Ricerca. La produttività e’ più alta se il team è misto ed educato

Nello sviluppo del software la produttività è più alta se il team di lavoro è composto da persone di genere e nazionalità diversi e se si comunica con educazione. Lo affermano due articoli scientifici pubblicati da Marco Ortu, Roberto Tonelli e Michele Marchesi, dei Dipartimenti di Ingegneria Elettrica ed Elettronica, e di Matematica e Informatica dell’Università di Cagliari e Giuseppe Destefanis, Steve Counsell e Stephen Swift della Brunel University of London. Destefanis ha conseguito un dottorato di ricerca in Elettronica e Informatica, mentre Counsell è stato per due volte visiting professor, all’Università di Cagliari.

Il prof. Michele Marchesi coordina l’Agile Group, il gruppo di ricerca in Ingegneria del Software della nostra Università, di cui fanno parte Marco Ortu e Roberto Tonelli. Marchesi è stato il primo ricercatore al mondo a occuparsi delle “Metodologie Agili” di sviluppo del software, sin dal 1998, e ha fondato la prima conferenza internazionale sull’argomento, tenuta per la prima volta a Cagliari nel 2000, e nel 2016 a Edinburgo. Attualmente, oltre il 60% dei progetti software nel mondo sono gestiti tramite le Metodologie Agili.

Le due pubblicazioni – focalizzati sugli aspetti sociali dello sviluppo del software – sono il risultato degli studi condotti dal gruppo di ricerca rispettivamente su un campione di circa 1.200 team di sviluppo e su oltre 730 mila interazioni online.

L’articolo “Quanto è diversificato il tuo team? Indagine sulla diversità di genere e di nazionalità nei team GitHub (How diverse is your team? Investigating gender and nationality diversity in GitHub teams)” esamina la composizione dei team al lavoro su progetti Open Source. E’ stata analizzata l’anagrafica degli sviluppatori che collaborano sulla piattaforma di hosting web e collaborazione GitHub, riscontrando che un’alta diversità di genere nei team coincide con una risoluzione delle attività di sviluppo in tempi più brevi.

La presenza di più nazionalità all’interno dello stesso team incide invece negativamente sul livello di politeness: l’internazionalità favorisce i fraintendimenti linguistici e di conseguenza  i conflitti.

Le buone maniere o politeness sono al centro anche dell’analisi dell’altro articolo “Sviluppo di software: le buone maniere sono importanti? (Software development: do good manners matter? https://peerj.com/articles/cs-73)” nel quale vengono studiati i legami fra gentilezza, produttività e la capacità di attrarre e trattenere sviluppatori all’interno di un progetto. Dal campione dei commenti degli sviluppatori sulla board Agile della piattaforma JIRA è emerso che i gruppi di lavoro più polite risolvono le issue, ovvero portano a termine le attività, in meno tempo e che gli sviluppatori sono più propensi ad avviare e proseguire nel tempo collaborazioni con team polite. Il lavoro sta ottenendo molto successo tra gli sviluppatori, e il “preprint” è diventato virale in due giorni, ottenendo quasi 16mila visite dopo la sua pubblicazione online.

Entrambi gli studi dimostrano l’importanza della composizione dei team e di un clima positivo capace di creare serenità all’interno dell’ambiente di lavoro, fornendo un’indicazione chiara alle aziende che vogliono migliorare le proprie performance.

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