“La banca del tempo 2.0 nasce una piattaforma per condividere il tempo” – Intervista a Laura Pala di TyShare #astenersibradipi

di Alessandro Ligas

Dimostrare a tutti, in primo luogo a se stessi, che nulla è impossibile (anche se difficile) è il miglior insegnamento che il CLab può dare, permettendo di testarlo sulla propria pelle.(Laura)

12 sono state le idee di impresa sviluppate durante il Contamination Lab coinvolgendo circa 80 studenti. 6 sono state le squadre che hanno avuto accesso alla finale del 28 febbraio alla MEM. Tre di queste sono state premiate, da una giuria qualificata,con la possibilità di poter incontrare investitori.

Il progetto, promosso dall’Università di Cagliari nell’ambito del progetto INNOVA.RE in collaborazione con InnovAction Lab e l’acceleratore di Mario Mariani The Net Value, ha dato l’opportunità a circa 80 ragazzi di “vivere” un ambiente particolarmente stimolante per lo sviluppo di progetti di innovazione a vocazione imprenditoriale.

Tra le idee finaliste abbiamo incontrato Tyshare: una piattaforma social di gestione e condivisione del tempo nata dalla evoluzione del concetto di banca del tempo. Una banca del tempo in versione 2.0. L’idea è nata da un’esigenza personale condivisa all’interno del gruppo di lavoro, poi attraverso un percorso di confronto, analisi e studio (l’idea) si è concretizzata fino alla forma attuale.

La piattaforma si offre come punto di incontro tra chi non ha il tempo o le competenze per risolvere piccoli problemi domestici, e chi può mettere a disposizione i propri.

Al termine del lavoro”, spiega Laura, “si potrà esprimere una valutazione; in questo modo si creerà una rete basata sulla fiducia reciproca, e le persone che arriveranno in seguito potranno contare su chi ha già vissuto questa esperienza”.

Non troverai mai tempo per fare le cose. Se ti serve devi riuscire a creartelo

(Charles Buxton).

Chi è “TyShare”, cosa fa e con che obiettivi nasce?
TyShare! (il cui nome nasce dall’unione inversa di “My Time” (il mio tempo) e di “Share”(condividere) e’ una piattaforma social legata all’economia collaborativa per la gestione e condivisione del tempo tra privati. Chi non ha tempo di risolvere piccoli problemi domestici trova chi si offre per svolgerli e, allo stesso tempo, entrano in gioco le imprese, che hanno la possibilità di acquisire visibilità e nuovi clienti. Tutti traggono beneficio dall’uso della piattaforma mediante un sistema premiante di punti, i Ty, convertibili in buoni sconto offerti dalle piccole-medie imprese del territorio di residenza degli stessi utilizzatori. E’ un sistema in cui tutti vincono: gli utilizzatori, che hanno una migliore distribuzione di tempo libero e delle risorse finanziarie, e le imprese che accrescono la loro visibilità e attirano nuova clientela.

Cosa sono i Ty?
iTy sono dei crediti assegnati ai Tyuse ai Tyerin proporzione all’importo di ogni transazione. Al raggiungimento di determinate soglie è possibile convertire i Ty in buoni sconto offerti dalle imprese aderenti al circuito.

E chi sono i Tyus ed i Tyer?
I Tyus e i Tyer sono i protagonisti di TyShare! I Tyus sono le persone che cercano chi possa aiutarli a risolvere piccoli problemi. I Tyer, invece, sono coloro che si propongono per aiutare a risolverli.

Come è nata l’idea?
TyShare! è nata durante il percorso universitario dedicato alla creazione e sviluppo di nuove StartUp, chiamato ContaminationLab, proposto dall’Università degli studi di Cagliari in collaborazione con InnovAction Lab, che insegna a presentare le idee davanti a potenziali investitori.

Come funziona?
Per iniziare gli utenti devono effettuare la registrazione, specificando il tipo di iscrizione: Tyus o Tyer. Il Tyus può pubblicare le sue richieste, e il Tyer le sue proposte, suddivise per categorie. E’ possibile candidarsi all’annuncio, proporre un prezzo e specificare il metodo di pagamento. Chi riceve le candidature può valutarle, richiedere informazioni grazie al sistema di messaggistica e attivare la collaborazione. A questo punto la piattaforma rende visibili i dati di contatto e, al termine del lavoro, richiede ad entrambi di rilasciare una recensione e un feedback. A collaborazione conclusa TyShare! associa dei crediti, i Ty, in proporzione all’importo di ogni transazione. Al raggiungimento di determinate soglie i Ty sono convertibili in buoni sconto offerti dalle imprese partner del servizio, chiamate Tyco. Per le Tyco la registrazione avviene tramite il form “sei un’azienda?” accessibile dalla homepage. Dopo essersi registrate, possono disporre della pagina dedicata alla loro attività, in cui è possibile inserire immagini e contenuti testuali, oltre ai buoni sconto. 

Qual è il vostro modello di business?
Il business model di TyShare! si basa su un servizio di subscription fee; precisamente si differenzia in funzione della tipologia di utenza:

–          per i privati che offrono il proprio tempo (i Tyer), una fee annuale in seguito alraggiungimento di una certa soglia di utilizzo.

–          per i privati che cercano del tempo (i TyUs), una fee in base all’urgenza dell annuncio.

–          per le aziende (le TyCo), una fee annuale relativamente alla tipologia di servizio, basic (pagina personale) o premium (pagina personale + inserimento coupon).

Banca del tempo, che differenze ci sono?
Tyshare! è nata dalla naturale evoluzione del concetto di banca del tempo, per poterlo diffondere in un contesto più attuale, quale il web e le applicazioni social. Effettuando l’iscrizione alla piattaforma è possibile condividere e valorizzare il proprio tempo, ma anche ottenere una remunerazione e aderire ad un circuito di crediti virtuali.

Che difficoltà avete incontrato nel realizzare il vostro progetto di startup? Come le avete risolte?
La prima difficoltà incontrata, dopo aver sviluppato una bozza dell’idea, è stata ricevere i feedback da parte dei colleghi “apprendisti startupper”; doverla smontare e rimontare più e più volte può sembrare distruttivo, ma presto si impara che non si può chiedere di meglio per riuscire a mettere a punto un progetto a prova di competitors! Andando avanti con il lavoro, il nostro obiettivo è stato l’ammissione alla finale del CLab, per poter “pitchare”; è stata dura!Abbiamo lavorato intensamente da ottobre 2013 fino a febbraio 2014, per realizzare una presentazione di cui continuiamo comunque a vedere aspetti da migliorare! In questa fase le difficoltà sono state le stesse che si incontrano quando si vuole realizzare un’impresa: gestire gli aspetti burocratici e legali, il lavoro del team e l’interazione con i possibili partners. Tutto questo è stato possibile grazie al CLab e ad Innovaction Lab, che, oltre a fornirci le basi teoriche, ci hanno permesso di essere affiancati da due mentors, Salvatore Modeo e Stefano Bianciardi, che ringraziamo, e di confrontarci con gli esperti dell’incubatore “The Net Value” che sono stati d’aiuto per affinare il nostro occhio critico.

Cosa cercate in un partner finanziario e che caratteristiche deve avere?
Cerchiamo un partner finanziario che parli la nostra stessa lingua, che capisca le nostreesigenze finanziarie. In breve cerchiamo un partner sempre presente, in particolar modo neimomenti più critici, che creda nelle nostre idee, che ci aiuti a farle crescere e a realizzarle,pronto a rischiare con noi per un obiettivo comune!

Come è nata la vostra squadra e come è composta?
Il team è composto da 3 universitari: Mattia Porta, CFO, studente di economia, Laura Pala, CEO, e Fabrizio Vincis, CTO, studenti di ingegneria.La squadra è nata durante la prima fase di InnovactionLab, dopo la sessione di team building.Questa è stata la prima sfida: trovare tra i 72 partecipanti le persone con cui realizzare e portare avanti l’impresa. Il team è stato la nostra prima startup!

In Italia uno dei problemi principali per chi vuole fare innovazione è costituito dal finanziamento delle nuove aziende. Voi come lo avete risolto?
Stiamo lavorando per rendere funzionante la nostra proposta, per poter poi dimostrare con i fatti tutte le potenzialità di TyShare!. 

Che ruolo ha la rete nel vostro business?
La rete internet è fondamentale per il nostro business, sia perchè è un servizio web, sia perchè TyShare! punta alla socializzazione, fenomeno che sempre più di frequente avviene prima virtualmente, poi nella realtà.

Quali sono le competenze necessarie per avviare una startup in questo settore e come le avete costruite?
Le competenze necessarie sono: intraprendenza, voglia di imparare, capacità di affrontare le problematiche con spirito di iniziativa e una forte dedizione al lavoro. Poi certo, arrivano le competenze nell’ambito dell’economia, dell’informatica, della gestione e amministrazione.Queste fanno parte del background del team, a cui si sommano le consulenze esterne, in funzione delle necessità.

Cosa vuol dire per voi innovare?
Per noi Innovare significa aprire la mente a nuovi orizzonti, trovare soluzioni nuove a vecchi problemi, utilizzando le potenzialità della tecnologia.

Quali risultati avete ottenuto e quali sono i vostri prossimi passi?
Dal mese di gennaio TyShare! è rilasciata in versione beta privata, e stiamo portando avanti la fase di test grazie alla collaborazione con un numero ristretto di beta-tester. Contiamo di rendere pubblica la piattaforma entro il mese di marzo, sempre in versione beta. Successivamente verranno sviluppate anche le applicazioni mobile per iOS e Android. Finora abbiamo ricevuto diverse manifestazioni di interesse, sia da parte dei privati che di attività commerciali.Tyshare! punta in un primo momento a creare una solida community locale insieme alle realtà appartenenti all’ambito commerciale e associativo dell’area vasta di Cagliari, per potersi poi espandere all’intera regione e nelle maggiori città italiane.

Quali sono le tre principali azioni che dovrebbero attuare le istituzioni per supportare lo sviluppo delle startup?
Snellire la burocrazia sarebbe un’ottima azione per incentivare i futuri Startupper a portare avanti le loro idee. Inoltre offrire punti di riferimento per chi volesse entrare nel mondo delle startup, ovvero spazi di coworking e consulenze gratuite in modo da favorire la creazione di una rete di imprenditori che collaborino tra loro per uno sviluppo continuo.

In un “tweet” cosa consigliate a chi vuol fare impresa?
Ci sentiamo di dover proporre l’hashtag di InnovActionLab, il percorso che abbiamo appenaterminato: #astenersibradipi

Landing page

Link alla pagina fb:
https://www.facebook.com/tyshare007

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