Il matrimonio tra “le cose” e “internet”: scenari di un futuro che sta diventando sempre più quotidiano Paraimpu e l’Internet delle Cose – Intervista a Antonio Pintus di Paraimpu

di Alessandro Ligas

Stiamo vivendo una evoluzione di Internet (e del Web) come uno scenario in cui non solo pagine, testi, contenuti multimediali e persone fanno parte del Web ma ora anche il mondo fisico degli oggetti, delle cose… Oggetti fisici intelligenti connessi alla rete: sensori, città intere, case, smartphone…

spesso non esiste una uniformità delle informazioni scambiate tra gli oggetti e i servizi che vogliamo mettere in comunicazione, Paraimpu li interconnette (Antonio Pintus)

ParaimpuInternet of Things: oggetti intelligenti capaci di dialogare per scambiarsi informazioni. Cellulari che sono diventati smart e che dialogano con altri device, orologi che non segnano soltanto l’ora ma che ci mettono in contatto con tutti i nostri amici ed a breve avremmo a disposizione anche occhiali, intelligenti, che “aumenteranno la realtà” dandoci maggiori informazioni su ciò che ci circonda.

Fino a poco tempo fa tutto questo era nel nostro immaginario. Cosa ci riserva il futuro? Semafori che interagiranno tra loro per facilitare il transito di ambulanze o di altri mezzi di soccorso, impianti di irrigazione che si attivano/disattivano secondo le condizioni ambientali e tanto altro. Questi sono soltanto alcuni esempi di ciò che potrebbe essere il futuro.

Ma chi sta dietro a queste innovazioni? Abbiamo incontrato Antonio Pinuts, uno dei fondatori di Paraimpu, startup che opera nel settore dell’ Internet delle Cose (Internet of Things, IoT).

Chi siete, cosa fa e con che obiettivi nasce?
Paraimpu è una startup innovativa che opera nel cosiddetto settore dell’ Internet delle Cose (Internet of Things, IoT). Fondata da me (Antonio Pintus), Andrea Piras, Davide Carboni e Marta Sanna, propone una piattaforma Web sociale che facilita la connessione alla rete di oggetti fisici (sensori, elettrodomestici, apparati elettronici programmabili, smartphone, case, città, ecc…) così come tutta una serie di strumenti per far comunicare gli stessi con altri oggetti fisici e servizi, tra i quali i social network ed altre applicazioni software in rete. Spesso, ancora oggi, chi vuole realizzare delle applicazioni IoT deve imparare a programmare gli oggetti in linguaggi di programmazione diversi, deve scrivere la logica di connessione alla rete e di interconnessione tra essi, prevedendo anche tutta la parte di trasformazione dei dati, perchè occorre sempre considerare che spesso non esiste una uniformità delle informazioni scambiate tra gli oggetti e i servizi che vogliamo mettere in comunicazione. Ad esempio, connettere un sensore di umidità al mio profilo facebook, per tenerlo sotto controllo e, contemporaneamente al mio impianto di irrigazione in giardino per la sua attivazione/disattivazione automatica, non è così agevole da realizzare per chi non sa programmare (bene) dal momento che questo comporta il dover programmare diversi dispositivi e lo studio dell’interfaccia di programmazione di Facebook. Paraimpu nasce quindi con l’obiettivo di facilitare enormemente la realizzazione di questo genere di applicazioni, fornendo inoltre un ambiente semplificato per la loro gestione e il loro funzionamento sul cloud, riducendo o (ove possibile) eliminando quasi del tutto la necessità di scrivere codice, senza trascurare l’aspetto sociale e di condivisione dei propri oggetti e delle proprie applicazioni.

Connect your thingsPuoi spiegare meglio cos’è l’Internet delle Cose? Internet delle cose quale futuro?
Premessa, L’Internet delle Cose (Internet of Things) è per me una buzzword. Identifica sicuramente un settore, forse nel recente passato più di ora ma ormai dovremmo ricominciare a parlare di Internet, punto. O di Web e basta. Andando oltre, potremmo definire questa ulteriore evoluzione di Internet (e del Web) come uno scenario in cui non solo pagine, testi, contenuti multimediali e persone fanno parte del Web ma ora anche il mondo fisico degli oggetti, delle cose, appunto. Oggetti fisici intelligenti connessi alla rete: sensori, città intere, case, smartphone, termostati, automobili, giocattoli, sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria, ecc… Questi oggetti vivono anche su Internet e sul Web mediante i quali pubblicano dati, li trasmettono e li leggono e reagiscono e fanno qualcosa. Cisco ha previsto che nel 2020 gli oggetti connessi saranno 5o miliardi, forse saranno ancora di più, è una evoluzione rapida, un mercato enorme. In altri termini: opportunità. Tutto sarà sempre più connesso, ergo potranno beneficiarne tanti settori applicativi: dalla medicina/salute alle città, la nuova domotica (finalmente!), il rispetto dell’ambiente e la sua cura, la riduzione degli sprechi, la democratizzazione delle informazioni del mondo fisico.

Come è nata l’idea?
Da buoni ricercatori/informatici, io Davide e Andrea, circa due anni iniziammo a sperimentare, al CRS4, con diverse tecnologie relative alla connessione ad Internet di oggetti fisici e sensori. Protocolli standard, architetture software, modelli differenti. Pian piano ci rendemmo conto che una piattaforma “general-purpose” per agevolare la realizzazione di questo genere di applicazioni poteva risultare una buona cosa, riducendo i tempi ed i costi e, soprattutto, fornendo tutta una serie di funzionalità pronte per le esigenze e gli oggetti più comuni. Iniziammo così a concepire e realizzare pian piano un prototipo di piattaforma software, coinvolgendo i primi utenti tester e facendo tesoro del feedback da loro ricevuto.

Come è nato il nome?
Paraimpu è una parola sarda che deriva dal greco antico paranymphos. Indicava una persona che agiva da intermediario nel combinare un matrimonio tra due giovani di due famiglie diverse. Proprio per questo ruolo di intermediario tra “entità” lo abbiamo scelto per Paraimpu piattaforma, che di fatto ricopre quel ruolo facendo “parlare” tra loro oggetti e servizi Web, oltre al suono della parola che ci piace tanto.

Qual è il vostro modello di business?
Offriamo la piattaforma rivolgendoci a due mercati differenti.
Quello B2C / Consumer, rivolto ai maker, artisti, piccoli professionisti, hobbisti, su modello freemium: Paraimpu di base è gratis ma con dei limiti di utilizzo (per esempio sul numero di oggetti connessi contemporaneamente), questi limiti vengono abbattuti con il pagamento di un canone mensile/annuale.
Il mercato B2B, rivolto alle aziende ed ai produttori di oggetti, con l’offerta a pagamento di una piattaforma robusta e di un ricco set di API per connettere i propri prodotti, potendo personalizzarla a loro piacimento e sollevando loro dal compito di costruire da zero una infrastruttura cloud di comunicazione per i loro prodotti.

Che difficoltà avete incontrato nel realizzare il vostro progetto di startup? Come le avete risolte?
Sinceramente?
Si
Difficoltà burocratiche. Questo è ancora un Paese troppo, troppo complicato per chi ha una idea e decide di mettersi in gioco e provarci. Penso ai più giovani. Troppe spese, troppe norme labirintiche, ingessature e difficoltà per un approccio che dovrebbe essere “agile”, almeno in fase di start-up. Fare business è difficile per natura, soprattutto in certi settori, quindi un Paese moderno dovrebbe abbattere il più possibile e in fretta tutte le barriere di sistema non di mercato per incoraggiare le persone a portare avanti le proprie idee ed entrare nel mercato globale, creandosi il proprio lavoro. Qualche passo in avanti si è fatto. Non basta.

Purtroppo, al momento, queste cose si risolvono investendo (non poco) denaro, credendoci veramente e lavorando duro per saltare tutti gli ostacoli. Si combatte tutti i giorni, lo stiamo facendo.

Cosa cercate in un partner finanziario e che caratteristiche deve avere?
Al momento cerchiamo un investitore finanziario che ci consenta di crescere. La piattaforma, nella fase di testing appena conclusa, ha attratto più di mille utenti, ci servono ora i fondi per permetterci di fare il salto al livello successivo, migliorando il prodotto e realizzando tutte le idee che abbiamo in cantiere ma facendolo nel più breve tempo possibile. Per far questo ci servono alcune figure professionali per rafforzare il team e provare a volare.

Come è nata la vostra squadra e come è composta?
Due informatici, io e Andrea ed un ingegnere elettronico con PhD in informatica, Davide, con un rapporto professionale tra noi che dura da più di 13 anni; in più Marta, che ha una formazione economico finanziaria e più di 15 anni di esperienza in business development/operations in aziende del settore tecnologico.

Uno dei problemi principali per chi vuole fare innovazione è costituito dal finanziamento delle nuove aziende. Voi come lo avete risolto?
Per i primi passi, oltre che con investimenti personali nostri, abbiamo il contributo di un bando di Sardegna Ricerche (l’ente che gestisce il Parco Tecnologico della Sardegna) pensato per le startup innovative. Grazie a questo piccolo fondo ottenuto possiamo intraprendere i primissimi passi come impresa. Ovviamente non sono sufficienti, il nostro è un progetto ambizioso e crediamo che l’ingresso di un venture capital possa veramente contribuire in maniera decisiva a portare avanti velocemente la nostra idea.

Che ruolo ha la rete nel vostro business?
Fondamentale. Paraimpu è Internet. Paraimpu è sul Web, rivolto al Web, integrato nel Web. Paraimpu è social, quindi vuole coinvolgere le persone nel “fare”, grazie alla rete, attraverso la rete.

Quali sono le competenze necessarie per avviare una startup in questo settore e come le avete costruite?
Occorre studiare e saper “dominare” la tecnologia e non aver troppa paura di provare a realizzare le proprie idee, divulgarle ed accettare il feedback delle altre persone. Se l’auto-critica è una competenza, allora si…è necessaria anch’essa, va raffinata. Sicuramente avere nel team una persona di esperienza lato business/amministrativo aiuta tantissimo. Lato tecnologico abbiamo maturato molti anni di esperienza come ricercatori, Marta completa il lato più puramente business.

Cosa vuol dire per voi innovare?
Cucinare insieme le tecnologie esistenti per sfornare un qualcosa di utilizzabile da tutti o dai più, che migliori la vita o il lavoro delle persone e che contribuisca all’avanzamento dello stato dell’arte nel settore di riferimento.

Quali risultati avete ottenuto e quali sono i vostri prossimi passi?
In breve: circa 1100 persone da 52 Paesi del mondo hanno sperimentato e validato il prototipo della piattaforma, diverse applicazioni “visibili” realizzate grazie a Paraimpu. (un esempio ludico su tutti: l’aver reso “social” la torre del THotel di Cagliari). Abbiamo appena rilasciato online la prima versione della piattaforma aperta a tutti. Il passo successivo sarà la possibilità di sottoscrivere un abbonamento. E altre cosette… ma ho detto già troppo. Intanto chiunque ora può crearsi un account ed iniziare a sperimentare e costruire!

Secondo voi quali sono le azioni che le istituzioni dovrebbero attuare per supportare lo sviluppo delle startup?
Burocrazia ridotta al minimo, abbattimento delle spese per costituire una startup per i primi tre anni di vita dell’azienda, la costituzione di un unico sportello/servizio che in una settimana al massimo proceda alla registrazione dell’azienda ove previsto. Le persone vanno via da questo Paese, invece noi dovremmo attrarle.

In un “tweet” cosa consigliate a chi vuol fare impresa?
Avete un’idea? Analizzatela a fondo, realizzate un prototipo, parlatene, fatelo conoscere. Miglioratelo. Ha un buon riscontro iniziale? Fate la startup. Senza troppe paure.

Grazie ed in bocca al lupo
Crepi

Ulteriori informazioni su Paraimpu si possono trovare al seguente link https://www.paraimpu.com/

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2 risposte a Il matrimonio tra “le cose” e “internet”: scenari di un futuro che sta diventando sempre più quotidiano Paraimpu e l’Internet delle Cose – Intervista a Antonio Pintus di Paraimpu

  1. Pingback: Digital fabrication e internet of Everyting: un nuovo business model | TTecnologico

  2. assocfe ha detto:

    L’ha ribloggato su ClipFilmEuropa.

    Mi piace

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