L’Ambasciatore indiano in visita all’Università di Sassari

L'Ambasciatore dell'india Anil Wadhwa e il Rettore Uniss Massimo Carpinelli E’ un grande onore per me e per tutta la comunità accademica dell’Università di Sassari dare il benvenuto ad Anil Wadhwa, Ambasciatore dell’India in Italia. Questa giornata è importante per noi, perché conosciamo il valore della cooperazione internazionale, che è la base del nostro sviluppo culturale ed elemento fondamentale per assicurare la pace”.

Con queste parole il Magnifico Rettore dell’Ateneo di Sassari, prof. Massimo Carpinelli, ha salutato l’Ambasciatore dell’India in Italia, appassionato conoscitore della Sardegna e della sua storia. Anil Wadhwa ha tenuto una lezione sulla politica estera dell’India e le relazioni con l’Italia nell’ambito di un evento organizzato dal dott. Nicola Mocci, ricercatore di Storia e Istituzioni dell’Asia del Dipartimento di Scienze politiche, scienze della comunicazione e ingegneria dell’informazione. Preceduto dagli interventi del dott. Nicola Mocci e del prof. Francersco Soddu, il discorso dell’ambasciatore, di ampio respiro, ha toccato la crisi finanziaria globale del 2008, le relazioni internazionali con Russia, Stati Uniti, Cina e Giappone, il difficile periodo attraversato dall’Europa (“impegnata nelle molteplici sfide nazionali e nella propria riconfigurazione”), la questione energetica e nucleare. In un panorama mondiale dominato dall’imprevedibilità, alla quale si deve rispondere con l’adattabilità, alcune certezze ci sono: “L’esperienza ci dice che questo secolo appartiene all’Asia – ha dichiarato Anil Wadhwa – Il cambiamento ha registrato un picco in questo Continente. Ci sono sacche di vivace sviluppo e prosperità in questa regione”. Una regione in cui, rispetto ad altre parti del mondo forse già stanche, prevale ancora l’ottimismo e la fiducia del futuro, anche se pure qui “la rivalità e la crescente ambizione generano profondi attriti” che si possono risolvere con il rispetto della sovranità e delle norme internazionali.

Spazio naturalmente alla descrizione dei rapporti con l’Italia, senza tralasciare la crisi dovuta all’ “l’incidente dell’uccisione di due pescatori indiani”, che tuttavia entrambi gli Stati sono riusciti a superare gestendo il problema a livello diplomatico. Sul fronte economico, “l’Italia è tra i 5 migliori partner commerciali dell’India” nell’UE. Ci sono circa 500 aziende italiane presenti in india e 50 aziende indiane attive in Italia nei settori dell’ICT, automobilistico, elettronica, prodotti farmaceutici, tessili, metalmeccanici. La comunità indiana in Italia conta circa 170.000 unità.

E la Sardegna? “La strada migliore è quella di intraprendere un gemellaggio – ha detto Anil Wadhwa – I settori in cui potremmo collaborare in maniera ottimale sono l’archeologia, il turismo (in particolare il segmento crocieristico), la chimica, la produzione della ceramica e di metalli, l’agroalimentare”. Ovviamente l’Università potrà giocare un ruolo di primo piano nella costruzione di relazioni stabili e l’Ateneo si propone come centro di connessione per le aziende sarde interessate ad investire in India.  In futuro, i settori vincenti nel prossimo futuro potrebbero essere il tessile, la produzione di cuoio e gioielli e l’automotive.

“L’auspicio è quello di un legame sempre più forte tra l’Università di Sassari e le università dell’India con l’attivazione di programmi di scambio tra studenti e docenti”, ha concluso l’ambasciatore. Anil Wadhwa ha ricevuto il sigillo storico dell’Università di Sassari direttamente dalle mani del Rettore Massimo Carpinelli.

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