L’analisi. Il referendum costituzionale visto dal popolo di Twitter: perché ha vinto il NO

Dall’analisi di oltre 120mila tweet dedicati al tema del referendum Expert System ha evidenziato una propensione di voto favorevole al “NO” (54% rispetto al 46% del “SÌ”) con un testa a testa nel periodo antecedente le votazioni
Expert System, come già accaduto in occasione del voto sulla Brexit e delle elezioni americane, quando aveva previsto correttamente i risultati, ha monitorato, tramite algoritmi di intelligenza artificiale, i commenti scambiati via Twitter sul referendum costituzionale analizzando in tempo reale un campione rappresentato da oltre 120.000 tweet, raccolti dal 24 ottobre al 3 dicembre 2016 e selezionati in base ai principali hashtag riconducibili al tema del referendum (#bastaunsi, #iovotono, #iovotosi, #iodicosì, #iodicono, ecc.).

Pur evidenziando una situazione fluida e in costante evoluzione, l’analisi di lungo periodo ha sempre dimostrato una prevalenza del NO che mediamente è stata del 54% rispetto al 46% del SÌ. Considerando però solo il periodo immediatamente precedente il voto (29 novembre – 3 dicembre) si nota come il fronte del SÌ abbia registrato, in alcune circostanze, un positivo trend di crescita, sebbene non sufficiente per contrastare permanentemente la supremazia delle intenzioni di voto a favore del NO.

Il “sentiment” del referendum: uno scontro acceso, anche nei toni
Durante l’intero periodo di rilevazione (24 ottobre 2016 – 3 dicembre 2016), il clima generale è stato categorizzato come “neutro tendente al positivo”.

        

Nell’ultimo periodo però qualcosa era cambiato: la tendenza alla positività si era infatti ridimensionata passando da un sentiment al 65%, cioè neutro ma spiccatamente tendente al positivo, a un sentiment pari al 52% (Figura seguente), evidenziando come i toni molto accesi dell’ultimo periodo di campagna referendaria abbiano avuto forti ripercussioni sull’opinione pubblica.

Il sentiment è uno degli aspetti che si possono mettere in luce sfruttando la capacità della tecnologia cognitiva Cogito
di Expert System di comprendere il significato delle parole e delle frasi
.
Ad esempio, l’uso di una terminologia dalla connotazione prevalentemente negativa determina un “bad sentiment”, al contrario, l’uso di parole positive determina una maggior propensione a un “good sentiment”

Vittoria del “SÌ”, voto di pancia? “Ansia” e “paura” le emozioni più presenti
Sfruttando innovativi algoritmi di intelligenza artificiale è stato possibile identificare anche le emozioni racchiuse nei tweet. Dall’analisi di un campione di tweet raccolto nell’ultima settimana (26 novembre – 3 dicembre), si nota come il sentiment dell’ultimo periodo, in regressione dalla positività registrata nella prima parte di novembre, sia stato accompagnato anche da emozioni negative, come ansia e paura. Come già rilevato per le analisi sulla Brexit e Trump le intenzioni di voto paiono più frutto “della pancia che della testa”.

#iovotono e #iodicono #IOVOTONO E #IODICONO

 #bastaunsi  e #iovotosi
  #BASTAUNSI  E #IOVOTOSI

Da voto sulla riforma costituzionale a referendum su Renzi
Sono tanti i personaggi presenti nei tweet analizzati e dedicati al referendum: un aspetto interessante è che l’elenco non comprende solo politici ma anche giuristi, giornalisti, esponenti del mondo dello spettacolo, ecc. Al centro della scena troviamo costantemente Matteo Renzi: personaggio più presente nei tweet postati nell’ultimo periodo, si è conteso il primato con Silvio Berlusconi, il più citato nel primo periodo di analisi e rilevazione (dal 24 ottobre al 21 novembre). Seguono poi Luigi Di Maio, Renato Brunetta, Giorgia Meloni, Alessandro Di Battista ma anche Michele Santoro, Francesco Guccini, Beppe Grillo, Alessandro Pace

I personaggi più citati nei tweet postati online sul referendum costituzionale

CNEL protagonista ma non solo
Guardando a persone, luoghi e organizzazioni più citate nei tweet analizzati è stata riscontrata inoltre una notevole importanza del CNEL, oggetto di un quesito referendario, e del suo Presidente Delio Napoleone (situazione al 30 novembre e successivi).
Inoltre, spunta Romano Prodi, che proprio il 30 novembre aveva manifestato la sua intenzione di votare SÌ.

                                          

Persone, luoghi e organizzazioni più citate il 30 novembre nel campione di tweet analizzati

Testa a testa anche fra M5S e PD
Nell’ambito dei partiti, è stato rilevato un sostanziale testa a testa fra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle. Il PD si attestava come il partito più citato nei tweet postati online dagli utenti fra il 24 ottobre al 21 novembre, mentre il M5S è risultato essere quello più citato nell’ultimo periodo, a riprova della forte connotazione dei simpatizzanti di questo movimento con la Rete. Durante entrambi i periodi di rilevazione e analisi, le citazioni nei confronti di Forza Italia e della Lega si sono attestate invece su valori decisamente inferiori, così come altri partiti sono risultati praticamente assenti dal dibattito.

                                                      

In riferimento al totale dei tweet analizzati dal 24 ottobre al 3 dicembre, cioè oltre 120.000 tweet,
il M5S risulta il partito più presente nei tweet, ma con l’analisi relativa alla prima parte di rilevazione (24 ottobre – 30 novembre)
il PD risultava il partito più presente nei tweet (v. figura seguente)

In riferimento al totale dei tweet analizzati dal 24 ottobre al 21 novembre, cioè circa 80.000,
è stato il PD a registrare una maggiore presenza (oltre 2.000 citazioni)

Parola d’ordine: votare
Dall’analisi dei termini più utilizzati dagli utenti nei tweet dedicati al referendum sono emerse alcune informazioni interessanti. Insieme all’ovvia presenza del sostantivo referendum (e anche referendum costituzionale, riforma, riformare, costituzione) votare è il verbo più usato, come confermato dall’affluenza boom alle urne (68,48%).

Alcune delle parole più significative presenti nei tweet analizzati

Le parole del SÌ
Nei tweet riferibili al fronte del “SÌ”, Renzi risulta essere sempre presente. Si nota inoltre lo stimolo al cambiamento analizzando i verbi. Dopo votare, infatti, il verbo più usato è cambiare, accompagnato da dire e fare, volere e vincere. Spicca inoltre la presenza di Italia.

Le parole collegate ai tweet relativi al Sì

Le parole del NO
La presenza centrale di Renzi anche nei tweet legati al fronte del “NO” sembra sottolineare la tesi per cui il voto sulla riforma costituzionale si sia trasformato sostanzialmente in un voto contro o a favore di Renzi.

Le parole collegate ai tweet relativi al NO

Più di 10.000 hashtag
Confermando che la creatività rimane una caratteristica innata degli italiani, è curioso notare che nel campione dei 120.000 tweet analizzati sono stati usati più di 10.000 hashtag diversi. Molti di questi hashtag mostrano la tendenza alla polarizzazione e al linguaggio forte, molto meno a quello ironico. Tra i più ottimisti e civili: #vogliovotare, #ilsolesorgeràancora, #rimbocchiamocilemaniche.

Il voto degli italiani all’estero
L’analisi ha messo in evidenza anche aspetti geografici correlati al voto: la mappa di calore riportata sotto mostra infatti le località del mondo citate nei tweet analizzati. A parte una prevedibile concentrazione sull’Italia, è emersa la rilevanza di altre zone, come l’Europa Centrale, la Spagna, la Florida ecc. dove vivono comunità di italiani emigrati all’estero e dove è risultata maggiore la concentrazione di tweet riferibili al SÌ (dato che sembra confermato dall’esito del voto, dal momento che gli italiani all’estero hanno votato per il SÌ al 65%).

Le località del mondo più citate nei tweet analizzati

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