L’agroalimentare si rinnova con la ricerca

 Rilanciamo l’articolo di Carla Etzo pubblicato su “L’Unione Sarda” del 14/04/2011

 

L’innovazione tecnologica è fondamentale per il rilancio dell’agricoltura isolana.

Il tema è stato al centro del seminario “Ricerca e sviluppo nel comparto agroalimentare della Sardegna” promosso ieri (ndr 13/04/2001) alla Camera di commercio di Cagliari da Biotecne (consorzio per la ricerca biotecnologia con diverse collaborazioni nel mondo universitario, della ricerca e dell’impresa). Moderato da Antonio Giovanni Farris della facoltà di Agraria di Sassari, l’incontro ha coinvolto ricercatori, studenti e rappresentanti del mondo delle imprese e delle associazioni di categoria.

PROGETTI «Servono nuove idee per valorizzare l’industria agroalimentare», ha spiegato Raffaello Pompei, presidente di Biotecne. Numerosi i progetti realizzati o in corso nel suo consorzio: dalla fitodepurazione delle acque industriali, ai biosensori in grado di identificare patogeni alimentari nel cibo. L’assessore regionale all’Agricoltura Mariano Contu, ha evidenziato la necessità di un nuovo approccio culturale. «La formazione di figure professionali è essenziale. Per questo l’assessorato sta per attivare un master post universitario in marketing territoriale che possa accrescere le competenze non solo su programmazione e produzione, ma soprattutto sul collocamento dei prodotti nel mercato».

REGIONE Per Contu occorre sostenere la crescita delle imprese agricole superando i limiti delle conduzioni di tipo familiare, coinvolgendo università, agenzie regionali e associazioni di categoria. «Non è più possibile che la Sardegna importi il 90% dei mangimi per il bestiame e che non sia sardo il 60% degli ortaggi o il 70% dell’olio che arriva nelle nostre tavole. Abbiamo bisogno di imprenditori agricoli professionisti, che conoscano la normativa di settore e le produzioni al pari dei meccanismi di gestione del management aziendale, della promozione, della commercializzazione e del marketing».

INNOVAZIONE Per Farris scienza e tecnologia possono rendere più competitivo anche il settore dei prodotti tradizionali. Da qui il ruolo strategico della ricerca nell’agroaliementare che ha già contribuito a migliorare pani e vini locali. Antonio Piga (Università di Sassari) e l’imprenditore Efisio Scano hanno dimostrato che le moderne tecniche di confezionamento e conservazione (film plastici, imballaggi attivi, nanotecnologie) prolungano la vita di molti alimenti (seadas, formagelle e dolci tipici) permettendo la loro esportazione.
CARLA ETZO

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