L’università di Sassari per L’innovazione

Da L’Unione Sarda 16 dicembre 2011 di Antonio Muglia

SASSARI. Ottanta studenti di Economia incontrano l’associazione Sardegna2.0 L’ateneo apre alle idee d’impresa.
L’idea era far entrare il concetto di impresa all’interno del mondo universitario, ma anche quella di dare un’iniezione di positività ai giovani. Con questo scopo ieri, nell’aula magna dell’Università di Sassari, si sono riuniti circa ottanta studenti di Economia e dieci manager che si sono improvvisati consulenti. L’iniziativa si chiama Facoltà di intraprendere ed è nata dalla collaborazione tra l’associazione Sardegna2.0 e il corso di laurea specialistica in Direzione aziendale e consulenza professionale.
LA LEZIONE Gli studenti di Ludovico Marinò, professore di strategie e governo d’azienda, hanno accettato volentieri l’invito del docente ad abbandonare libri e modelli teorici per dedicarsi ai problemi pratici. I ragazzi sono stati divisi in gruppi di sei o sette persone e ciascuna squadra ha sviluppato un progetto imprenditoriale come si farebbe nel mondo reale. Ipotizzando cioè il tipo di mercato in cui si vuole intervenire, la domanda e l’offerta potenziale e anche i finanziamenti. Problemi pratici, insomma. A questo si è aggiunto il prezioso intervento dei dieci manager di aziende isolane. I dirigenti hanno ascoltato le proposte degli studenti e, ognuno secondo le proprie conoscenze e la propria esperienza professionale, hanno poi cercato di fornire consigli e indicazioni.
GLI OBIETTIVI «Abbiamo fatto un piccolo regalo ai ragazzi», ha commentato Marinò, «questo è un gioco imprenditoriale, ma così vogliamo cercare di colmare le lacune del mondo accademico, spesso astratto e teorico». I suoi studenti non hanno sprecato l’occasione. Un team ha concepito la Sardinia renew yourself, una società che si dovrebbe occupare di energia rinnovabile e al tempo stesso fare promozione turistica. «L’obiettivo sarebbe vendere l’energia generata dal miscanto», spiega lo studente Daniele Pittalis, «una pianta con una resa di duecento quintali per ettaro, noi vorremmo creare un consorzio di agricoltori che dovrebbero coltivarla e pubblicizzare i prodotti attraverso un portale, in cui si promuove l’Isola». Ovviamente i progetti erano tanti, dall’impiego di noccioli d’oliva per la produzione di bioetanolo al boat and breakfast, la versione marinara del bed and breakfast. «Vogliamo far vedere i lati positivi del mondo imprenditoriale», ha spiegato Marcello Orizi, presidente di Sardegna2.0, «nell’aria si respira troppo pessimismo, noi invece desideriamo insegnare il giusto approccio: non bisogna mai vergognarsi delle proprie idee».
Antonio Muglia

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