Rilanciamo. “Start up, tra chiacchiere e realtà”

Rilanciamo un punto di vista. Dal blog di Francesco Meloni, Franco Blog, rilanciamo l’articolo “Start up, tra chiacchiere e realtà” di Nicola Manca.

“Grazie alla collaborazione fra l’attuale amministrazione e l’università il Contamination Lab, concluso da poche ore, ha avuto una grande spinta propulsiva” – dicono. Non serve ricordare in che posizione si classifichi l’università sarda nell’annuale ranking del sole24 ore. E non serve nemmeno ricordare gli ultimi dati del mercato del lavoro. Quando si parla di innovazione e di start up tutto è concesso, perfino autoelogiarsi su un palco in attesa di applausi.

Ma esattamente cos’è una startup? Si tratta della parola più in auge quando si parla di economia, che identifica una nuova impresa che presenta una forte dose di innovazione e che è configurata per crescere in modo rapido secondo un modello di business scalabile e ripetibile.

Con l’aggettivo “scalabile” si intende la possibilità di aumentare le proprie dimensioni – e quindi i propri clienti e il volume d’affari – in modo esponenziale, senza un impiego di risorse proporzionali. Una start up per essere tale dev’essere in grado di sfruttare economie di scala, avendo la capacità di riadattare il modello – con costi limitati – a differenti territori e in diversi periodi. Non basta, perché per natura la startup deve generare un profitto legato alla sua acquisizione da parte di aziende più strutturate, entro 3 anni, oppure strutturarsi come azienda vera e propria. Per essere invece una startup innovativa i requisiti sono ancora più stringenti: deve avere meno di 60 mesi di vita, due terzi dei dipendenti devono avere una laurea magistrale e deve essere in possesso di un brevetto nel campo dell’industria, delle biotecnologie, dei semiconduttori o delle varietà vegetali

In Sardegna le startup “innovative” sono 143, con un fatturato di 16,5 milioni (2014) e 328 addetti. Di queste, oltre il 40% si occupa di sviluppo e produzione software e il 12% di servizi di informazione.

Dal Contamination Lab dell’università di Cagliari anche quest’anno è uscita fuori la startup più innovativa, sapientemente selezionata da un’apposita giuria.

Questo fatto è di per sé positivo, se parlassimo di una Sardegna non scacco delle compagnie aeree e delle inconsistenti politiche regionali in ambito di mobilità; se non fossimo una terra nella quale giornalmente dobbiamo combattere con vertenze di ogni genere per la mancanza di capacità di trovare soluzioni a problemi endemici e persistenti; se non fossimo un’isola nella quale i padri temono per il futuro dei propri figli, privati della speranza.

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