La virtual reality di TOGO 360: una comunicazione emotiva di alto livello

Un giorno qualcosa accade e quelle persone anonime si trasformano nel tuo team di lavoro (TOGO 360)

Il sostantivo “comunicazione” deriva dal verbo “comunicare” che nel suo significato originale (latino) vuol dire “mettere in comune” ossia condividere con gli altri. Esistono tanti modi per poter “mettere in comune” un pensiero, un’idea, un concetto. Tramite la parola, tramite un’immagine, tramite un gesto. Con l’età moderna, specialmente in questi ultimi anni, grazie al forte sviluppo della, anzi, delle tecnologie abbiamo a disposizione tantissimi altri strumenti per poter condividere, per comunicare.

A Cagliari esiste un’azienda, TOGO 360, che ha scelto la realtà virtuale come mezzo per poter dare forma alle parole con l’obiettivo di esprimere al meglio l’anima delle aziende e coinvolgere chiunque cercando un modo semplice per eliminare la paura verso l’inarrestabile e sempre crescente presenza della tecnologia.

Abbiamo incontrato Fabrizio, Marco e Laura che, con un entusiasmo contagioso, hanno raccontato come sono passati da vivere (professionalmente) per dieci anni in un ambiente dove non si sono accorti l’uno dell’altro ad essere legati da un progetto comune.

D.: Chi è Togo 360, cosa fa e con quali obiettivi nasce?

R.: “Il nostro progetto imprenditoriale nasce dal desiderio di dare concretezza a un’idea che abbia da un lato una struttura tecnologica e dall’altro un’utilità sociale. Sviluppato e ampliato sulla base di uno studio di catalogazione delle spiagge del Sud Sardegna che prevedeva la descrizione dei lidi e le caratteristiche di accessibilità per i portatori di disabilità, una delle idee portanti della nostra mission aziendale. Partendo da questa esperienza ci siamo avvicinati alla virtual reality e l’abbiamo valutata come il migliore mezzo per rendere fruibili le nostre ricerche, concentrate inizialmente in ambito turistico e poi espanse al comparto business e alla formazione, con l’obiettivo di creare un modo di comunicare innovativo e diverso, che coinvolgesse emotivamente gli utenti.”

D.: Come siete nati?

R.: “La storia di TOGO360 non è iniziata da tanto sebbene i nostri destini si siano incrociati circa un decennio fa. E così, come capita nei migliori film, puoi vedere le persone nello stesso corridoio per anni senza accorgerti realmente della loro esistenza e poi, non si sa come, un giorno qualcosa accade e quelle persone anonime si trasformano nel tuo team di lavoro. L’idea nasce all’interno del nostro precedente luogo di lavoro, il tanto amato posto fisso, dove, dietro a un grigio monitor, assistevamo alla lenta agonia del nostro desiderio di realizzazione. Un giorno è accaduto poi che abbiamo deciso di creare in autonomia il nostro futuro, abbiamo unito le nostre esperienze, il nostro know-how e le nostre migliori qualità dando vita a TOGO360 e ora, come dei genitori orgogliosi, presentiamo il frutto di tanto impegno e dedizione e, sì, ne siamo anche un po’ insensatamente gelosi. ”

D.: Come è nata la vostra squadra e come è composta?

R.: “Il progetto e la squadra è nata attorno a un tavolino in una torrida giornata d’Agosto. All’inizio eravamo in cinque, poi dopo alcune decisioni personali e vicissitudini siamo rimasti in tre: Fabrizio (Area Media Manager), Marco (Coding Manager) e Laura (Digital Communications Strategist). Siamo un gruppo eclettico, vario e completo all’interno del quale ognuno ha portato le proprie competenze in base alle necessità, al campo di studio, alle esperienze pregresse, alle passioni e alle capacità che consentono di creare i nostri lavori totalmente in-house. La fotografia, la programmazione e la comunicazione sono le nostre specializzazioni ma, essendo individui affetti da infinita curiosità, riusciamo a spaziare in tanti altri campi in maniera autonoma.”

D.: Come nasce il nome Togo 360.

R.: “Il nostro nome ha una duplice valenza, è un gioco di parole voluto e che rappresenta il nostro modo di guardare il mondo, senza rigidità e senza spigoli, rotondo e nuovo come un TOGO tour. Senza contare che “Togo” è una parola molto usata in Sardegna per esprimere gradimento verso qualcosa o qualcuno di piacevole e divertente, bello e assolutamente “in”. Inoltre, “to go” è il verbo andare in inglese e, non a caso, una delle nostre regole è non fermarsi mai, stare sempre pronti ad accelerare al massimo, in perenne evoluzione e aggiornamento. A 360 gradi insomma!”

D.: Come funziona?

R.: “Per tour virtuale intendiamo un percorso multimediale che sfrutta la realtà virtuale e consente una comunicazione emotiva di alto livello, che sia completa ed esaustiva, per mostrare tutto ciò che è importante ma che rimane nascosto, intendiamo un mezzo per mostrare l’essenza e i valori della persone e del loro lavoro, intendiamo uno strumento dalle potenzialità infinite per colmare il divario tra azienda e utente.

Usiamo il 360 gradi anche per le interviste video riuscendo a raccontare le aziende in maniera semplice e diretta, senza filtri né interpretazioni. I video a 360 sorprendono per la loro diversità, per l’innata capacità di colpire il lato emotivo, coinvolgendo gli spettatori in un modo del tutto particolare. L’intervistato non è l’unico protagonista, la camera è, infatti, costantemente puntata su tutti i personaggi presenti e questo consente allo spettatore di ruotare il punto di vista in base a ciò che preferisce maggiormente senza, per questo, distogliere l’attenzione dal resto.”

D.: A chi si rivolge?

R.: “Principalmente alle aziende, italiane ed estere. Noi di TOGO360 abbiamo scelto la realtà virtuale come mezzo per poter esprimere al meglio l’anima delle aziende e coinvolgere chiunque – senza nessuna discriminazione – cercando un modo semplice per eliminare la possibile paura verso l’inarrestabile e sempre  crescente presenza della tecnologia.

I settori sui quali ci siamo concentrati noi sono principalmente tre: IMMOBILIARE, OSPITALITÁ e MARKETING E FORMAZIONE.

In ambito B2B la realtà virtuale può svolgere diverse funzioni e aiutare a fare goals importanti, come ad esempio

  • risparmiare tempo e denaro
  • far crescere il proprio team di lavoro
  • vincere sui competitors

e sono, appunto, questi gli obiettivi che vogliamo che i nostri clienti raggiungano con il supporto dei nostri servizi, creati ad hoc per le loro esigenze.”

D.: Cosa è la realtà virtuale e a cosa serve?

R.: “La virtual reality è una tecnologia che attraverso l’utilizzo di specifici visori consente di immergersi all’interno di un ambiente che riproduce la realtà ed essendo fortemente inclusiva, consente di approfondire la componente emotiva. Gli strumenti che utilizziamo spaziano dalla fotografia ai video, tradizionale e a 360°, fino alla comunicazione scritta, alla musica, alla grafica nonché all’utilizzo di elementi 3D. Tutto ciò da un alto impatto sulle emozioni, che coinvolge tutti i sensi e che punta a far vivere un’esperienza. Ciò che permane dentro è il ricordo ed è su questa leva che la virtual reality agisce, sull’emozione legata a quel momento, su ciò che tornerà a galla e ci lascerà una sensazione positiva. Quindi, non basta inserire dei contenuti eccezionali a livello estetico e stilistico, occorre che si parli di qualcosa, che ci si concentri su ciò che di reale c’è nelle persone, nelle aziende, nei luoghi.”

D.: Qual è stato il vostro iter?

R.: “Dopo vari passaggi e studi sulla fattibilità del nostro progetto, dopo mesi di lavoro in un co-working, abbiamo capito che era giunto il momento di fare azienda. Abbiamo scelto come forma societaria la cooperativa perché ci sentiamo in linea con lo spirito di cooperazione che sta alla base di questo tipo di imprese. Riteniamo che la contaminazione sia il valore aggiunto, costituisca uno stimolo essenziale per andare avanti e sia un’inesauribile fonte di crescita, in qualsiasi ambito, specialmente in quello imprenditoriale dove spesso, invece, ci si limita a essere gelosi del proprio senza guardare le enormi possibilità che ci circondano.”

D.: Che difficoltà avete incontrato nel realizzare il vostro progetto? Come le avete risolte?

R.: “Uno dei punti cruciali in cui ci imbattiamo spesso è la difficoltà di spiegare alle persone che cos’è la realtà virtuale, questione particolarmente complessa a parole poiché talvolta sono necessarie spiegazioni iperboliche e tecnicismi che per molti utenti possono risultare poco chiari e poco concreti.

Per quanto concerne gli aspetti meno tecnici, ammettiamo che ci sono stati, e ci saranno, periodi bui ma controbilanciati dalla determinazione, dalla forza di volontà e dalla pazienza che consentono di tener duro e procedere, obiettivo dopo obiettivo. Inoltre, come spesso accade, abbiamo dovuto stringere i denti per quanto concerne gli aspetti economici perché per nostro principio abbiamo voluto contare solo ed esclusivamente sulle nostre forze e sulle nostre teste.”

D.: Quali risultati avete ottenuto e quali sono i vostri prossimi passi?

R.: “Il nostro risultato più importante è quello che vediamo ogni giorno: aprire la porta del nostro ufficio è per noi motivo di orgoglio quotidiano. I nostri prossimi passi sono indubbiamente legati alla promozione della realtà virtuale e ai suoi molteplici – e per molti sconosciuti – utilizzi e alle peculiarità dei nostri servizi che distinguono TOGO360 da tutta un’altra serie di attività legate a questa tecnologia che non hanno, però, il nostro obiettivo, quello di mostrare la vera essenza delle aziende.

I nostri risultati si basano principalmente sul fatto di essere riusciti, pian piano, ad avvicinare tanti imprenditori a questa tecnologia facendoli appassionare a questo nuovo mondo in continua evoluzione.

Ci piace pensare in grande e, oltre a voler diventare il punto di riferimento per la virtual reality in Sardegna vogliamo arrivare nel resto d’Italia portando la nostra filosofia come “bandiera” e sogniamo di raggiungere anche i paesi esteri inserendoci in ambienti estremamente stimolanti dal punto di vista professionale.

Nel 2018 vogliamo portare la realtà virtuale nelle scuole e creare dei corsi per mostrare le potenzialità di questa tecnologia alle aziende, che, in linea generale, decisamente dovrebbero svecchiare la loro comunicazione con i nuovi sistemi che ci sono a disposizione.”

D.: Il 16/12/2017 avete presentato in piazza San Sepolcro i vostri visori, com’è andata?

R.: “Possiamo con certezza dire che il nostro obiettivo di creare un effetto sorpresa è stato raggiunto. L’evento ha confermato che la realtà virtuale è uno strumento efficace per coinvolgere le persone, per stupirle e per aiutarle a cambiare il punto di vista sulle cose. Chi ha partecipato ha descritto attraverso diversi aggettivi per definire l’esperienza, tutti molto positivi. I più piccoli sono stati quelli che sono stati maggiormente colpiti. Alcuni bambini erano veramente entusiasti dell’esperienza e hanno chiesto di poterlo provare diverse volte.”

D.: L’evento è stato realizzato in collaborazione con l’agenzia di comunicazione Inventiva di Giampaolo Bruno, com’è nato questo rapporto?

R.: “Ci siamo rivolti a un professionista come Giampaolo perché avevamo l’esigenza di strutturare un percorso di comunicazione e marketing che rendesse giustizia al nostro entusiasmo e al nostro desiderio di innovare. Giampaolo ha capito da subito la nostra filosofia e ci ha seguiti e guidati pensando ad una strategia non convenzionale che assolutamente si adatta e si sposa al TOGO pensiero. Ma la collaborazione con Giampaolo e il suo team non è finita qui: ci aspettano mesi di duro lavoro con altre novità ricche di Inventiva che non vediamo l’ora di presentarvi!”

D.: In un “tweet” cosa consigliate a chi, come voi, vuol fare impresa?

R.: “Mai arrendersi alle prime difficoltà e credere fermamente nei propri obiettivi: le parole d’ordine sono determinazione e ottimismo!”

In bocca al lupo

Alessandro Ligas

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