In volo sulle Giare

visori 1Finalmente, dopo oltre 40 anni, sono state calate delle telecamere che hanno riportato interessanti informazioni riguardo al Pozzo Nuragico di Santu Antine. Il pozzo, noto ai locali da sempre, negli anni ‘80 è stato oggetto di una campagna di scavo guidata dal Professor Francesco Guido della Soprintendenza per i beni archeologici di Sassari e Nuoro. Immediatamente lo scavo ha sorpreso archeologo, operai impegnati nei lavori e la popolazione locale: il pozzo si è rivelato bene più profondo del previsto, circa 40 metri, e ricchissimo di reperti. Tra le altre cose un numero immenso di monete romane, un intero argano per pescare l’acqua, sempre di epoca romana. La più grande sorpresa, a 40 metri di profondità: un piccolo tempio e un’interessantissima selezione di reperti.

Tra i reperti più significativi di età nuragica si segnalano una brocca agganciata all’estremità di una spada votiva, un’immanicatura di pugnale in avorio di elefante, frammenti di due modellini di nuraghe in pietra e due bronzetti raffiguranti personaggi maschili. Uno di questi, probabilmente prodotto nel vicino Oriente nel X sec. a.C., rappresenta un uomo nudo, con una collana intrecciata che scende sul petto e uno scettro-bastone tenuto nella mano destra. Il secondo bronzetto, di ambito invece nuragico, è un offerente, con mano alzata in segno di benedizione o saluto, vestito con un corto gonnellino e un copricapo a calotta. Tra i manufatti in ceramica invece si annoverano decine di brocche e alcune fiasche del pellegrino.

Con il progetto In Volo sulle Giare si è rientrati all’interno del pozzo, grazie ad un ingegnoso sistema di telecamere agganciate ad una carrucola ideato dalla società Teravista di Gianni Alvito. I risultati sono eccezionali, innanzitutto il pozzo risulta in buona salute e ancora ricco d’acqua. In secondo luogo, il lavoro ha riportato alla luce immagini di ottima qualità che offrono agli studiosi un importante strumento per analizzare l’incamiciamento del pozzo e verificare nuove ipotesi sulla costruzione di questa struttura straordinaria.

Per mostrare ai visitatori del museo le riprese e il frutto del lavoro effettuato, il PARC si è dotato di strumenti tesi ad offrire una visione innovativa con immagini aeree a 360° mediante l’utilizzo di visori per realtà immersiva. Video e immagini rendono, finalmente, fruibile il pozzo e permettono di simulare la discesa fino a toccare il fondo immerso in limpide acque.

Inoltre, sono stati creati nuovi supporti e programmi educativi per i visitatori, con particolare attenzione verso i più piccoli. L’obiettivo finale del prodotto didattico è la realizzazione di una struttura mobile composta da diverse tessere per ricostruire la geologia del territorio e del Colle di Santu Antine, partendo dagli strati più antichi sino a quelli recenti.

Grazie all’utilizzo dei microscopi stereovisori, sarà possibile riconoscere i micro-fossili ed i minerali componenti delle rocce studiate. In particolare, saranno messe in pratica le nozioni di “fossili-guida” (da riconoscere al microscopio) essenziali per la datazione degli strati a contenuto paleontologico.

Lo studio dei minerali al microscopio permetterà una accurata distinzione delle rocce utilizzate nella costruzione del pozzo.

Un ultimo momento didattico viene dedicato alla fauna nel periodo nuragico. Dopo un breve excursus sulla tempistica d’arrivo dei diversi animali che abitano la Sardegna, la fauna nuragica verrà paragonata con l’attuale ed all’analisi delle attuali specie aliene ed il loro impatto sul territorio.

Per la promozione del progetto sono state coinvolte due blogger specializzate nel turismo per le famiglie che visiteranno il territorio e valuteranno il progetto in chiave turistica.

Il progetto In volo sulle Giare è realizzato con il concorso di risorse dell’Unione Europea, dello Stato Italiano e della Regione Autonoma della Sardegna, in applicazione del’art. 115 del Regolamento (CE) 1303/2013, bando Culture LAB “Sostegno finanziario alle imprese del settore culturale e creativo per lo sviluppo di progetti culturali innovativi” POR FESR 2014-2020.

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