L’operatività del Sardinia Radio Telescope temporaneamente ferma a causa dello stato di agitazione proclamato dal Personale.

Rilanciamo il comunicato dato alla comunità scientifica emesso  dall‘INAF-Osservatorio Astronomico di Cagliari, relativo alle posizioni e alle azioni messe in atto dal personale
nell’ambito dello stato di agitazione dichiarato.

L’annuncio viene distribuito per spiegare alla comunità le motivazioni della protesta del personale OAC contro l’operzione di accorpamento con l’IRA di Bologna.

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E’ con profondo rammarico che annunciamo alla comunità scientifica che il personale dell’Osservatorio Astronomico di Cagliari (OAC) ha temporaneamente ritirato la sua disponibilità ad articolare il proprio lavoro in turni, il che implica un fermo temporaneo delle attività del Sardinia Radio Telescope (SRT).

Non si tratta di rivendicazioni sindacali, ma della nostra rivoluzione culturale

La nostra non è una rivendicazione sindacale o una presa di posizione politica, non c’è alcun campanilismo. La nostra protesta è semplicemente in sintonia con il germe di una vera e propria rivoluzione culturale che emerge nell’Isola, e che si ispira alla necessità di adeguare una volta per tutte la politica nazionale della conoscenza ai più moderni principi di condivisione e di radicamento del sapere sul territorio sanciti dalla UE, un concetto peraltro già ampiamente condiviso dal Governo nazionale, ma che evidentemente non sempre trova riscontro nelle strategie degli Enti di Ricerca nazionali. La riorganizzazione della radioastronomia italiana, deliberata di recente, non solo non trova riscontro nell’assetto statutario del nostro Ente, ma vanifica un formidabile investimento decennale ispirato proprio ai principi di coesione della UE.

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A seguito delle raccomandazioni di un Comitato di Review (CR), il nostro Ente, l’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), ha deliberato di accorpare due sue Strutture, l’IRA di Bologna e l’OAC, in un’unica Struttura denominata ORA (Osservatorio di Radio Astronomia), di cui l’IRA e l’OAC sarebbero due “sezioni”, a dispetto del fatto che non esiste nello Statuto dell’INAF il concetto di “sezione di una Struttura” e pertanto non se ne può valutare il significato e l’efficacia. La motivazione di questo accorpamento risiede nell’apparente necessità di ottimizzare la gestione dei radiotelescopi nazionali in carico alle due Strutture (i radiotelescopi in provincia di Bologna e il radiotelescopio di Noto in Sicilia in carico all’IRA, e il radiotelescopio sardo in carico all’OAC). Il centro direzionale di questa nuova Struttura sembrerebbe che debba essere a Roma, nei pressi della Sede Centrale dell’INAF, sebbene il Bando per la selezione del Direttore di questa nuova Struttura non lo specifichi, e non è un segreto che l’IRA di Bologna, favorevole all’accorpamento, ha affermato invece in un comunicato pubblico che “a regime” la sede della nuova Struttura unificata dovrà essere a Bologna e che solo in una prima fase “ad interim” potrebbe essere “tollerato” di localizzarla a Roma come ha proposto il CdA dell’INAF.

Il Comitato di Review, composto da tre autorevoli scienziati della rete radioastronomica europea EVN (European VLBI Network), ha suggerito all’INAF di accorpare le due Strutture, perché questo renderebbe più efficiente la gestione delle antenne italiane. L’obbiettivo indicato è certamente apprezzabile. Ed è anche apprezzabile il positivo giudizio espresso per la nostra Struttura e il fatto che nel loro rapporto si legge: a good collaborative partnership is observed between staff at the various institutes. E in effetti, i primi test di funzionalità di SRT nell’ambito della rete europea sono stati strepitosi, dimostrando un’eccellente capacità dello Staff di coordinare le attività osservative dello strumento sardo con i migliori strumenti esistenti al mondo. Indubbiamente, adesso che l’Italia dispone di ben tre antenne, di cui una, SRT, di stampo moderno e molto complessa, la gestione a regime di questo “sistema” potrebbe essere più impegnativa, e infatti abbiamo anche noi formulato una proposta di coordinamento. La soluzione che si intende invece adottare (l’accorpamento) indica l’inadeguatezza “in prospettiva” delle attuali capacità organizzative e di coordinamento dell’INAF come Istituto nazionale, il che trova riscontro nella decisione dell’INAF di adottare la soluzione proposta dal Comitato “sic et simpliciter”, senza contestualizzarla nell’organizzazione statutaria e territoriale dell’Ente. L’INAF, soprattutto la Direzione Scientifica nazionale, la cui missione primaria è proprio il coordinamento, avrebbe dovuto valutare con maggiore autodeterminazione tutta la faccenda.

In Sardegna rifiutiamo con fermezza questa politica di corto respiro, e abbiamo già dichiarato la nostra ferma opposizione a questa ristrutturazione per i seguenti motivi:

1) L’assetto attuale dell’Ente e lo Statuto in vigore renderebbero molto complessa e farraginosa la gestione unificata di realtà così distanti. D’altra parte, come abbiamo annunciato in premessa, i primi test di funzionalità di SRT nell’ambito della rete europea dimostrano invece un’eccellente capacità dello Staff di coordinare le attività osservative dello strumento sardo con i migliori strumenti esistenti al mondo. Questo riflette quanto ha scritto il CR nel suo rapporto in cui si legge che a good collaborative partnership is observed between staff at the various institutes. Siamo già in perfetta sintonia con la rete europea. Nonostante questo, noi abbiamo comunque dichiarato la nostra piena disponibilità a individuare ulteriori forme di coordinamento, che non ci vedano però ridotti ad appendice remota di una Struttura lontana, e ne abbiamo proposto qualche esempio.

2) Le Istituzioni sarde hanno posto in essere negli ultimi dieci anni una solida strategia per capitalizzare l’investimento originario del Ministero in termini di sviluppo dell’eccellenza scientifica locale, e per radicare nell’Isola l’intellettualità che governa la radioastronomia italiana. Il Governo regionale ha messo a disposizione ingenti risorse economiche per la realizzazione di SRT; per la realizzazione della nuova sede cittadina; per attrezzare moderni laboratori di Ricerca e Sviluppo; per attrezzare moderne e accattivanti strutture di outreach; ed è attivo nel triennio 2014-15-16 un Accordo di Programma con il quale la Regione contribuisce allo sviluppo dei due siti sardi dell’INAF. Il sostegno dell’Ateneo di Cagliari alla crescita dell’astrofisica in Sardegna è stato robusto e si è concretizzato anche attraverso una serie di accordi con l’INAF. Di conseguenza l’opposizione delle Istituzioni sarde all’accorpamento andrebbe rispettata.

3) In generale, insieme a tante centinaia di colleghi dell’Istituto nazionale che hanno firmato la nostra petizione, riteniamo che cambiamenti di questa portata andrebbero condivisi con le Strutture coinvolte: l’IRA e l’OAC sono già parte di uno stesso Ente, l’INAF, ed esiste in Roma la Direzione Scientifica dell’Ente la cui missione statutaria primaria è proprio il coordinamento.

Ecco perché abbiamo proclamato presso l’OAC lo stato di agitazione.

Intendiamo proseguire nel presentarci in Europa e al mondo come stiamo facendo, con il nostro Direttore di Struttura sempre presente fra di noi, con la nostra passione e con la nostra consapevolezza, con la nostra capacità di operare SRT giorno e notte, per sette giorni la settimana, con una abnegazione e una determinazione che supera tutti gli schemi contrattuali, cooperando con le altre Strutture del nostro stesso Ente, ma senza esserne semplicemente appendici remote. La comunità scientifica internazionale ci conosce e apprezza il nostro lavoro, presso la nostra Struttura operano ricercatori provenienti da varie regioni d’Italia e d’Europa, e diversi giovani formati a Cagliari in collaborazione con l’Ateneo hanno letteralmente invaso le migliori Istituzioni estere. La nostra Struttura vanta una produzione scientifica di alto profilo, una invidiabile numerosità di premi internazionali, e diversi dei nostri ricercatori siedono ai tavoli dei più importanti gruppi di lavoro internazionali. Tutto questo ci conferisce l’autorevolezza culturale e intellettuale per confermare con fermezza:

NO ALL’ACCORPAMENTO

La cosa potrà essere fatta solo in modo autoritario e coercitivo.

Desideriamo allo stesso tempo fare presente alla comunità che al momento l’astensione dai turni (per i quali, per contratto, è richiesta la disponibilità del personale) è solo temporanea, anche se purtroppo potrà includere alcune sessioni osservative di validazione nell’ambito delle attività della rete europea. Inoltre, non si prevede di fermare le attività rivolte al pubblico, né tantomeno le attività di sviluppo presso i nostri laboratori e presso gli stessi impianti, che rappresentano il futuro dell’astronomia in Sardegna, nel quale non smetteremo mai di credere, nonostante tutto.

Il Personale dell’OAC, unanime.

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