Cos’è la mediazione familiare?… di Giogia Usai

L’innovazione non deve essere soltanto un qualcosa che riguarda l’aspetto tecnologico, è di più. E’ una prospettiva che in primis deve essere accolta da noi e dal nostro modo di fare. 

Ecco un interessante articolo della Dott.ssa Giorgia Usai (Psicologa e Mediatrice familiare – in formazione) che spiega cos’è la mediazione familiare.

 

cos'è la mediazione

La mediazione familiare nelle cause di separazione o di divorzio è un percorso per la riorganizzazione delle relazioni familiari in vista o in seguito alla separazione e  o al divorzio in un contesti strutturato in cui un terzo neutrale – il mediatore – con una formazione specifica, sollecitato dalle parti nelle garanzia del segreto professionale le aiuta ad elaborare un programma di separazione soddisfacente per se e per i figli, in cui possano esercitare la comune responsabilità genitoriale.

(dal documento di fondazione della SIMEF, maggio 1994)

La separazione quasi mai è un evento improvviso.

Talvolta si osservano delle avvisaglie da parte dell’altro partner (le incomprensioni, i lunghi silenzi, i continui litigi), ma si continua a stare sotto lo stesso tetto, altre volte si è più distratti o si preferisce non vedere per paura dei cambiamenti.

Nel primo periodo della separazione, alcuni propongono all’altro “una pausa di riflessione”, altri di “separarsi per gradi”, sperando che in qualche modo l’altro ci ripensi, altri ancora si separano senza darsi o dare all’altro partner nessun’altra possibilità, perché la scelta è già definitiva.

Quando all’interno della coppia uno dei due partner decide di mettere fine alla relazione, si verificano all’interno della famiglia degli squilibri relazionali e carenze comunicative. I coniugi che in passato si sono scelti, si sono sposati e successivamente son diventati genitori, si ritrovano durante e successivamente alla separazione a rivolgersi l’uno contro l’altro come se fossero i “peggiori nemici”. La separazione può rivelarsi davvero devastante per i membri del nucleo familiare, se gli ex-coniugi sono incapaci a gestire il loro conflitto. Le conseguenze sono facilmente intuibili, un reciproco scambio di denunce di violenza o danni nei confronti dell’altro o ancora peggio una continua campagna di denigrazione nei confronti dell’altro coniuge davanti ai figli, manipolare i figli per punire o vendicarsi nei confronti dell’altro partner.

E’ fuor di dubbio che i coniugi dopo la separazione debbano affrontare diversi problemi, in particolare la maggior difficoltà è legata alla suddivisione tra il duplice ruolo di genitore/partner precedentemente condiviso all’interno della coppia. E’ una delle esperienze di grande rilevanza emotiva, in cui gli ex-coniugi devono ridefinire la loro relazione, non più come coppia, ma solo come genitori, all’interno di un nuovo e diverso equilibrio familiare (De Leo, Patrizi, 2002).

E’ di prioritaria importanza che la coppia nelle prime fasi della separazione, venga accolta e guidata nel ridefinirsi come divisa nella relazione coniugale, ma sempre unita nel ruolo genitoriale ed educativo e sostenuta nella gestione del conflitto.

Siamo in presenza di un aumento dei casi di separazione di coppie coniugate o conviventi, di adulti in conflitto per la trasmissione del patrimonio familiare, di ricorsi al tribunale da parte dei nonni perché non possono incontrare i nipoti. Nell’ambito di queste problematiche, la mediazione familiare può rivelarsi uno strumento molto utile e importante, attraverso l’aiuto di un terzo equidistante dalle parti coinvolte, a cui rivolgersi in modo volontario nelle transizioni familiari difficili. L’ obbiettivo é far sì che le persone possano continuare a “cooperare” affinché rimangano una risorsa stabile per la crescita dei loro figli.

Ciò che contribuisce ad aumentare il conflitto tra i coniugi, non è la mancanza dell’amore o dell’affetto reciproco, ma il bisogno non compreso dall’altro per la sofferenza e la rabbia vissuta per una separazione non voluta. Nelle separazioni coniugali i conflitti perdurano per tanto tempo, in quanto non ci si fa la guerra solo su i contenuti (la casa coniugale, la macchina, l’assegno di mantenimento…), ma la posta in gioco sono le “relazioni”, che per loro natura sono reciproche ed eterne.

La mediazione familiare non ha lo scopo di riconciliare i coniugi, come erroneamente si pensa, né ha la sola funzione di favorire la negoziazione, ma si propone di aiutare le coppie a separarsi ( o continuare a stare insieme) pur continuando a condurre insieme la funzione genitoriale. Oggi il lavoro in mediazione non si concentra solo sul rispetto dei diritti e doveri dei coniugi, ma sul fatto che entrambi i genitori si sentano coinvolti a 360° nella crescita dei loro figli, perché è ciò di cui fanno richiesta i figli stessi.

Non idoneità della coppia alla mediazione (Centro studi e ricerche sulla famiglia)
Criteri relativi alla coppia (oggettivi)

  • Non sono ancora separati
  • Sono separati ma continuano a vivere nella stessa abitazione
  • Il magistrato ha fatto un invito coatto
  • Eccessiva disparità di potere nella coppia
  • Personalità con forte rischio di passare all’atto

Criteri relativi alla figura del mediatore (oggettivi)

  • La coppia è conosciuta dal Mediatore per altre sue funzioni nel servizio
  • La coppia ha un legame d’amicizia o parentela con il M.
  • “Sfida” da parte dell’inviante
  • Sono separati ma il M. vorrebbe che tornassero insieme
  • Le persone della coppia appartengono a categorie con cui il M. ha dei problemi (tossicodipendenti, etnie diverse..)
  • Le famiglie d’origine sono troppo influenti, non è possibile fare un contratto con la coppia
  • Eccessiva distanza culturale dal modi di pensare del M.

Il processo di mediazione prevede circa 10/12 incontri a scadenza quindicinale, durante il primo incontro con la coppia i coniugi firmeranno un contratto, ovvero un pro-forma da definire nel corso degli incontri.

Nel contratto si impegneranno a:

  • affrontare i loro problemi in oggetto della mediazione
  • a sospendere tutte le iniziative giudiziarie durante la mediazione
  • a produrre tutte le informazioni finanziarie e ogni documento necessario per ottenere un accordo giusto ed equo.
  • il Mediatore non verrà chiamato a testimoniare in Tribunale
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