Credito d’imposta per le imprese che finanziano progetti di ricerca

L’Agenzia delle Entrate, con circolare 51/E del 29/11/2011 ha fornito chiarimenti in merito alla fruizione del credito d’imposta per la ricerca scientifica istituito, in via sperimentale per gli anni 2011 e 2012, con l’art. 1 del DL 70/2011, convertito dalla legge n. 106/2011 (si veda la Newsletter di Giugno 2011). L’Agenzia, data la sinteticità della norma in oggetto, ha adottato una circolare interpretativa, allo scopo di specificare i requisiti soggettivi e oggettivi per l’accesso all’agevolazione e per chiarire tutti gli aspetti non esplicitati dal testo di legge.

Il credito di imposta è concesso a tutte le imprese che finanziano progetti di ricerca che vengano svolti da Università o enti pubblici di ricerca e compete in 3 quote annuali a decorrere da ciascuno degli anni 2011 e 2012 per il 90% dell’importo che eccede la media degli investimenti in ricerca effettuati nel triennio 2008-2010. Sono dunque beneficiarie potenziali del credito di imposta in esame le imprese, di qualsiasi dimensione, a prescindere dalla loro forma giuridica e operative in qualsiasi settore. L’Agenzia specifica che gli investimenti con cui fare il raffronto devono essere dello stesso tipo, cioè ricerca commissionata a Università o enti di ricerca.

Per quanto riguarda la tipologia di ricerca finanziabile, l’Agenzia ritiene che il termine ricerca possa indicare sia la ricerca fondamentale, che quella industriale, che lo sviluppo sperimentale, cosi come definiti dalla normativa comunitaria in materia. La ricerca finanziabile è quella commissionata a Università ed enti di ricerca e si ritiene quindi che siano ammissibili le sole attività di ricerca riconducibili ad una o più delle categorie indicate, purché svolte, su commissione, dalle Università o dagli enti pubblici di ricerca, escludendo, perciò, la ricerca svolta direttamente dall’impresa, la cosiddetta “ricerca interna”, anche se nell’ambito di un progetto realizzato in collaborazione con un’Università o un ente pubblico di ricerca.

Per quanto riguarda il periodo di realizzazione degli interventi, sono presi in considerazione gli investimenti realizzati a decorrere dal periodo di imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2010 e fino alla chiusura del periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2012. Secondo l’Agenzia, trattandosi di ricerca commissionata, le spese si considerano sostenute alla data di ultimazione della prestazione oppure alla data dell’accettazione dei vari stati di avanzamento da parte del committente, indipendentemente dalla durata del contratto e dal momento dell’avvio del progetto di ricerca: vengono quindi agevolati i costi sostenuti nel periodo individuato dalla norma.

Ricordiamo che il credito d’imposta deve essere utilizzato in compensazione e va indicato nel quadro RU della dichiarazione dei redditi.

Circolare Agenzia delle entrate

Fonte: F1rst

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