Immaginare la Sardegna di domani raccontandola in un video di 3 minuti per vincere un viaggio nel cuore dell’innovazione europea

https://thumbp5-ir2.mail.yahoo.com/tn?sid=2027434742&mid=ANFVfbwAAC2gWH4duA6GwM%2BLf80&midoffset=2_0_0_1_44585719&partid=2&f=1332&fid=Inbox&m=ThumbnailService&appId=YahooMailNeo&ymreqid=73f09264-5a6f-4e48-0159-110004010000&w=3000&h=3000La III edizione del bando “RAIn” destinato agli studenti si estende a tutta l’Isola e introduce il tema dell’avvenire: un ulteriore modo per stimolare la fantasia dei ragazzi di III, IV e V superiore, cui il concorso è rivolto.

L’iniziativa è stata presentata questa mattina, all’Istituto Levi di Quartu Sant’Elena dai rappresentanti di Gruppo Saras, Sardegna 2050, con la partecipazione del direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Francesco Feliziani.

Alla platea di ragazzi sono stati mostrati interviste ai colleghi che hanno vinto le precedenti edizioni, oltre ai filmati da loro realizzati. “Lo scopo del concorso – ha detto Francesco Marini, presidente Sarlux (Gruppo Saras) – quello di mettere alla prova la vostra capacità di immaginare il futuro. Innovare, per noi, vuol dire fare sempre meglio”. Entusiasta il direttore scolastico regionale, Francesco Feliziani: “Il concorso RAIn mi piace principalmente per due motivi: è chiaro che abbiamo di fronte un’azienda che vuole condividere le sue conoscenze con gli studenti, e poi perché è un concorso molto democratico, la cui competizione si gioca anche su cose minime. Si può innovare con pochissimo. La scuola ha il compito di fornire stimoli e opportunità agli studenti. E oggi con questo concorso lo stiamo facendo”. Simone Ferrari, coordinatore di Sardegna 2050, l’associazione di esperti di innovazione co-ideatrice del Premio RAIn, ha ricordato come l’innovazione e il cambiamento debbano partire proprio dalle scuole: “L’importante è aprire la mente, cambiare il proprio punto di vista e immaginare la Sardegna dei prossimi anni”.

Il bando

Gli studenti sardi sono chiamati a realizzare un filmato su soluzioni o tecnologie che cambieranno la nostra vita, in dieci ambiti: Comunicazione, Mobilità, Sostenibilità, Energia, Salute, Identità, Turismo, Lavoro, Scuola, Sport (new entry). A breve, gli istituti scolastici riceveranno il bando da parte dell’Ufficio scolastico regionale della Sardegna, che sostiene il progetto dalla sua prima edizione. E i partecipanti avranno tempo fino al 22 aprile 2017 per dare corpo alle loro idee.

I filmati migliori, scelti da una giuria mista Sardegna2050-Saras secondo criteri definiti nel bando, saranno premiati con viaggi a tema e una action camera di ultima generazione: i videomaker più innovativi (singolo e gruppo da tre) potranno recarsi in visita al Fab Lab di Barcellona, contenitore delle migliori idee che attraversano il Vecchio Continente.

Il secondo classificato andrà a Torino per essere accolto da una start up e fare visita al Museo Nazionale del Cinema. Al terzo classificato (singolo o gruppo da tre) andrà una action camera per partecipante. I premi sono messi a disposizione da Saras.

I social

Oltre a partecipare al contest, gli studenti potranno raccontare il dietro le quinte con foto o video di “backstage” e alimentare così le pagine Facebook e Instagram del Premio RAIn 2017, un’interfaccia per dialogare e trarre ispirazione. Troveranno infatti le infografiche esplicative del bando, oppure storie o eventi legati al progresso della storia dell’umanità.

I protagonisti delle passate edizioni

Non solo immaginazione, ma una vera e propria capacità inventiva ha caratterizzato alcuni studenti che hanno cercato soluzioni a problemi sentiti. Come il trio del laboratorio Hi Lab dell’istituto Giua, di Pirri. Nel 2015, il gruppo ha vinto RaIn con il filmato “Salviamo i bambini”: ha messo a punto un allarme che avverte i genitori di aver lasciato il bimbo sul seggiolino dell’auto, mentre escono dall’abitacolo. Gli studenti hanno potuto visitare il Fab Lab della città catalana. Ma il motore che li ha spinti è stato un altro: “Abbiamo scelto di partecipare al concorso per metterci in gioco e mostrare ai ragazzi della nostra età una problematica molto diffusa”, ha detto Emma Bortigoli. La creatività dell’Hi Lab ha portato altri studenti del Giua ad assicurarsi il secondo posto dell’edizione 2016, con un cappellino che aiuta i non vedenti ad evitare gli ostacoli grazie a stimoli sonori.

L’istituto Levi di Quartu Sant’Elena

Non è un caso che la III edizione di RAIn parta dall’istituto tecnico economico e tecnologico intitolato a Primo Levi. Qui hanno studiato i ragazzi che hanno dato vita alla start up innovativa Hangreen, inventori del “giardino verticale”: un’opera realizzata a partire da un vecchio pallet che sfrutta un dispositivo in grado di individuare la temperatura, la luminosità dell’ambiente e l’umidità del terreno, in modo da garantire alla pianta le migliori condizioni di crescita possibili. Le informazioni possono essere poi visualizzate sullo smartphone e sulla struttura stessa. Così si sa sempre quando annaffiare o fornire cure alle piante.

Inoltre, il Levi è stato inserito nell’elenco delle migliori scuole d’Italia dal sito Eduscopio.it, che ha valutato i risultati ottenuti dalle matricole universitarie in relazione agli studi superiori.

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