Nasce a Cagliari il primo Forno Solare Tessile

Due esempi di forno solare SocialOven

Si piega come un giornale, pesa quanto un libro, sta in borsa, nello zainetto, in bicicletta, nel tasca del passeggino, stiamo parlando di SociaLOVEn, il primo Forno Tessile solare, il più leggero al mondo, resiliente, fatto di materiali rinnovabili.

È stato presentato all’Istituto Europeo del Design (Ied) di Cagliari dove si sono tenuti i primi assaggi di specialità gastronomiche cotte con questo forno portatile. Progetto promosso da “La Casa Verde CO2.0” presieduta da Riccardo Porta e concretizzato grazie alle sinergie con Ied Cagliari, Coldiretti, Slow Food, Scuola di Pasta, Cooperativa Tèssere di Baunei Cardedu, Edizero architettura di Pace, il fisico Andrea Mameli, Alexander Scano e l’astrofisico Manuel Floris.

Il forno funziona in ogni stagione dell’anno captando in modo diretto la luce solare grazie ai suoi leggeri spicchi di tessuto orientabili, garantendo una cottura sana, priva di inquinamento, per cucinare di tutto: dai ravioli ai muffin.

Per le sue caratteristiche e potenzialità, uniche al mondo, il SociaLOVEn può essere anche definito Carpet-Solar Oven e Textile Solar Bag prêt-à-porter. Il sociaLOVEn prende spunto dal social carpet realizzato tra le iniziative della Regione Autonoma della Sardegna in occasione di Expo Milano 2015. Il social carpet, tappeto sociale di oltre 40 metri di lunghezza, realizzato da circa 5 mila persone di ogni parte del mondo è diventato, nel tempo, vero e proprio manifesto tessile di salvaguardia della terra e del suo cibo.

Ma qui il tappeto diventa addirittura trasformatore di cibo e prolungatore di cottura. È infatti realizzato sia in sartoria sia al telaio come un tappeto, in onore alla grande tradizione tessile isolana. Rispetto agli altri forni solari esistenti al mondo la sua unicità risiede nella leggerezza e resilienza e nell’origine dei suoi materiali rinnovabili come i tessili di recupero.

La realizzazione. Alle tessitrici della cooperativa ogliastrina Tessere, è stato affidato il compito di realizzare materialmente il forno, dal recupero dei tessili usati (abbigliamento e corredo) depositati nella banca dei tessuti sociali di Cardedu e Baunei, purificati con prodotti naturali prodotti sempre in filiera, poi trasformati in filati per essere lavorati al telaio e diventare forni solari venduti on -line dalla stessa cooperativa di tessitrici. “Il progetto SociaLOVEn riflette pienamente lo spirito di Tèssere: sostenibilità, riutilizzo delle eccedenze, creazione di reti e sinergie tra persone e territori, attenzione all’ambiente e alla salute di tutti. Da mani sapienti, da intrecci di storie di donne telai e tessuti nasce un oggetto speciale, che custodisce il sole ne usa l’energia che diventa il nostro cibo. hanno detto Augusta Cabras e Lina Pisano di Tèssere.

La progettazione. Gli aspetti tecnologici legati alla ricezione solare e alla conoscenza del sole, la più grande stella del nostro cielo, si devono alla sintesi delle diverse competenze messe in campo: dall’esperto di energie rinnovabili e maestro di cucina solare Alexander Scano, al fisico Andrea Mameli fino all’astrofisico Manuel Floris direttore del planetario de L’Unione Sarda. Il sistema di cattura solare ad alta efficienza energetica, sviluppato con centri di ricerca e Università, è diventato, nelle filiere Edizero Architecture of Peace, la parte di ingegneria e di progettazione tessile del forno. “La cottura solare caratterizza un nuovo modo di intendere i consumi orientati al soddisfacimento di bisogni primari come quello dell’alimentazione. Ai forni e ai fornelli solari, per dirsi pienamente sostenibili, manca tuttavia l’attenzione ai materiali alla loro origine e all’ergonomia. Il socialoven coglie in pieno questa esigenza e fornisce un esempio di forte innovazione in tal senso”, ha dichiarato il fisico Andrea Mameli. Grazie alla stretta collaborazione con lo IED istituto europeo di design, il socialoven nelle sue differenti versione diventa anche un vero forno d’autore con “abiti” di design che oltre all’estetica ne esaltano anche la funzionalità. “Nella Giornata Mondiale del Design Industriale, IED Cagliari sostiene la sostenibilità ambientale, economica e sociale del design: è in questo ambito che si colloca la partnership con il progetto a più mani SociaLOVEn, il primo forno tessile al mondo che utilizza fonti rinnovabili, e unisce condivisione, lavoro artigianale, sostenibilità, forma e bellezza. La collaborazione con Socialoven è in linea con altri progetti della scuola in ambito artigianato e food“, ha affermato la direttrice di IED Cagliari, Monica Scanu.

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