La Ricerca: un modello di sostenibilità #Prospettiva

di Alessandro Ligas

La valorizzazione della ricerca è il punto di partenza per lo sviluppo del benessere sociale.

10 sono le città che il prossimo 25 Settembre animeranno la X Edizione della Notte Europea dei ricercatori. 10 città come le edizioni che sono trascorse. 10 città legate idealmente dalla voglia di contribuire a migliorare la vita di tutti noi.

Frascati, Roma, Trieste, Milano, Pavia, Bologna, Ferrata, Pisa, Bari e Cagliari: 10 città che daranno una nuova lettura del modo di fare ricerca e del mondo dei ricercatori.

Il prossimo 25 settembre ritorna l’appuntamento dedicato alla divulgazione delle ricerca scientifica: la Notte Europea dei Ricercatori 2015 organizzata da Frascati Scienza e finanziato dalla Commissione Europea.

Un appuntamento che si ripete da 10 anni e che si pone l’obiettivo di avvicinare i giovani al mondo della ricerca scientifica mettendo in primo piano coloro che fanno la ricerca risaltandone la figura e mostrando i loro sogni, le loro debolezze e le loro passioni.

Un appuntamento che mostra quali sono gli strumenti usati dai ricercatori per leggere e descrivere la realtà che ci circonda trovando le giuste chiavi per poter dar vita ad un continuo rinnovamento e permettere un reale salto di qualità.

Il tema portante dell’evento è la “sostenibilità“. La definizione più diffusa è quella fornita nel 1987 dalla Commissione Indipendente sull’Ambiente e lo Sviluppo (World Commission on Environment and Development), presieduta da Gro Harlem Brundtland, secondo la quale: “L’umanità ha la possibilità di rendere sostenibile lo sviluppo, cioè di far sì che esso soddisfi i bisogni dell’attuale generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai loro”. Un argomento con tante sfaccettature che coinvolge tutta la società e le sue esigenze a cui i ricercatori sono chiamati a contribuire costruendo gli strumenti per poter leggere e concretizzare un futuro più sostenibile, più umano con le loro innovazioni e la loro creatività, migliorando la vita di tutti noi e dando una diversa prospettiva del domani.

Prospettiva che ci porta a descrivere le diverse possibilità del domani e sviluppare nuovi modelli di comprensione del mondo e del rapporto che sussiste tra l’uomo presente e quello futuro. Un continuo rinnovamento concettuale che porta ad un miglioramento degli usi e dei costumi dando tridimensionalità alla realtà.

Prospettiva che le Università ed i Centri di Ricerca incarnano: luoghi per antonomasia di produzione di nuova conoscenza e di alti profili formativi, ma anche luoghi dove si valorizza e si divulga la conoscenza con l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sociale, culturale ed economico della Società. Dialoghi costanti che promuovono lo sviluppo complessivo, sia culturale che economico, facendo crescere una consapevolezza ed una “confidenza” con le tematiche scientifiche, ossia intorno ai temi ed alle prospettive della ricerca scientifica e dello sviluppo tecnologico, in maniera tale che tutti i cittadini sappiano confrontarsi con la scienza con i giusti mezzi. Esigenza quest’ultima che si sta sempre più manifestando soprattutto con la diffusione di false informazioni scientifiche (causate da una scarsa alfabetizzazione scientifica) attraverso i social network, a cui i ricercatori non si possono più sottrarre.

La notte dei Ricercatori opera da dieci anni in questo contesto ed è diventata uno dei momenti di confronto permanente con il sistema produttivo, istituzionale e con la società civile con l’obiettivo principale di alimentare ed accrescere il processo di produzione di valore e di crescita della società e del territorio. Una sfida che costruisce nuove rotte per diffo

ndere il sapere nella società nella logica della corretta informazione, del business e della curiosità scientifica.

Nella notte del 25 Settembre, a conclusione della Settimana della Scienza, Università, centri di ricerca ma sopratutto ricercatori si apriranno alla società trasferendo le conoscenze, favorendo l’innovazione sia tecnologica che culturale, e la costituzione di reti con associazioni, centri culturali, enti locali, cittadini, lavoratori ed imprese (piccole, medie e grandi).

Prospettiva che mostra come l’attività di ricerca sia il motore del cambiamento.

Qui trovate il programma completo

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