Bo il convegno internazionale “Knowledges at Risk: Universities promoting academic freedom”, in cui vengono approfonditi diversi aspetti della violazione della libertà accademica nel mondo contemporaneo e proposte le testimonianze di alcuni studiosi e studiose “at risk” sostenuti da SAR. In risposta agli attacchi sempre più frequenti alle libertà di pensiero, espressione e ricerca contro studiosi e studiose nel mondo, le università italiane fanno fronte comune e danno così vita alla sezione italiana della rete internazionale Scholars at Risk (SAR). Nel mondo Scholars at Risk opera da dieci anni e sostiene chi non ha più la possibilità di fare ricerca e insegnare nel proprio paese a causa di minacce, intimidazioni, arresti e violazioni palesi dei loro diritti fondamentali.

“Nel costituire SAR Italia – si legge nella Dichiarazione costitutiva – le strutture di governance delle università aderenti, le/i docenti, studentesse e studenti e tutto il personale, inviano un forte segnale di solidarietà a studiose e studiosi e istituzioni universitarie che, nel mondo, si trovano in situazioni in cui la libertà academica è ristretta, e le attività di ricerca, insegnamento e formazione represse. Costituendosi in SAR Italia, le università aderenti confidano nella possibilità di dare un contributo concreto alla promozione e alla tutela della libertà accademica, insieme ad altre 500 istituzioni in oltre 39 paesi del mondo”.La costituzione della sezione italiana faciliterà lo scambio di informazioni tra gli Atenei partecipanti, la collaborazione per iniziative specifiche, una maggiore possibilità di rappresentare l’impegno comune nelle sedi istituzionali. Alla firma dell’atto costitutivo farà seguito nel primissimo pomeriggio la prima Assemblea dei membri di SAR talia, in cui verrà discusso il piano delle attività per il prossimo biennio.

Al momento aderiscono a SAR Italia – con l’Università di Cagliari, unico Ateneo del Sud Italia – la Scuola Normale Superiore, l’Istituto Universitario Europeo, Magna Charta Observatory, gli atenei di Bologna, Brescia, Macerata, Milano, Padova, Siena, Torino, Trento, Trieste, Verona.

Scholars at Risks (SAR) è una rete internazionale di università fondata nel 1999 presso l’Università di Chicago (Stati Uniti) da accademici e difensori dei diritti umani interessati a promuovere il principio di libertà accademica, e a proteggere accademici/che in pericolo di vita o il cui lavoro di ricerca e insegnamento è severamente compromesso. La sede attuale di SAR è presso la New York University.

SAR è parte del Network for Education and Academic Rights (NEAR), collabora con lo Scholars Rescue Fund (RSF) e con l’Institute of International Education (IIE) e raccoglie ad oggi l’adesione di 450 università in 40 paesi.

SAR porta avanti tre tipi di attività: (a) protezione: lavorando in collaborazione con le università partner per creare di borse di studio temporanee (3-24 mesi) per accademici/che che fanno richiesta di aiuto all’associazione (il finanziamento delle borse è interamente a carico dell’università ospitante, anche se SAR promuove i contatti con fondazioni/enti finanziatori internazionali, come lo Scholars Rescue Fund); (b) advocacy: campagne di informazione per sensibilizzare la società civile e politica su casi di violazione della libertà accademica nel mondo (SAR offre servizi di supporto agli atenei che vogliono portare avanti attività di advocacy con gli studenti); (c) ricerca e formazione sui temi di diritti umani, libertà accademiche, rifugiati accademici e politiche di accoglienza di accademici a rischio (questo attraverso l’organizzazione di seminari, conference, progetti di monitoraggio, e la partecipazione a progetti Erasmus +).

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