Parità di genere, arricchimento per la ricerca scientifica europea

L’evento ‘Italian Gender in Physics Day’, organizzato dal Consiglio nazionale delle ricerche in collaborazione con l’INFN, ha posto in evidenza la questione dello squilibrio che penalizza le ricercatrici, in particolare in Fisica. “Il CNR si distingue in positivo rispetto alla media UE”, sottolinea il presidente Massimo Inguscio

Progetto GENERAIl Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) hanno organizzato presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche la prima Giornata Italiana sul genere nella ricerca scientifica, con particolare riferimento al settore della Fisica. L’evento è stato coordinato da Sveva Avveduto, dirigente di ricerca dell’Istituto di ricerche sulla popolazione e le politiche sociali del CNR, assieme all’INFN, ed è parte del progetto europeo GENERA, Gender Equality Network in the European Research Area, che coinvolge 12 Paesi, 18 Istituzioni di ricerca e 13 Enti osservatori. GENERA intende contribuire a migliorare la partecipazione delle donne e la parità di genere nel settore di una disciplina tradizionalmente caratterizzata da una bassa presenza di donne ricercatrici.

“Vorrei ringraziare la Presidenza della Repubblica, la Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca per i messaggi di sostegno e apprezzamento per l’evento e il lavoro di questa splendida giornata”, afferma il Presidente del CNR, Massimo Inguscio. “Ringrazio l’alta partecipazione delle istituzioni, delle ricercatrici e ricercatori del CNR, dell’INFN e delle tante università italiane e straniere che sono intervenute. Mi riempie di gioia, fiducia e speranza la presenza di tante studentesse e studenti in rappresentanza dei 150 licei e scuole superiori che hanno partecipato al concorso per le scuole ‘Donne nella fisica: stereotipi e pregiudizi’ e che sono stati premiati oggi”.

La Commissione Europea ha sostenuto il progetto GENERA evidenziando come la parità di genere sia un arricchimento per la ricerca scientifica europea, che non può permettersi di sciupare competenze. Una maggiore parità nell’accesso alle carriere scientifiche permetterebbe di valorizzate tutti i talenti e a diversificare visioni e approcci scientifici, organizzativi e culturali. Il progetto intende sostenere gli enti di ricerca e le università nell’attuazione di tale cambiamento attraverso lo sviluppo dei Piani di Equità di Genere (GEP-Gender Equality Plan), documenti di indirizzo politico e organizzativo che mirano a identificare e rimuovere pregiudizi e disuguaglianze nelle istituzioni, monitorando i progressi ottenuti attraverso lo sviluppo di appositi indicatori.

I dati europei sull’equità di genere tra gli studenti universitari e tra i ricercatori mostrano che, nonostante l’accresciuta partecipazione delle donne, continua ad esistere una segregazione orizzontale nelle scelte formative che si ripercuote, conseguentemente, nei settori professionali. Secondo i dati della Commissione Europea (She figures 2015) le donne nei settori Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica  (STEM) erano solo il 31% delle studentesse e il 35% delle laureate. Le ricercatrici e le accademiche costituiscono poco più del 33% del personale degli enti di ricerca europei, percentuale che diminuisce nei livelli più alti della carriera: a capo delle organizzazioni di ricerca in Europa troviamo solo in due casi su dieci un dirigente donna. Anche l’OCSE (Science, Technology and Industry Scoreboard 2015) ha registrato lo squilibrio di genere nella ricerca mostrando come, tra chi consegue un dottorato nelle STEM, meno di tre su dieci siano donne.

“A livello europeo lo scenario è ancor più squilibrato in Fisica”, continua Inguscio, “dove le donne rappresentano, ad esempio, appena il 20% dei ricercatori nel Regno Unito. Il CNR si distingue in positivo rispetto alla media UE con una presenza di ricercatrici laureate in fisica del 32% e per numero di ricercatrici e ricercatori vincitori di un bando dell’European Research Council (ERC) che sono complessivamente 42, di cui 13 vinti da donne, mentre sono 23 gli ERC vinti per progetti di fisica di cui 7 da ricercatrici del CNR”.

La prima ITALIAN GENDER IN PHYSICS DAY svoltasi al CNR è stata un momento di riflessione sulle politiche di genere del CNR e dell’INFN e in generale nella ricerca italiana ed europea. Tra i partecipanti, oltre al Presidente Inguscio e a Fabio Zwirner, Membro della giunta esecutiva INFN e del consiglio scientifico dell’European Research Council, Monica Parrella, Consigliere dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Luisa Cifarelli, Presidente Società Italiana di Fisica, Speranza Falciano, giunta esecutiva INFN, i Direttori di Dipartimenti e Istituti, responsabili dei Comitati Unici di Garanzia, docenti e studenti e, ovviamente, fisici senior e junior, per discutere insieme le tematiche e le iniziative intraprese in Europa per migliorare l’equilibrio di genere nel campo della fisica e non solo. Obiettivo della giornata è anche sostenere l’adozione e il rafforzamento dei GEP, all’interno dell’attività dei CUG e a partire dai Piani Triennali di Attività.

Una parte della giornata è stata dedicata alle scuole secondarie superiori coinvolte in un concorso di idee sul tema ‘Donne scienza e pregiudizi di genere’, che ha visto la partecipazione di oltre 150 classi. Gli elaborati sono stati esposti in una mostra digitale per l’intera giornata e i lavori migliori sono stati premiati – con al primo posto le studentesse e gli studenti del Liceo Statale G.M. Galanti di Campobasso (in foto con il presidente del CNR Massimo Inguscio) – con dei kit di strumentazione per gli esperimenti della fisica, grazie alla lunga e consolidata esperienza e collaborazione del CNR e di INFN con le scuole e gli studenti. Il carattere interdisciplinare del CNR e la rete di ricercatrici e ricercatori presenti su tutto il territorio nazionale, esperti nelle molteplici aree del sapere, rappresenta una grande forza a disposizione, delle istituzioni scolastiche e degli insegnanti al fine di sviluppare metodologie didattiche innovative in grado di aumentare le competenze degli studenti.

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