Intervista a Daniela Ducato vincitrice del premio Migliore Innovatrice Italiana 2011 Premio Itwiin

Intervista a Daniela Ducato vincitrice del premio Migliore Innovatrice Italiana 2011 Premio Itwiin

Daniela Ducato nata a Cagliari, ha ideato nel 2008 e concretizzato nel 2011  “La Casa VERDE CO2.0” distretto produttivo, realizzato dalle sinergie e dallo scambio di competenze tra aziende che realizzano materiali innovativi per l’edilizia, la casa, il fashion  e per l’interior design , il children design, e la bioedilizia in continuità di filiera lana di pecora e di altri ingredienti eccedenti naturali . Dagli intonaci di terra cruda al materasso salvaschiena  di lana alle ecopitture latte e miele, ai giocattoli, alle strutture di metallo realizzate  con la sola energia del sole, sono oltre 400 le diverse tipologie produttive zero emission delle aziende del distretto produttivo “La Casa Verde Co2.0” il più grande del suo genere in Italia, nato senza denaro pubblico, e in cui lavorano circa 150 persone. Daniela Ducato dal 2006  si occupa del settore sviluppo  dei materiali EDILANA  EDILATTE ORTOLANA e OVILE SARDO DESIGN. E’ infatti ideatrice di questi innovativi materiali  realizzati con eccedenze e surplus di pastorizia, agricoltura ed apicoltura senza nessun utilizzo di petrolio, consumo di suolo agricolo o di risorse idriche.

Ci racconti come è nata l’avventura
La scintilla che ha prodotto la nostra innovazione Edilana è scaturita da molti fattori il primo  è il luogo in cui viviamo: siamo a  15 minuti dal mare incantevole della costa verde, a 15 minuti dalla montagna del massiccio del monte  Linas, e a zero minuti da pascoli e  pecore. Siamo immersi in uno straordinario paesaggio geografico e umano legato ai saperi della comunità e della pastorizia. A questo contesto tradizionale si aggiunge lo sguardo futuro del bambino e da qui l’osservazione di un nido costruito con la lana: l’ ambiente confortevole per eccellenza, capace di mantenere il  giusto grado di temperatura e  di umidità. I movimenti del pettirosso sono stati studiati nei minimi particolari, soprattutto quelli del becco e del petto con cui gli uccelli tessono il nido. L’architettura animale è maestra. La realizzazione industriale si è realizzata grazie alla sinergia della nostra azienda Essedi con i fratelli Crabolu maestri sardi della lana.

Dall’unione delle reciproche competenze è nata EDILANA, la sinergia ci  ha aiutato a fare a meno di finanziamenti di denaro pubblico.

Ma l’innovazione consiste soltanto nell’utilizzo della lana di pecora come materiale termo-fono-isolante?
No. L’innovazione è più ampia. Nel senso che non basta usare soltanto le eccedenze della lana di pecora per realizzare un prodotto ottimale: ciò che conta, oltre alla materia prima, sono le esperienze sul campo, le elevate competenze scientifiche e la trasformazione che viene curata in ogni dettaglio dell’intero del processo produttivo EDILANA. Nulla è lasciato al caso dalla cernita alla stagionatura in apposite camere di ventilazione,  al lavaggio naturale al prodotto finito,  il tutto è realizzato con macchinari studiati e realizzati appositamente per Edilana  grazie ad una ingegnerizzazione industriale all’avanguardia e non energivora. Questo spiega perché altri materiali isolanti sempre in lana di pecora non riescono a raggiungere i nostri valori di isolamento termico e acustico compresi quelli realizzati con l’aggiunta del polistirene.  A questo proposito esiste uno specifico strumento per i progettisti: la guida aggiornata agli  isolanti naturali (luglio 2011  edicom edizioni  autore arch. Oleotto) che analizza e riporta i dati tecnici di ciascun isolante naturale certificato presente  sul  mercato europeo e da cui Edilana risulta  al primo posto assoluto con un valore lambda di 0,032 8 e 0,033.  Aldilà delle parole sono quindi i numeri e il rigore scientifico a decretare l’eccellenza di Edilana con il il vantaggio di ottenere la massima  efficienza termica e acustica senza più i  materiali petrolio-derivati e  le lane minerali ( fortemente energivore e inquinanti).

Quindi la vostra è un’innovazione a 360°
Diciamo di si, conti che la nostra è l’unica azienda italiana del settore che vanta la filiera industriale corta a Km.zero per la produzione dei materiali per l’edilizia  per l’ agricoltura e per il design e in lana di pecora. Infatti grazie alla disponibilità in loco delle pecore ( quasi il 60% del patrimonio ovino nazionale) realizziamo in Sardegna a km. zero tutto il prodotto: dal recupero della materia prima eccedente al prodotto finito. La restante percentuale  di pecore di razza sarda, allevate per l’ottimo rendimento lattifero, è distribuito su tutto il territorio nazionale dal nord al sud. Quindi nel resto dell’Italia l’approvvigionamento in grosse quantità di lana sarda per uso industriale comporterebbe danni e svantaggi  ambientali e di trasporto elevati mentre sono sostenibili  gli usi artigianali locali. La  nostra azienda è  inoltre in grado di lavorare tutta la lana di pecora sarda con una capacità produttiva di 4 milioni di m2 di materassino isolante. La Sardegna con la lana è come l’Austria con il Legno. Nel nostro settore è innovativo anche produrre a km.zero e senza finanziamenti pubblici  e senza consumo di risorse in  assoluta controtendenza con le leggi della green economy dell’edilizia e  del solare che per l’80% si basa su lavorazioni primarie e secondarie provenienti da delocalizzazioni e da catene di sfruttamento delle persone o  di materie prime che benchè naturali cancellano paesaggi e le economie da cui provengono”.

A cosa si riferisce?
Mi riferisco agli ingredienti minerali o vegetali per far ad esempio intonaci, colle, mordenti, colori, leganti, ecc “naturali” che vengono ottenuti sventrando montagne, consumando terre agricole ed ancora  mi riferisco agli  abusi salariali, all’assenza del rispetto delle condizioni di lavoro in paesi dove sono negati i diritti,  e ad un crescente sfruttamento delle donne (ad esempio in Cina  la manodopera femminile costa oltre un terzo meno di quella maschile ed è la più richiesta nel settore delle materie prime naturali per usi in bioedilizia). Tornando nello specifico al materiale lana  anch’essa può produrre un forte danno ambientale: la lana di pecore merinos ( proviene da pascolo intensivo produce co2) a differenza della lana sarda che proviene da pecore allevate in sardegna in modo estensivo.  Inoltre la  lana di pecora viaggia e viene esportata “sucida”. Dentro i container delle stive delle navi il persistere dei  residuali sviluppa ammoniaca che degrada la lana indebolendone la struttura. Inoltre in buona parte del mondo dalla Cina alla Romania le balle di lana vengono trattate in camere a gas di  pesticida ad alta tossicità.  Successivamente la lana ritorna in Italia per il completamento in prodotto finito. Oltre al costo ambientale del trasporto queste lavorazioni aggravano la salute del pianeta, delle persone e dell’agricoltura. In questi anni abbiamo ricevuto e continuiamo a ricevere proposte per produrre fuori dall’Italia  e con offerte di progetti finanziati con denaro pubblico.  Anche in Sardegna abbiamo esempi di soldi della Regione Sarda spesi per finanziare prodotti “sostenibili” che vengono realizzati  all’estero (di sardo c’è solo la sede legale).  Per noi di Edilana produrre in loco e non delocalizzare vuol dire anche produrre dignità. Produciamo innovazioni e posti di lavoro dignitosi in Italia.

Che rapporto avete con la Regione Sardegna?
Sono una imprenditrice sarda ed opero ogni giorno nella  mia amatissima Sardegna troppo assistita e troppo dopata di denaro pubblico. Per farle un esempio in nome dell’ambiente da salvare o della valorizzazione della lana sarda ho assistito a tanti di quei soldi buttati via in progetti cofinanziati dalla Regione Sardegna che potrei scrivere un libro e la cosa riguarda sia le amministrazioni di centro destra che di centro sinistra…In più occasioni anche pubbliche abbiamo denunciato questo spreco di denaro ma non c’è stato ascolto, si tratta di un argomento tabù che in Sardegna i politici non affrontano. Sono i numeri a dirlo: in Sardegna abbiamo il record italiano dello sperpero  di denaro pubblico in nome dei progetti sostenibili, con zero ricaduta occupazionale nelle aziende. In questi progetti il 70% delle azioni  e degli obiettivi non producono innovazioni o dati scientifici resi disponibili  e utili  per le aziende ma azioni fotocopia dell’esistente già realizzato. I nostri colleghi tedeschi lavorano e innovano mano nella mano con le Università e con le Istituzioni, perché in Germania si premiano i risultati e i soldi semmai arrivano a chi acquisisce innovazioni e le trasforma in linfa economica e posti di lavoro in loco (posti di lavoro che camminano sulle loro gambe e non sul continuo assistenzialismo). In Sardegna con l’idea di investire denaro pubblico per finanziare e magari salvare 30 posti di lavoro ne perdiamo 300 con uno sperpero di denaro pari a 3000. Il problema è anche nazionale,  purtroppo in Italia non facciamo le analisi dei costi benefici degli interventi sul territorio. Ci sono anche enti preposti e aziende partner con relativi padrini politici  a caccia di denaro non certo di innovazione.

Quindi l’innovazione è…
Progetti concreti. Nella mia impresa che fa parte del gruppo di aziende familiari (create senza finanziamenti pubblici dove lavorano complessivamente 110 persone (di cui 90 nel settore dei prodotti per l’edilizia) necessitiamo di progetti veri e di dati scientifici, finalizzati  alla nascita di innovazioni di sostanza non di apparenza.”

Cosa suggerisce agli Enti alla Regione alle Istituzioni  e alle università Sarde affinchè possiate andare di pari passo? come dice lei mano nella mano…

“Auspico in un maggiore ascolto da parte delle nostre Istituzioni,  Province,  Università, Regione Sardegna, e in strumenti di reciprocità dove le aziende virtuose capaci di autonomia e di innovazioni possano interagire con le linee politiche del territorio e della Regione, scelte che spesso hanno costo di denaro zero, perché non sempre e  non tutto è generato dai soldi…” Occorre ripensare il denaro pubblico ( di tutti noi) che non può essere sprecato in nome della sostenibilità.  

 

Le è stato assegnato il premio Itwiin come migliore Innovatrice Italiana del 2011
“Il titolo di Migliore Innovatrice del 2011 mi è stato assegnato per aver ideato materiali per la bioedilizia, zero petrolio zero consumo di suolo e di acqua, realizzati con eccedenze di origine animale e vegetale, il tutto concretizzato con una filiera produttiva industriale completamente locale. Ironia piacevole della sorte: il premio mi è stato consegnato da un’altra donna sarda Angela Serpe chimica dell’Università di Cagliari (vincitrice del premio itwiin 2010 della precedente edizione). Altro premio recente è quello di  Edilana per l’eco-packaging design da parte del Ministero Giapponese al Commercio ottenuto grazie alla straordinaria vision e al talento della designer Angela Cotza.  Il denaro vinto con questi premi andrà in parte al Laboratorio Scienza guidato dalla biologa e animatrice scientifica Alessia Zurru per realizzare  attività ludico-didattiche rivolte a bambini e bambine di diversa età delle scuole sarde delle diverse province per stimolare la curiosità scientifica attraverso il gioco e un approccio originale e alternativo a tematiche affrontate solitamente mediante la didattica tradizionale.

Progetti per il futuro?

“L’ultima innovazione prodotta è OrtoLana materiali geotessili in lana di pecora per l’agricoltura e la geotecnica. Questa nuova linea di prodotti anche se giovanissima sta iniziando a dare le prime soddisfazioni e a trovare riscontro nel mercato soprattutto nell’ambito dell’agricoltura biologica, dell’orto-design  e degli orti urbani  per la sua  azione disinquinante e per il  risparmio idrico fino al 60%.

Altro progetto è l’inaugurazione del percorso di  acoustic-design “ 12 stanze di musica”. Un inno all’ architettura della relazione e a spazi sonori  arredati con un suggestivo  interior design musicale e una sezione di children-design ed ancora fashion, giocattoli, fitness. Tra i principali ingredienti di questi arredi  troviamo terra cruda, lana cruda, caffè crudo, latte,  miele … Il percorso si potrà toccare indossare ascoltare e degustare a  Guspini dal 4 novembre al 4 febbraio 2012 nelle Case di Terra di Guspini, storico edificio in terra cruda dell’800, in  collaborazione con il Comune di Guspini con la Provinicia del Medio Campidano e con l’Associazione Nazionale Città della Terra Cruda. 

 

Qual’è secondo lei il modo migliore per poter uscire da questa crisi?
“Ritrovare un made in Italy a 360°. Oggi, è marchiato made in italy anche il prodotto che nasce al 90% in Cina senza identità,  senza storia, senza democrazia.

Occorre ritrovare  una economia della relazione per poi arrivare ad una economia di produzione, dove le storie dei luoghi e i diritti delle persone siano visibili e ritornino a far parte delle agende politiche ed economiche.

Alessandro Ligas

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