La Sardegna in primo piano nella radiointerferometria europea

EVN_Symposium2014Venerdì 10 ottobre, si è concluso il 12mo European VLBI Network Symposium and Users Meeting, congresso internazionale organizzato congiuntamente dall’Osservatorio Astronomico di Cagliari e dall’Istituto di Radioastronomia di Bologna, che ha portato in Sardegna oltre 130 astronomi e tecnologi provenienti da tutto il mondo.

Un meeting sicuramente interessantissimo sotto il profilo scientifico: sono stati infatti discussi i più importanti risultati scientifici della interferometria radio su lunghissima linea di base (Very Long Baseline Interferometry; VLBI) nell’ambito della rete europea di radiotelescopi, lo European VLBI Network (EVN; www.evlbi.org).

Il meeting, finanziato da INAF e dal progetto europeo Radionet3, è stato una perfetta occasione per parlare dei recenti test positivi di ingresso nella rete EVN del Sardinia Radio Telescope (SRT). Sottolinea il successo del Simposio appena conclusosi il dottor Andrea Tarchi, ricercatore presso l’Osservatorio Astronomico di Cagliari e a capo del comitato organizzatore. “Si è trattato di un’occasione importantissima per far emergere l’immagine positiva e lo sviluppo della ricerca astrofisica sarda ed, in particolare, della radioastronomia interferometrica, resa ora possibile dall’inclusione di SRT nella rete europea di radio telescopi.

Un’intera giornata è stata dedicata in particolare alla visita al sito del Sardinia Radio Telescope e all’incontro con alcuni rappresentanti delle istituzioni del territorio del Gerrei. Il Direttore dell’INAF‐Osservatorio di Cagliari, Andrea Possenti, durante la sua presentazione ai partecipanti, ha illustrato le prospettive della astronomia in Sardegna, “rese estremamente promettenti dal congiunto completamento di SRT e del nuovo quartier generale dell’Osservatorio presso Selargius, entrambi resi possibili grazie al contributo essenziale della Regione Sardegna“. “In particolare” ‐ ha aggiunto Possenti ‐ “le due missioni per il futuro saranno da un lato di aumentare ancora di più la già elevata qualità della produzione scientifica dell’Osservatorio (proprio l’altro ieri è stata pubblicata su Nature l’ennesima importante scoperta da parte di un giovane astronomo arruolato presso l’Osservatorio n.d.r.) e dall’altro lato di far diventare SRT e la sede di Selargius degli autentici volani per la crescita culturale, tecnologica e turistica di tutta l’Isola“.

 

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