“Non è indispensabile un ‘idea rivoluzionaria, basta una piccola modifica dell’esistente” Intervista ad Alessandro Garofalo Trentino Sviluppo spa

“Il futuro è nel business dell’UNO..i giovani devono trasformare la loro passione in mestiere” 

Siamo in compagnia del dottor Alessandro Gartofalo – Trentino Sviluppo spa e Facoltà di Economia presso l’Università degli Studi di Verona – in occasione del workshop “Creatività e collaborazione” organizzato da Sardegna Ricerche, Business e Persone, Fondazione Cuoa e Tradelab nell’ambito del progetto Open Your Mind 2.0.

 
Cos’è l’innovazione?
È la profittabilità della creatività… la creatività che diventa business in prodotto, processo.

La profittabilità della creatività? cioè?
Quando l’idea diventa “roccia”, cioè un prodotto o servizio venduto su un mercato che crea profitto soddisfacendo i bisogni latenti o espressi del cliente

Come si identifica un’idea innovativa..
Dalla sua non frequenza, dalla sua originalità… al fatto che nessuno ci aveva pensato prima

Molto spesso non basta, bisogna saperla riconoscere. Ci “sveli qualche segreto”
Il mio segreto è vedere se l’ idea semplifica qualcosa di precedente, riducendo il numero di variabili che il cliente deve governare.
Altro segreto è valutare se l’ idea è frutto di combinazioni di cose già esistenti, che qualcuno ha aggregato in modo originale

Come si gestisce un processo innovativo
Con il concetto della serra, bisogna proteggerlo e servono ruoli come !l’imprenditore interno”, il “motivatore” e “gatekeeper” di frontiera che contamina l’idea con il mondo esterno

Quindi bisogna creare un “ambiente” dove poter far nascere, identificare e gestire l’idea innovativa …
Esatto è fondamentale la cura maniacale dell’humus per far nascere le idee, è il concetto dell’Hub

Hub? Ci spieghi…
Per hub intendo uno spazio dove invito cluster di aziende o una azienda da sola e metto intorno al tavolo contaminazioni di altri settori merceologici o i loro fornitori e clienti con l’obiettivo di cercare nuovi inesplorati campi di applicazioni del prodotto o servizio… ad esempio usare gli scarti del pannolino per le imbottiture dei capospalla….. un’idea più un’altra idea… fa tre idee!!!

Un esempio concreto di aziende che usano “ambiente innovativo”?
Da Momo design si crea al tavolo di biliardo, molto prima delle start up americane.
In Thun ci sono spazi per concentrarsi fantastici, come in Technogym… ma anche da me in idee associate creiamo alle spa, o facendo rafting

Le difficoltà che le imprese incontrano nell’innovazione
Non sapere di dover innovare in quanto non credono di avere un problema (perché non lo so misurare), difficoltà nell’esecuzione (project management), lavorare nel breve periodo e non nel lungo periodo, difficoltà nella scelta delle priorità.

Come si può ovviare a questo “non sapere”. Nel senso ogni imprenditore è orgoglioso della sua impresa, la conosce, la “ama”, e non vede “problemi”… Come si può gestire e superare questo “non sapere”.
Facendogli capire che deve sforzarsi di dare tangibilità all’intangibile (ed è difficile)… per esempio vuol dire saper calcolare quanto “fattura” la sua comunicazione interna inutile (di solito vale il 35% dei costi operativi). Quindi se non conosco… non innovo…

Che rapporto esiste tra le imprese e la ricerca (sia universitaria che generata all’interno dei parchi scientifici), e come potrebbe migliorare questo rapporto
A volte non esiste rapporto; il successo di un’azienda per la sua ricerca e sviluppo dipende da quanto l’azienda è contigua al mondo della ricerca. Le istituzioni possono fare moltissimo per generare e garantire un processo innovativo, a volte sono più avanti le istituzioni in quanto a visione, tocca a noi lanciare il sasso oltre lo stagno. Io ho inventato la figura dell’aquila blu, un senior manager che si occupa del trasferimento tecnologico e mette lui in contatto l’azienda con i più idonei centri di ricerca per le esigenze dell’azienda; niente consulenti e niente professori. Loro interverranno dopo, a processo iniziato

Suggerimenti per i giovani imprenditori
Non è indispensabile un‘idea rivoluzionaria, basta una piccola modifica dell’esistente. È meglio non partire da soli, stare attenti ai dissidi, evitare l’ostinazione, lanciare rapidamente l’ idea. Pensarla a 3-5 anni. Se qualcuno dimostra disinteresse, andare avanti.

Secondo EinsteinLa crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall’angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere ‘superato’. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell’incompetenza. L’ inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c’è merito. E’ nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l’unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla.Cosa ne pensa?
Ma secondo lei un fisico nato nel ’55, anno in cui è morto Albert, dovrà essere …. perfettamente d’accordo

Quindi siamo in un “buon periodo” per far emergere il meglio di ognuno di noi...
Il futuro è nel business dell’UNO… i giovani devono trasformare la loro passione (se esiste e vale come minimo 10.000 ore di talento applicato) in mestiere.
Ritorniamo ad un rinascimento fabbrile, dove, come dice R. Sennet l’ artigiano oggi è lo sviluppatore di software

Di Alessandro Ligas

Chi è Alessandro garofalo

Laurea in Fisica e Master Finmeccanica in Management dell’energia nell’industria a Roma, Alessandro Garofalo, matura una solida base professionale occupandosi di innovazione in aziende come Ansaldo ed Eurequipe Italia e di formazione innovativa in Galgano e Ambrosetti. Approfondisce le tematiche connesse all’innovazione grazie anche ad un’articolata attività consulenziale e accademica. Titolare di Idee Associate, azienda che si occupa di formazione manageriale e di sviluppo creativo di nuovi product-concept, è presidente del Club della Qualità del Trentino Alto Adige e membro della Consulta per l’innovazione della Provincia di Bolzano. Collabora come docente con l’Istituto nazionale di fisica di Padova, con la Facoltà di Economia dell’Università di Verona, dove insegna Economia dell’innovazione, e per un decennio con l’Università di Trento (corso di Strategie di sviluppo prodotto). E’ anche docente alla Scuola di management del Cuoa e presso l’Istituto di studi militari marittimi della Marina Militare all’Arsenale di Venezia.

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Una risposta a “Non è indispensabile un ‘idea rivoluzionaria, basta una piccola modifica dell’esistente” Intervista ad Alessandro Garofalo Trentino Sviluppo spa

  1. Domenico ha detto:

    Io ho un paio di idee davvero rivoluzionarie ma non so come muovermi per metterle in atto e non le dico a nessuno per paura che possano rubarmi l’ idea.. Potete consigliarmi cosa fare ? Grazie mille per l’attenzione

    "Mi piace"

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