Business, sogni e l’altra metà del cielo. In Sardegna.

Fare impresa non deve essere definito da chi lo fa, quanto dall’obiettivo
di Serena Orizi

foto(13)La nostra isola sta attraversando un momento di grande fermento sul fronte innovazione e ict. Gli eventi organizzati negli ultimi tempi dimostrano un’attenzione nuova a questo ecosistema fatto di elevate competenze e tecnologie disponibili e presto sarà tempo di Startup Weekend, a Cagliari, presso l’Open Campus di Tiscali, recentemente inaugurato.

Il mese scorso si è conclusa anche la tre giorni sarda di Barcamper che ha impegnato la squadra di dPixel (Gianluca Dettori è uno che di Sardegna se ne intende), nell’ascolto e nella valutazione di circa 60 progetti per i loro programmi di accelerazione dedicati alle startup. In quell’occasione ho avuto modo per conto di Mind the Bridge, tra i loro partner, di fare due chiacchiere con alcuni dei ragazzi che a turno salivano sulla quattro ruote dell’innovazione parcheggiato alla Facoltà di Ingegneria e Architettura. Sogni che spaziano dalla nautica al food&beverage passando per l’evergreen delle soluzioni ecommerce.

Mi colpiscono soprattutto tre ragazze.

Manuela, 22 anni, laureanda in ingegneria civile. Si sta affacciando ora al mondo dell’innovazione di cui sente sempre più parlare. Ha capito che si deve ragionare oltre i vincoli geografici imposti dalla propria regione e chiede consigli per il futuro.

Carla, 31 anni, ha girato lo stivale per studio e lavoro. Ha la passione per la musica emergente/indipendente e con altri 6 soci sparsi per l’Italia ha messo in piedi Jamyourself che conta già circa 3000 iscritti spontanei. Usa un gergo geek, sciorina financials ed è alla ricerca di un finanziamento per il lancio.

Infine Cinzia, 36 anni, che mi parla di beauty e cerca un cofounder. Sulle prime penso abbia sbagliato posto. Poi invece spiega l’dea: far incontrare domanda e offerta “last-second” di servizi estetici. Illustra modello economico, competitor: un volume di affari potenziale di 8 miliardi di euro per un mercato di 149k imprese. “Una donna che viaggia per lavoro si trova sempre in città diverse e non sa mai a chi rivolgersi. Può approfittare sul posto e in tempo reale del 25% della disponibilità inutilizzata dei centri estetici grazie alla georeferenziazione e al rating dei clienti”. Ecco un bisogno reale finora ignorato perché principalmente appannaggio delle donne: “Coloro che fanno innovazione sono per la maggior parte maschietti nerd che non si occupano affatto della nostra sfera”, scherza. Lei che ne ha sposato uno e lo ha persino seguito in Silicon Valley. Poi ci rifletto meglio e realizzo anche io che forse le cose stanno proprio così: un uomo non ci avrebbe mai pensato.

Le quote rosa, il telefono rosa, addirittura la pillola rosa. Spesso le donne sono vittime di un’aggettivazione selvaggia che le mette al pari di una specie protetta. E anche io una volta sono caduta vittima di questa trappola definendo “rosa” l’imprenditoria fatta dalle donne, quasi fosse una caratteristica distintiva dell’attività stessa. Fare impresa invece non deve più essere definito da chi lo fa, quanto dall’obiettivo. A volte soluzioni per l’altra metà del cielo la cui esigenza spesso non emerge abbastanza.

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Serena OriziChi è Serena Orizi
Giornalista, laurea in Scienze della Comunicazione (Siena), master in Uffici Stampa e Media Relations (Gruppo24Ore Milano). Dal 2004 lavora come PR in tutta Italia, sia per aziende private che per realtà pubbliche. 4 anni dopo aver gestito la comunicazione e le PR di una facoltà universitaria, ha deciso di occuparsi principalmente di piccole e medie imprese e di tecnologia. Dal 2010 al 2012 ha collaborato con l’agenzia Mirandola Comunicazione. Dal 2009 collabora stabilmente con la l’acceleratore californiano Mind the Bridge.
Nel 2011, insieme ad altre 8 persone, ha fondato “Sardegna2.0“, un network non-profit il cui obiettivo principale è quello di promuovere una cultura imprenditoriale in Sardegna.
Freelance, vive ad Alghero ma viaggia continuamente per lavoro superando la sua terribile paura di volare.

http://it.linkedin.com/in/serenaorizi
twitter @soloori

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