Istruzione e sviluppo, il rettore Del Zompo: “nonostante i tagli ai finanziamenti (27% negli ultimi 7 anni), pronti a fare la nostra parte”

Negli ultimi sette anni l’Università di Cagliari ha subìto un taglio del 27% del Fondo di Finanziamento Ordinario. Ma nonostante questo, come ateneo ci mettiamo in discussione: insieme alle altre istituzioni vogliamo contribuire allo sviluppo della nostra regione. Abbiamo instaurato un nuovo rapporto con il mondo delle imprese, cambieremo completamente le nostre politiche per l’orientamento: la ricerca del nostro Ateneo e la formazione dei nostri laureati sono assolutamente competitivi, in Italia e nel mondo”. Lo ha detto il Rettore Maria Del Zompo, intervenendo questa mattina al convegno “Istruzione, sviluppo, crisi delle rappresentanze”, organizzato dall’Associazione degli ex Parlamentari sardi alla Fondazione di Sardegna.

Cultura e innovazione è il binomio vincente in una situazione caratterizzata dal taglio progressivo dei fondi a tutte le università italiane da parte del Governo – ha proseguito – Senza cultura non ci può essere innovazione, ed entrambe hanno bisogno della ricerca per stare al passo con i tempi di un mondo che cambia a velocità sempre più elevate. L’università è l’unico luogo e l’unico tempo dove l’innovazione basata sulla cultura funziona”.

La spesa pubblica per l’istruzione in Italia è scesa del 14% tra il 2008 e il 2013. Questa caduta non riflette soltanto una riduzione nella spesa pubblica totale in termini reali, ma anche una variazione nella distribuzione della spesa pubblica su diverse priorità: il declino nella spesa per gli altri servizi pubblici è risultato appena inferiore al 2%. La spesa totale per l’istruzione da primaria a terziaria come percentuale del PIL è stata del 4% nel 2013, confrontata con la media dell’OCSE che è del 5.2%.

La crisi delle rappresentanze è stata invece al centro dell’intervento di Pietro Ciarlo, costituzionalista dell’Università di Cagliari e Prorettore all’innovazione e semplificazione amministrativa: il docente ha parlato dei cambiamenti che hanno stravolto le relazioni sociali rendendole “liquide”: “E’ stato fondamentale il ruolo della comunicazione in tv e sul web – ha spiegato – La politica digitale ha trasformato i meccanismi di selezione delle candidature. Ormai viviamo in una democrazia ibrida, come la definisce Ilvo Diamanti. C’è oggi rispetto al passato una dispersione delle rappresentanze: in tanti contesti ci sono rappresentanti, ma nella maggior parte dei casi si registra un sistema rappresentativo fatto di immagine, non di sostanza. Si tratta di meccanismi da rivedere: serve una rappresentanza vera, più concentrata ma più efficace”.

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