Al via il progetto di Supporto alle Start Up del Comune di Goni con una storia di esempio del tessuto produttivo locale per i futuri imprenditori

img-20161007-wa0008La settimana scorsa si è tenuto a Goni, presso l’ex-asilo in Via E. Pilia, il seminario dal titolo “Storie di impresa e di coraggio”. Il primo di un ciclo di incontri dedicati alla cultura di impresa con l’obiettivo di alimentare una migliore la cultura d’impresa.

L’evento fa parte del più ampio Progetto “Supporto alle Start Up” organizzato dal Comune di Goni, avviato agli inizi dell’estate 2016, con il bando “Contributi a sostegno di nuove realtà in fase di creazione e di avvio di impresa”. Una serie di attività che vogliono sostenere lo sviluppo di start-up tramite l’erogazione di agevolazioni sui fondi De minimis, di modo da abbattere i costi di avvio, incentivare la concretizzazione di idee imprenditoriali e favorire la nascita di nuove imprese.

7 sono state le idee beneficiarie del bandoe 5 (due rinunciatarie) quelle che hanno iniziato il 22 settembre il percorso di acceleratore di impresa curato da Apply Consulting. I futuri imprenditori avranno modo di sviluppare la loro idea ma, soprattutto, avranno modo di confrontarsi con diversi contesti che possano in qualche modo fungere da stimolo per la crescita della loro idea di impresa.“Si è fermamente convinti” ha detto Erika Sois, responsabile di progetto, “che il confronto faccia crescere culturalmente le persone ed i territori, che le relazioni e le reti di relazione possano contribuire ad alimentare il senso di fiducia e siano alla base di uno sviluppo sostenibile del territorio”.

Il progetto si inserisce in un più ampio quadro rappresentato dal lavoro sulle reti di collaborazione e di impresa, avviato dal GAL SGT (Sarrabus Gerrei Trexenta) nella precedente programmazione e riconfermato quale elemento centrale del nuovo Piano d’Azione per il 2014-2020. Ma soprattutto vuole essere un tentativo attraverso cui sperimentare una nuova via con lo scopo di “investire” risorse pubbliche in attività economiche ritenute sostenibili e che, quindi, non chiudano i battenti dopo poco tempo, come purtroppo troppo spesso accade.

I seminari si incentrano sul racconto diretto dell’esperienza vissuta sulla propria pelle da piccoli imprenditori che, con grande coraggio ed estrema determinazione, hanno dato alla luce nuove idee e portato avanti progetti di impresa.

La prima azienda ospite è stata l’Azienda “Pab’è is tèllasa”, sita nel comune di Sant’Andrea Frius, dei coniugi Marco Melis e Maria Atzeni. Lui, sin da piccolo allevatore di ovini, lei, scopertasi casara intraprendente e piena di inventiva, insieme con il duro lavoro hanno costruito tutto nella loro vita: un’azienda agricola multifunzionale ed una splendida famiglia con quattro figli, due dei quali già sulle orme dei genitori.

I due imprenditori sono un mirabile esempio di dedizione e di passione per il settore nel quale operano, nonché prezioso esempio di riscatto dalle stringenti logiche di sfruttamento del sistema industriale, in grado di offrire prodotti di qualità perché a latte crudoe da animali al pascolo. Diversi sono i formaggi e i  derivati del latte iscritti nel registro PAT, come sa Piritta, su Gioddu e, da ultimo, sa Casada, solo per citarne alcuni.

Tradizione ma anche innovazione che si configura nella produzione di nuovi prodotti. L’azienda della Trexenta ad oggi, è l’unico produttore sul mercato in grado di offrire una mozzarella di pecora realizzata interamente a mano e con metodo naturale (acidificazione naturale senza l’ausilio di acido citrico). Un prodotto che ha portato Pab’è is tèllasaa vincere il prestigioso Oscar Green della Coldiretti nel 2013.

Il bisogno di confronto è al centro delle loro relazioni: una fitta rete fatta di altre piccole imprese sarde e non, professionisti, ricercatori, esponenti del mondo accademico, del mondo mediatico e giornalistico.

Partendo dalla consapevolezza dell’importanza che le relazioni e le reti rivestono per lo sviluppo di unterritoriosi è voluto portare un esempio di eccellenzadel tessuto produttivo locale durante il primo incontro. Il messaggio vuole essere chiaro sottolinea il sindacoMario Cabrasanche qui, nonostante le oggettive difficoltà, è possibile cooperare, è possibile fare impresa”.

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