L’e-commerce e il negozio-vetrina

Rilanciamo dal blog quriio.us

negozi sono morti, anzi no. I futuri Google Store ci hanno appena dimostrato il contrario.

È di pochi giorni fa, infatti,  la notizia che Google sarebbe pronta ad aprire il suo primo punto vendita fisico entro il 2013. Secondo quanto riportato da Wired, “il gigante dei motori di ricerca avrebbe intenzione di abbandonare il suo approccio di vendita esclusivamente virtuale per approdare nei negozi fisici e iniziare a smerciare i suoi prodotti in modo tradizionale. E per farlo avrebbe intenzione di scendere in campo con una catena di negozi situati in aree metropolitane strategiche, entro la fine del 2013”.

Questa è una mossa che se fosse stata annunciata un paio di anni addietro avrebbe lasciato interdetti i più, perché sino a qualche tempo fa Google era concentrata esclusivamente sull’offrire servizi virtuali. Da un po’ di mesi però il colosso americano si è affacciato anche nell’universo dei prodotti fisici, con la vendita dei suoi computer e dei suoi smartphone: da qui l’inattesa idea di entrare nel retail.

Google è consapevole che per favorire la vendita dei propri prodotti ha bisogno che le persone li provino di persona, li guardino, li tocchino. Questo potrebbe far supporre che ad essere morti non siano allora i negozi, bensì le vendite online relative agli oggetti fisici. Ma questo è in contrasto con gli ottimi andamenti del mercato e-commerce relativi non solo ai servizi ma anche ai prodotti. Dove sta la chiave per comprendere queste due tendenze apparentemente contraddittorie?

Ce lo spiega una delle più gradi imprese attualmente esistenti nel settore ICT, Apple. Questa ha sviluppato un modello di vendita che fa degli store fisici una componente fondamentale dell’esperienza d’acquisto dei propri clienti. I negozi Apple sono una sorta di parco giochi per adulti appassionati di tecnologia, in cui questi possono divertirsi a testare i prodotti, chiedere informazioni ai commessi e scambiarsi opinioni con altri clienti. Ma non è detto che comprino. Sebbene una buona percentuale di questi acquisterà il prodotto in negozio sono altrettanto numerosi quelli che andranno a casa a mani vuote, ci penseranno un po’ su e poi compreranno uno dei gioielli digitali made in Cupertino direttamente dallo store web.

Google sa perfettamente che per vendere online serve una vetrina offline e ha deciso di costruirsela: ecco perché l’idea dei Google Store oggi non sembra poi così bizzarra.

A presto,

il team di quriio.us

P.S. Se invece ti trovi nella condizione opposta di avere già un negozio fisico e di voler vendere online (senza assumere uno degli ingegneri di Google), contattaci perché forse abbiamo quello che fa per te.

 

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