Salute mentale e diritti umani, l’Università di Cagliari organizza una Summer School

Comincerà lunedì 22 agosto alle 10 nei locali della ex Clinica Aresu di via San Giorgio – e andrà avanti fino alla mattina del 25 agosto – la Summer school sui diritti umani e la salute mentale, organizzata in città dall’Università di Cagliari e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (WHO, World Health Organization) per discutere e promuovere un nuovo approccio nel campo dei servizi di salute mentale, in cui le cure di buone qualità si accompagnino ovunque nel mondo al rispetto dei diritti umani e puntino al recupero completo degli individui con disabilità psicosociale. Parteciperà ufficialmente anche l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani (UNHCR).

Cagliari sarà dunque per tre giorni capitale mondiale del settore, grazie ad una vera e propria scuola che supporterà i servizi di cura in salute mentale nel miglioramento della qualità degli interventi. L’iniziativa – curata per l’Ateneo cagliaritano dal prof. Mauro G. Carta – mira anche allo sviluppo delle competenze sui diritti umani e al rafforzamento delle organizzazioni delle persone con disabilità psicosociale impegnate nella società civile, e si inserisce nel progetto QualityRights, il cui scopo è promuovere i diritti umani in salute mentale nell’area mediterranea, in cui l’Ateneo cagliaritano è partner di primo piano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Tra i temi trattati nella tre giorni cagliaritana le violazioni dei diritti umani, con particolare riferimento a quelle consumate nei confronti delle minoranze, lo stigma nei confronti delle persone con disabilità psicosociale e la loro marginalizzazione. Su tutto, la Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, per approfondire il legame tra diritti umani e salute mentale nella cornice del diritto internazionale. Migliorare le condizioni di vita e il contesto sociale nei servizi di salute mentale è uno degli obiettivi dell’importante Scuola estiva, che intende introdurre a livello internazionale nuove pratiche per evitare abusi, violenze e pratiche coercitive in salute mentale.

Fra i docenti, Michelle Funk e Natalie Drew (WHO Ginevra); Soumitra Pathare (Responsabile Progetto QR in Gujarat, India); Maths Jesperson (Responsabile Servizio Ombudsman, Svezia); Peter McGovern (WHO consultant) e altri.

Tra i partecipanti, rappresentanti del ministero della salute e dell’educazione del Libano; del ministero della salute della Georgia; dei centri collaborativi WHO di Lille (Francia) e Trieste (Italia); di Medici senza Frontiere; LìorCBM per la salute mentale nell’Africa dell’Ovest e del Sud-Est Asiatico; dell’organizzazione degli Ombudsman della Svezia; oltre a studenti provenienti dalla Malesia, dall’Inghilterra, dall’Egitto, dalla Spagna, dalla Polonia, dall’Italia e da altri Paesi.

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