Prestigioso riconoscimento della NASA ad un giovane ricercatore INAF-OAC

Risultati immagini per Matteo BachettiMatteo Bachetti, ricercatore dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari INAF-OAC, è stato insignito di un prestigioso premio da parte della NASA per “Eccezionali risultati in ambito scientifico”, grazie alla sua ormai “famosa” scoperta sulla stella pulsar più luminosa, risalente al 2014.

Questione di pulsar. Questo tipo di stelle dal magnetismo velocissimo e sfuggente è il “terreno di caccia” in cui sono specializzati numerosi astronomi dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari.

Fra questi, il giovanissimo Matteo Bachetti, classe 1981, si è ultimamente distinto per aver partecipato ad un importante studio appena pubblicato sulla pulsar più lenta finora scoperta.

Non si erano ancora spenti gli echi di questa notizia ed ecco che, per lo stesso ricercatore, arriva un riconoscimento di enorme prestigio.

Matteo è infatti ricevuto, senza alcun preavviso informatico, una lettera direttamente dagli Stati Uniti. Veniva dalla NASA.

Fin qui niente di strano, Matteo è già abituato da anni a collaborare con i colleghi statunitensi, ma stavolta la notizia era davvero seria: gli veniva assegnata una medaglia per aver raggiunto risultati scientifici di eccellenza dentro un progetto NASA (Exceptional Scientific Achievement Medal).

Allora, lì per lì, pur pensando probabilmente in cuor suo di meritare questo riconoscimento, Matteo ha pensato ad uno scherzo di qualche collega buontempone ed è rimasto silenzioso e prudente. Tuttavia le verifiche sono durate poco: la lettera era originale e, per di più, lo invitava alla cerimonia ufficiale del 13 ottobre prossimo a Pasadena, in California, nella sede del Jet Propulsion Laboratory della NASA.

La medaglia vuole premiare il grande lavoro che Matteo Bachetti ha svolto nello sviluppo del satellite NASA Nu-Star ma soprattutto la sua grande intuizione nella scoperta, del 2014, di un’altra importantissima stella, la pulsar più luminosa mai scoperta finora.

Risultati come questo non possono che incoraggiare la fiducia e il sostegno delle istituzioni alla ricerca italiana.

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